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AR e VR marketing: fare business a misura di futuro

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AR e VR marketing: fare business a misura di futuro - Spremute Digitali

Chiunque faccia business, in qualsiasi settore, ha un solo obiettivo: crescere. Per fare questo è indispensabile che il numero dei clienti aumenti con una certa costanza, è vero. È altrettanto importante, però, che migliori anche la qualità della loro esperienza d’acquisto. Oggi sono tanti gli strumenti a disposizione delle aziende per renderla unica ed immersiva. AR e VR nel marketing sono senza dubbio le più efficaci tra questi.

Una formula strana per un concetto tutto sommato semplice. Potremmo riassumere il trasformare un gesto quotidiano più o meno necessario, come l’acquisto di un prodotto o servizio, in un’esperienza emotiva.

Il marketing emozionale è infatti alla base dell’efficacia della Realtà Aumentata e della Realtà Virtuale nel marketing.

Le emozioni sono alla base dell’efficacia della Realtà Aumentata e della Realtà Virtuale nel marketing.
Fonte foto: https://www.flickr.com/photos/stuandgravy/

AR e VR nel marketing, la realtà oltre la realtà

Ti sarà capitato di acquistare un cosmetico o degli occhiali, e vedere prima l’effetto sul tuo viso tramite un’app. O ancora di voler acquistare un mobile dalla nota catena svedese e fare un giro in store grazie al tuo smartphone. In entrambi i casi ti sei imbattuto in aziende che già utilizzano l’AR e VR marketing per attirare o coinvolgere i propri clienti.

AR sta infatti per Augmented Reality cioè realtà aumentata, mentre VR è l’acronimo di Virtual Reality ossia realtà virtuale. Entrambe queste tecnologie sono ormai parte integrante delle nostre vite e, in molti casi, letteralmente a portata di mano.

L’Augmented Reality è sicuramente la soluzione più immediata per chiunque voglia offrire un’esperienza d’acquisto completa ad un target più ampio possibile. La realtà aumentata infatti va ad aggiungere elementi digitali al mondo reale. Per sfruttare queste tecnologie è sufficiente che il potenziale cliente abbia uno smartphone o un tablet e una connessione dati. Questo – va da sé – la rende estremamente trasversale e accessibile.

Più selettiva, se vogliamo, ma anche più immersiva, è invece l’esperienza con la Virtual Reality. Offrire un’esperienza di realtà virtuale richiede prima di tutto dei device specifici, come occhiali, stick, o ancora interi ambienti studiati per lo scopo. La realtà virtuale, infatti, va ad annullare l’ambiente intorno al cliente trasportandolo in un universo parallelo completamente diverso; non ha confini di tempo, spazio, velocità.


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Tecnologia al servizio delle emozioni, ecco la chiave dell’AR e VR marketing 

Nonostante il boom provocato dalla pandemia mondiale, lo shopping online ha ancora del potenziale inespresso. Sono tanti i possibili clienti nel mondo ancora scettici o comunque non del tutto convinti dall’acquistare sul web. I dubbi principali riguardano proprio l’aspetto emotivo legato all’atto di acquistare qualcosa. L’esigenza di toccare, provare, sperimentare il bene o il servizio prima di spendere dei soldi per averlo. 

È proprio su questo gap di emozioni che giocano le soluzioni di marketing basate su realtà virtuale e realtà aumentata. Il marketing emozionale che abbiamo già citato prima promette e permette una esperienza attiva e coinvolgente. In entrambi i casi, anche se su livelli di coinvolgimento diversi, il cliente potrà testare l’oggetto del proprio desiderio in scene quotidiane e reali, o addirittura vederlo su sé stesso.

Questo, in fase di acquisto, ha un riscontro importante in termini di redditività. Diversi studi hanno dimostrato infatti un consistente aumento delle vendite e un’importante riduzione dei resi.

Il bacino di utenza di un brand oggi è potenzialmente globale e la realtà aumentata e virtuale possono davvero fare la differenza. In questo articolo troverai riassunti moltissimi dati relativi ad esempio all’impatto della realtà aumentata (la più diffusa) sul mercato.

In questo grafico di Statista.com puoi osservare la crescita su scala mondiale degli utenti di Augmented Reality da dispositivo mobile tra il 2019 e il 2024.

Crescita su scala mondiale degli utenti di Augmented Reality da dispositivo mobile tra il 2019 e il 2024. Fonte Statista.com

Gli effetti reali del marketing “virtuale”

Entrando più nel dettaglio, si è visto come l’Augmented Reality Marketing e il Virtual Reality Marketing abbiano un effetto ben più profondo sui brand.

