Startup & Entrepreneurship

Modalità di crowdfunding: valide alternative per l'accesso al credito

modalità di crowdfunding per accedere al credito

Oltre al finanziameno bancario per avviare una startup o pmi è possibile ricorrere a valide alternative di accesso al credito: le modalità di crowdfunding.

Il ricorso al finanziamento bancario per l’avvio di una nuova attività ha sempre rappresentato negli anni un ostacolo alla creazione d’impresa, scoraggiando in molti casi l’iniziativa imprenditoriale. Nell’articolo che segue parlerò di un’altra modalità di accesso al credito: il crowdfunding lo strumento di finanza innovativa, che permette di finanziare un progetto da parte di una “folla” (crowd) indistinta di finanziatori.
Il termine “crowdfunding” trova la sua origine etimologica nel 2006 grazie a Michael Sullivan, proprietario di un sito online chiamato Fundavlog, un incubatore per progetti ed eventi legati ai videoblog. Sullivan inserì sulla sua piattaforma una pagina dedicata ad una raccolta di beneficenza per il finanziamento di un videogame.
Nonostante il termine trovi la sua nascita soltanto 14 anni fa, l’applicazione del concetto era già diffusa; ad esempio nel 1885 l’editore di World, Joseph Pulitzer, raccolse i fondi necessari per la realizzazione dell’installazione della Statua Della Libertà, donata dai Francesi, per un ammontare pari a 100’000 dollari in cambio della stampa del nome dei donatori su una pagina del giornale, a prescindere dall’ammontare erogato.

Quali modalità di crowdfunding conosci? Ecco alcuni dei modelli per accedere al credito

L’equity-based e gli altri modelli di Crowdfunding

Oggi, gli esempi sopracitati identificano 2 dei 4 modelli specifici del crowdfunding: ovvero il donation-based e il reward-based.
Il primo caso riguarda soprattutto organizzazioni no-profit, enti a scopo sociale ed associazioni, che si rivolgono alla “folla” che aderisce e contribuisce per sostenere una causa sociale o etica (esempio Globalgiving). Nel secondo, gli individui donano una quota per un progetto o un lavoro con l’aspettativa di ricevere in cambio una ricompensa non finanziaria, come ad esempio il bene o servizio erogato (esempio Kickstarter).
Un altro modello, meno diffuso, è il lending-based nel quale la folla presta denaro ad una società con la consapevolezza che il denaro sarà rimborsato con gli interessi. È molto simile al prestito tradizionale di una banca, solo che si prende in prestito da molti investitori ad un tasso d’interesse, solitamente, inferiore rispetto a quello offerto dagli istituti di credito (esempio https://www.mintos.com/en/).
Il modello però più diffuso, soprattutto in Italia essendo anche regolamentato dal 2013, è l’equity-based che consente ad un qualsiasi portatore di capitali di investire in una società, startup o Pmi (innovativa e non), una piccola somma di denaro, anche poche centinaia di euro, ricevendo in cambio una partecipazione al capitale della società finanziata (esempio mamacrowd).

Ma come si concretizza un’operazione di Equity Crowdfunding?

La startup o Pmi promuove su portali online dedicati, il proprio progetto imprenditoriale mettendo a disposizione dei potenziali sottoscrittori/finanziatori dei documenti contenenti l’offerta presente e decidere se investire alimentando il fondo di raccolta definito dal proponente.
Tra i vari documenti sono solitamente presenti il Business Plan, il Pitch Deck e anche il Business Model, e oltre a questi deve essere presente anche uno statuto fornito dalla società che deve prevedere un meccanismo di Exit e il livello partecipativo che si andrà ad acquisire con la sottoscrizione.
Un ruolo fondamentale per il successo della campagna lo gioca la comunicazione del progetto sia sul portale che sui canali social.
Dal punto di vista di chi investe invece, è prevista una registrazione obbligatoria sul portale con successiva creazione di un profilo personalizzato per poter accedere, in modo gratuito, alle informazioni dettagliate e alla documentazione messa a disposizione dall’impresa. La registrazione è ultimata con la compilazione di un questionario.
I futuri sottoscrittore devono anche effettuare un “percorso di investimento consapevole” da cui risulti la presa visione delle informazioni e la comprensione delle caratteristiche e dei rischi dell’investimento. Una volta individuato il progetto si può procedere in qualsiasi momento alla sottoscrizione dell’offerta fino al raggiungimento di una determinata quota di raccolta fissata al momento della pubblicazione.


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In conclusione possiamo dire che, grazie all’utilizzo delle modalità di crowdfunding chi è in possesso di un progetto innovativo convincente e di un team adeguato, può cercare di superare le difficoltà di avviamento dell’attività proponendo al pubblico la condivisione dei successi attesi attraverso la partecipazione al capitale.
Lo strumento pone l’attenzione sulle idee e il progetto imprenditoriale che c’è dietro lasciando la possibilità alle persone di valutare quali siano i più meritevoli che possono generare un profitto notevole.
La centralità decisionale delle singole persone e la partecipazione collettiva rappresentano una nuova frontiera del sistema imprenditoriale forse ancora troppo radicato nei vecchi modelli culturali.


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