Future Trends & Tech

Startup Marketplace: chi sta rivoluzionando l’eCommerce?

Specie durante la pandemia molte startup marketplace sono entrate nel mercato eCommerce, ma la situazione in Italia qual è?

Amazon. Uber. eBay. Rakuten. Airbnb. 

Cosa accomuna queste aziende leader? Sono tutte piattaforme “marketplace”. Su questi siti è possibile vendere e acquistare qualsiasi tipo di prodotto e servizio. 

Ma quali altre aziende conquisteranno il mercato nei prossimi anni? Le Startup marketplace. Ce lo racconta Future.

Startup marketplace: il futuro dell’eCommerce

L’obiettivo di Future è chiaro: “understanding the future, how tech shapes it, and how we build it”. 

Nel 2020, il portale ha deciso di stilare una lista: Marketplace 100. Una classifica delle piattaforme marketplace startup in rapida crescita. Un’ottima lente di ingrandimento su un settore spesso dominato da “giganti solitari”. Eppure, al tempo stesso, pieno di potenzialità.

Il ranking compie oggi 3 anni. La classifica 2022 è particolarmente interessante. Per due motivi:

  • La pandemia ha rivoluzionato l’espansione settoriale dei marketplace: alcune attività sono crollate, altre sono diventate più forti che mai;
  • Il business model ha retto la crisi e ne è uscito più forte che mai.

Infatti molte piattaforme sono uscite dalla fase di startup. Ma altre Startup marketplace sono nate nel frattempo. Rispetto al 2021, ben il 48% in più di newcomers. Quasi tutti provenienti da Ticketing, Food & Beverage ed Education. 

La correlazione con la pandemia è forte. Il delivery ha fatto esplodere la vendita online di prodotti alimentari. L’abuso della didattica a distanza ha provocato un aumento di richieste per insegnanti di recupero. Con l’introduzione dei vaccini sono ripartiti gli eventi sportivi, i concerti e i festival. E con loro i servizi di sbigliettamento elimina-code.

Startup marketplace: Slide tratta da Marketplace100
In alcune categorie, la dinamica del mercato è “winner takes all “. O  al massimo “winner takes most “.

Per il terzo anno di fila si conferma al numero 1 della classifica Instacart. Start up di consegne a domicilio, che vale ormai 20 miliardi di dollari. Per ora è attiva solo in Stati Uniti e Canada. Le altre aziende competitor presenti nella lista non fanno lo 0,1% delle sue attività.

Emergere non è facile. La concentrazione è elevata. E in alcuni settori siamo quasi al punto di saturazione. Per esempio nel Gaming e nello shopping di abbigliamento.

I vantaggi della piattaforma marketplace

I marketplace sono molto di più di un sito. Da questi sistemi di intermediazione sono nati alcuni dei trend del millennio. Gig Economy. Microimprenditorialità. Sharing Economy. Knowledge e creative work.

Ma in sostanza come funziona un marketplace?

Queste piattaforme sono dette two-sided. Si pongono cioè come agente intermediario tra due attori: i venditori e i compratori. Facendoli incontrare, innanzitutto. E agevolando le loro transazioni. 

Il marketplace agisce di fatto come una sorta di garante. Chi acquista è sicuro di ricevere la merce. Chi vende di essere pagato. L’operazione commerciale si conclude sempre nel migliore dei modi. In un clima di fiducia reciproca

Quando non c’è, si nota. È il caso di Facebook Marketplace, la piattaforma di compravendita dell’omonimo social. La stessa Polizia di Stato consiglia un utilizzo prudente dello strumento. Troppo frequenti le truffe. 

Alcuni articoli si rivelano contraffatti o rubati, o addirittura inesistenti. Arrivano anche segnalazioni di ricevute false di bonifici. Per non parlare del rischio di clonazione della carta di credito. Essere su una buona piattaforma marketplace, insomma fa la differenza.

Startup marketplace - computer con carrello della spesa che porta un tablet, e buste e scatole di carta.
I marketplace orizzontali offrono prodotti e servizi di vario genere. Quelli verticali invece sono focalizzati su un’unica tipologia.

Oltre alla sicurezza, ci sono altri vantaggi. Chi vende può contare su un importante punto di forza. Grazie all’indicizzazione del sito nei motori di ricerca, ottiene una grande visibilità a costo zero. Lanciare un proprio store e-commerce implicherebbe invece elevati costi di marketing

Stare sul marketplace, d’altro canto, costa. La commissione trattenuta varia dal 7% al 15% su ogni vendita effettiva. 

Ma esserci vuol dire fare un primo step. Per gestire un e-commerce servono competenze digitali. La vendita online è proprio un indicatore per la transizione digitale delle imprese. Secondo i dati Istat, i miglioramenti in questa area sono molto lenti.

La percentuale di PMI attive nel commercio elettronico si aggira solo attorno al 20%. Vendere online non è facile. Il marketplace assicura invece un approccio graduale al mercato. 

Anche perché il mercato è molto competitivo. Un sondaggio di Mirakl, piattaforma di marketplace enterprise, ha analizzato il panorama degli online consumer. L’81% degli italiani sceglie proprio i  marketplace per comprare. Più che in qualsiasi altro paese europeo o negli Stati Uniti. 

