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AR e VR nuove tecnologie per l’innovazione aziendale

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Tecnologie immersive: la vera sfida si sposta in azienda. L’obiettivo? Portare AR e VR all'interno, replicando dinamiche del mondo gaming.

Quando si parla di tecnologie immersive spesso ci immaginiamo un ragazzino davanti al computer che gioca ai videogiochi. Eppure, negli ultimi anni la vera sfida si è trasferita nelle aziende, con l’obiettivo di portare realtà aumentata e virtuale al loro interno, replicando dinamiche del mondo gaming in maniera efficiente.

Nel 2022 il 70% delle imprese userà tecnologie immersive

Queste erano le previsioni di Gartner nel 2019. Oggi, con un paio di anni di consapevolezza in più e una pandemia mondiale nel mezzo, possiamo sicuramente affermare che le aziende hanno ancora molta strada da fare per raggiungere questa percentuale di utilizzo.

Da anni leggiamo previsioni su come utilizzare VR o AR e, prima di esplorare ciò che già stanno sperimentando le aziende italiane, è bene distinguere queste due tecnologie: entrambe sono tecnologie immersive, ovvero danno la possibilità a chi le utilizza, di immergersi nell’esperienza create in 3D, nonché il coinvolgimento di più sensi.

Hanno però dei modi di fruizione ed obiettivi differenti tra di loro. Uno dei “trucchetti” per capire se si sta parlando di realtà aumentata o realtà virtuale è, al momento, lo strumento con cui si vive un’esperienza piuttosto di un’altra.

La realtà virtuale viene vissuta tramite dei visori. Nel momento in cui vengono indossati, si viene catapultati in un ambiente realizzato completamente in 3D. L’hardware, anno dopo anno, fa passi da gigante e Facebook, col nuovo Oculus Quest 2 lanciato a fine 2020, si prepara a conquistare il mass market.

Il grande numero di smartphone e diversi social network che hanno iniziato ad usare filtri 3D come entertainment, hanno fatto in modo che moltissimi utenti sperimentassero la realtà aumentata attraverso il mobile.

Ricordiamo tutti il lancio di Pokémon Go nel 2016. L’app nel 2019 ha raggiunto il miliardo di download e, per la prima volta, ha fatto sperimentare a moltissimi utenti, il significato di realtà aumentata.

È proprio la fruizione tramite smartphone che rende la realtà aumentata la tecnologia immersiva più facilmente compresa dalle masse, e di facile adozione

Anche l’azienda di consulenza Capgemini conferma il trend in una ricerca del 2018. La stessa afferma che l’82% delle aziende che hanno già introdotto AR o VR per migliorare i propri processi interni, ne ha beneficiato in maniera superiore rispetto le attese iniziali. Insomma, una mossa pionieristica che ha però portato un ritorno sicuramente incoraggiante.

Si prevedono infatti, entro il 2025, grandi investimenti da parte delle aziende, nelle tecnologie immersive, per un mercato totale che potrà valere 198 miliardi di dollari.

Soprattutto in un contesto pandemico, realtà aumentata e virtuale sono considerate uno strumento per aiutare le imprese ad affrontare la nuova distanza che si è creata non solo tra cliente-fornitore, ma anche tra colleghi.

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Le potenzialità delle tecnologie immersive

Se escludiamo il mondo gaming, le industry che stanno cogliendo al massimo dalle tecnologie immersive, sperimentando opportunità e limiti, sono sicuramente quelle legate al mondo biomedicale, ingegneristiche e dell’architettura/arredamento.

Uno dei vantaggi della realtà virtuale, è la possibilità di mostrare qualcosa che non esiste ancora. E così, indossando il visore si può vedere in anteprima una palazzina non ancora costruita, potendo scoprire come saranno gli appartamenti prima dell’acquisto.

Il mondo real estate può persino far scegliere le finiture e gli arredi delle case in realtà virtuale, risparmiando quindi tempo in fase di vendita.

Se invece pensiamo alle aziende meccaniche, troviamo esempi virtuosi di applicazione delle esperienze immersive per il training nei plant produttivi, nonché per fornire un ulteriore supporto durante la manutenzione da remoto.

Immaginate i tecnici dall’altra parte del mondo, che in totale autonomia possono visionare in realtà aumentata tutte le componenti di un macchinario, individuando facilmente i pezzi difettosi o rotti.

Anche nel mondo biomedicale possiamo vedere come l’applicazione delle tecnologie porti dei benefici, soprattutto ai pazienti finali. Tommi, ad esempio, è un’esperienza in realtà virtuale che dona dei momenti di spensieratezza ai giovani pazienti oncologici dei reparti pediatrici. Una soluzione per ridurre ansia e dolore provocate dai trattamenti.

Come per le macchine meccaniche, la realtà aumentata permette, di visionare organi scansionati in 3D con patologie reali. Questo va a beneficio sia dei medici, che possono prepararsi in maniera accurata a complicate operazioni, ma anche dei pazienti finali.

Come non menzionare il mondo automotive, in cui il 9% delle aziende, dichiara di aver introdotto tecnologie immersive nei propri processi interni. I progettisti specializzati, ad esempio, utilizzano già dei visori e la realtà virtuale per osservare nel dettaglio le macchine da loro progettate. Un ultimo ed ulteriore check prima di iniziare la produzione della vettura.

Non solo nella produzione o nella progettazione, le tecnologie immersive vengono introdotte anche nel mondo retail.

I resi diminuiscono fino a 11 volte negli e-commerce che offrono esperienze in realtà aumentata

Sebbene le vendite online siano cresciute vertiginosamente durante il 2020, uno dei motivi penalizzanti della vendita di prodotti online, è spesso l’impossibilità di toccare con mano. Ecco quindi che la realtà aumentata, configuratori 3D e il virtual try on permettono non solo di proiettare oggetti nell’ambiente circostante, ma in alcuni casi, anche di indossarlo.

Non solo il processo d’acquisto si accorcia, ma il numero dei resi diminuisce.

Chi, prima di ordinare e acquistare la propria postazione home office durante il primo lockdown, non ha provato IKEA Place!?

Questi esempi sono solo alcuni, ma ce ne sono a centinaia che meriterebbero di essere menzionati. In tutte le situazioni viste, l’introduzione di realtà aumentata o virtuale è un percorso che va progettato ad hoc, secondo le specifiche esigenze aziendali ed obiettivi da raggiungere.

E in futuro? A Febbraio 2021 Microsoft ha lanciato la sua piattaforma Mesh che, con un video spettacolare, promette riunioni collaborative in mixed reality, grazie agli introvabili Hololens 2. Sebbene Mesh dia grandi speranze per i prossimi anni, al momento non abbiamo la certezza di quando sarà possibile avere quel livello di immersione.

L’unica cosa sicura è che, nel prossimo futuro, PMI e corporate dovranno mettersi in gioco, sperimentare e testare senza paura gli strumenti digitali, che sono già maturi dal punto di vista tecnologico.

Ora, la vera domanda è: le aziende sono davvero culturalmente pronte ad abbracciare il cambiamento?

 

Leggi anche Discorsi sul metodo: Gamification – La faccia della medaglia che teniamo nascosta

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