Questo tipo di esperienza incide sulla brand awareness cioè la riconoscibilità del marchio. In un mercato basato sulla concorrenza spietata e sull’appiattimento dell’offerta è una condizione fondamentale per emergere e avere successo. C’è inoltre una fidelizzazione del cliente, legata probabilmente anche all’aspetto emotivo che caratterizza il momento dell’acquisto.

Più immediato è anche l’effetto sul traffico vero e proprio. L’AR e VR Marketing genera più accessi a sito web, applicazioni e anche negli store – online e fisici.

Tantissimi pro che rendono la realtà aumentata e la realtà virtuale due strumenti da prendere assolutamente in considerazione per chiunque voglia farsi trovare pronto dal mercato del futuro prossimo.

Alcuni brand che hanno già scelto l’AR e VR Marketing 

Lo abbiamo già detto, il mercato è un terreno di gioco ostile e inospitale. Essere schiacciati, o nel migliore dei casi confusi con un concorrente è il rischio che si corre ogni giorno. Per questo negli ultimi anni sono tanti i brand che hanno introdotto almeno il Virtual Reality Marketing nella propria offerta.

Tra gli esempi di AR e VR marketing troviamo il gruppo L’Oreal tra i primi ad offrire la possibilità, via app o web, di provare prima le nuances dei rossetti o delle colorazioni per capelli con il servizio di prova virtuale. O il brand Gucci, che permette di fare lo stesso con le calzature in catalogo.

Try on virtuale di L'Oreal
Il sito di prova virtuale di L’Oreal.

Stesso discorso vale per VisionOttica, che con VisionOttica Mirror consente al cliente di provare virtualmente gli occhiali disponibili sia da web che da mobile.

Più ambizioso è stato l’esperimento di Diesel del 2020 che con “Hyperoom” ha lanciato un vero e proprio store virtuale. Uno spazio non fisico in cui clienti e buyer potevano muoversi tra le collezioni, approfittando di una panoramica a 360° sui look e dei focus sui capi. Tutto accompagnato da una descrizione dettagliata e da un’esperienza di acquisto semplificata per rendere il tutto più fluido e naturale possibile.

Comprare virtuale per un consumo consapevole

Gli esempi possibili sono ormai davvero tantissimi e l’effetto positivo di queste tecnologie sul nostro modo di fare shopping è innegabile. Giocare col make-up o azzardare una montatura di occhiali mai pensata prima, elimina ogni imbarazzo, e ci permette di acquistare consapevolmente. Un dettaglio non trascurabile se pensiamo anche in ottica di impatto ambientale.

Come abbiamo detto sono diverse le statistiche che dimostrano la riduzione dei resi grazie all’AR – VR Marketing. Questo significa che quell’acquisto farà un solo viaggio, fino a un certo punto condiviso da molti altri acquisti, userà un solo imballaggio, e così via. Inoltre, acquistare in modo consapevole vuol dire anche comprare meglio, che spesso non significa risparmiare, ma spendere meglio. Con soddisfazione di tutte le parti coinvolte.

Esperienza virtuale, emozione reale

Per quanto la tecnologia e le macchine abbiano un ruolo sempre più rilevante nelle nostre vite, l’emozione è sempre il primo motore immobile che ci muove. Questo è vero in praticamente ogni aspetto della nostra vita, sicuramente lo è per tutto ciò che riguarda l’acquisto. Tutte le tecniche di vendita hanno un minimo comune denominatore: fanno leva sull’emotività del cliente. L’AR/VR Marketing non è da meno.

Le teorie di vendita mediamente recenti si erano concentrate sull’interazione diretta tra venditore e cliente. Hanno studiato accuratamente ipotetici botta e risposta, postura, linguaggio non verbale. Il prodotto, che era diventato il fulcro della vendita con la diffusione della GDO e del pret-a porter, negli anni del marketing spinto ha raggiunto un ruolo quasi marginale.

Negli ultimi anni invece, grazie alla tecnologia sempre più avanzata ma allo stesso tempo accessibile, il prodotto torna protagonista dell’esperienza di compravendita. Il mondo del retail ha capito che il contorno è importante, ma il cliente vuole tornare ad avere con l’oggetto del desiderio un incontro soddisfacente prima di acquistare.

L’Augmented Reality Marketing permette di farlo compiendo il gesto che oggi è il più diffuso nel mondo: un tap sullo smartphone.

Il Virtual Reality Marketing dà invece al cliente la possibilità di tornare bambino. Di guardarsi intorno – qualsiasi cosa significhi intorno quando si indossa un visore, con il cuore pieno di stupore.

E non è forse questa l’emozione che più d’ogni altra ci spinge a desiderare fortissimamente qualcosa? Il mercato sembra dire di sì.

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