Startup marketplace - slide di Hootsuite con l'ecommerce spend by category del 2021.
Il Covid-19 non ha impedito agli italiani di acquistare prodotti e servizi. L’ecommerce è particolarmente cresciuto nei settori colpiti dalle misure anti-contagio.

Al consumatore i marketplace assicurano diversi benefit. Tempi di consegna rapidi. Maggiore assortimento. E spesso prezzi più bassi. 

La pandemia ha sicuramente dato una forte spinta. Il 47% ha intensificato l’uso dei marketplace online negli ultimi 12 mesi. Lo switch a questa modalità di consumo sembra essere definitivo. Nel 2019 il 52% acquistava «molto» o «esclusivamente» su marketplace. 

Nel 2020 si è raggiunto il 67%. Nel 2021 il dato si riconferma: 66%. Percentuale più alta in Europa, e ben oltre la media mondiale del 57%. Si conferma così il vantaggio competitivo dei marketplace. Una bella sfida per il commercio online dei singoli retail.

Startup marketplace: quali tenere d’occhio in Italia

È definitivamente esploso l’acquisto online in Italia. Dopo anni di lungo corteggiamento.  

Fino a pochissimo tempo fa, infatti, gli italiani amavano il contante. Gli stessi pagamenti elettronici faticavano a ingranare. Mentre paesi come Svezia e Danimarca diventavano delle cashless society.

I principali ostacoli erano culturali. In primis, il fastidio di essere tracciati nelle proprie abitudini di acquisto. Per smuovere le acque, il Governo Conte-bis lanciò il Cashback con la Legge di Bilancio 2020. Misura che ha effettivamente incentivato il Digital Payment. A caro prezzo per le casse dello Stato, costretto poi a cancellare l’intervento.

Ma finalmente il ghiaccio è stato rotto. Per l’Osservatorio Innovative Payments, il 2021 è stato un anno record. 327 miliardi euro sono stati oggetto di pagamenti digitali. In particolare, sono cresciute le applicazioni come Satispay.

Startup marketplace - persona effettua pagamenti digitali con l'orologio.
Nel 2021 c’è stato un boom delle transazioni via smartphone e dispositivi indossabili. Il fenomeno vale 7 miliardi di euro.

L’Italia insomma s’è desta. E questo ovviamente aiuta l’e-commerce. Secondo l’Osservatorio e-commerce B2C, nel 2021 gli acquisti online hanno raggiunto il valore di 39,4 miliardi di euro.

I marketplace più utilizzati in Italia sono eBay e Amazon. Esistono anche piattaforme al 100% nostrane. Ma non hanno vita facile. ePrice, per esempio, esiste dal 2013. Da dicembre scorso però la società è in concordato preventivo

Non si conoscono le ragioni ufficiali di questa messa in liquidazione. Prima della pandemia il portale sembrava essere su un ottimo terreno di crescita. Interessante in particolare il servizio di consegna, installazione e ritiro dell’usato compreso nel prezzo

Forse è stato proprio questo il tallone di Achille del marketplace italiano. La logistica è andata in sofferenza in questi ultimi due anni. Ancora oggi è il caos. Non tutti hanno la potenza di fuoco di Amazon per affrontare questo problema.

Nel frattempo sono nate tante nuove startup. Alcune davvero da tenere d’occhio. Su Spremute Digitali avevamo avuto modo di approfondire Nidaspace.com. La piattaforma si propone come agenzia 2.0 di spazi di coworking. Pendolari e nomad workers ringraziano. 

Grandi aspettative anche per Ratashop, primo marketplace rateale italiano. L’offerta orizzontale è davvero vasta. Dall’elettronica al petfood, dai parafarmaceutici ai videogiochi. Tutto acquistabile comodamente a rate. Il “compra ora e paga poi” è cresciuto tantissimo. 

Diverse fintech hanno sviluppato sistemi di rate senza interessi. Secondo l’Adobe Digital Economy Index, il fenomeno riguarda soprattutto Millennials e Zoomer. Generazioni caratterizzate dall’instabilità del reddito. 

HUKNOW invece è la prima piattaforma al mondo dedicata alle consulenze immediate. Una sorta di “marketplace della conoscenza”. In pochi minuti è possibile ottenere una videochat con qualsiasi tipo di esperto. Avvocati, medici, psicologi, ma anche insegnanti e formatori. Recentissima, è stata lanciata in queste settimane.

In piena pandemia, invece, è stata sviluppata Rent&Fit. Marketplace per il bike rental, pensato per il cicloturismo. Per ora i noleggiatori aderenti sono solo in Italia. Ma presto il servizio sarà allargato a tutta l’Europa.

Sempre lato servizi, si sta facendo strada Serviloo. La piattaforma consente di prenotare online pulizie domestiche e professionali. 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Il successo dell’idea si è tramutato in un round vincente su CrowdInvest Italia

La campagna di equity crowdfunding ha raggiunto e superato il suo obiettivo minimo. Ci aspettiamo ora una crescita del business model. In bocca al lupo!

Startup Marketplace: chi sta rivoluzionando l’eCommerce?

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