Personal Empowerment

Come smettere di pensare troppo in 7 passi e vincere l’overthinking

cervello in overthinking

Soffri di overthinking? In questo articolo troverai dei rimedi per smettere di pensare troppo racchiusi in un percorso in 7 passi.

Si chiama overthinking ed è quella condizione nella quale la nostra mente, in preda a pensieri concatenati, ma sconclusionati, ci porta in uno stato vicino all’inazione: il cosiddetto pensiero eccessivo. Se anche tu hai avuto a che fare con questo problema o molto semplicemente vorresti conoscere meglio l’argomento, leggi fino alla fine questo articolo per scoprire come smettere di pensare troppo.

smettere di pensare troppo
Importante è saper riconoscere l’overthinking, e capire come smettere di pensare troppo per non minare la nostra quotidianità.

Esiste la nostra mente, la nostra casa emotiva. È lì che troviamo riparo dalle preoccupazioni della quotidianità, che riflettiamo sul nostro passato, che facciamo proiezioni e programmi verso il nostro futuro. È lì che costruiamo i nostri progetti e i nostri sogni, liberi di muoverci perché nessuno può dirci cosa pensare e cosa sognare.

Che dire però se i sensi di colpa legati al nostro passato e l’ansia derivata dalle incognite per il futuro prendessero il sopravvento? Cosa succederebbe se affollassero la nostra mente al punto da renderci impossibile smettere di pensare?

Molto semplicemente, la nostra mente smetterebbe di essere quella casa accogliente di cui parlavamo, e si trasformerebbe in un luogo non solo angusto, ma addirittura dal quale sarebbe estremamente difficile riuscire ad uscire.

Questo è esattamente ciò che succede con il pensiero eccessivo.

Il segreto della salute fisica e mentale non sta nel lamentarsi del passato, né nel preoccuparsi del futuro, ma nel vivere il momento presente con saggezza e serietà

Inutile specificarlo, ma è bene farlo: tale condizione mentale, ci rende inabili all’azione e si ripercuote su tutti i campi della nostra vita, da quello personale a quello lavorativo. Ed è proprio su questo secondo campo che ci concentreremo in questo articolo.

Gran parte della nostra quotidianità è infatti svolta in ambito lavorativo e non è un caso, se il pensiero eccessivo, sovente, parta proprio dalle dinamiche che riscontriamo nell’ambiente di lavoro. Tra poco scopriremo il perché.

lavoro in team, ma attenzione a colpevolizzare pena overthinking
È importante festeggiare per il lavoro di team. Ma attenzione a colpevolizzare.

Ecco alcune domande alle quali daremo risposta: da cosa scaturisce il pensiero eccessivo? Esistono modi pratici per limitarne l’impatto nella nostra vita lavorativa? Cosa posso fare per liberarmi da questa condizione debilitante?

Leggi fino alla fine per rispondere a questo domande.

L’ambiente in cui lavoriamo condiziona il pensiero eccessivo

L’ambiente lavorativo è alla base del pensiero eccessivo. Se la nostra quotidianità si svolge in un ambiente dove i successi vengono celebrati e, di contro, i fallimenti rappresentano una sconfitta da sottolineare, il pensiero eccessivo sarà dietro l’angolo.

Sarà assolutamente plausibile sviluppare una prudenza smisurata. Tale prudenza, alimentata da un ambiente circostante negativo, svilupperà in autonomia schemi di pensiero che ci porteranno a rimuginare su ogni passo. Ecco, sottolineiamo per un attimo il termine “rimuginare”.

È esattamente da questa attitudine che il pensiero eccessivo prende il via.

Rimuginare è la tendenza a soffermarsi con eccessiva ansia su ogni accadimento che ci circonda: la frase detta dal collega, il feedback lasciato dal cliente, l’osservazione fatta dal responsabile.

In ambito lavorativo e in ambiente altamente competitivi – dove il feedback dei clienti la fa da padrone – l’overthinking è un problema riscontrato con preoccupante frequenza.

Smettere di pensare troppo e la paura del fallimento

paura del fallimento causa overthinking
La paura del fallimento è una delle cause dell’overthinking.

Fallire segna più che avere successo. È una costante insista in noi e che in qualche modo trova terreno fertile sull’ambiente di lavoro. Il ricordo di un fallimento, è estremamente più potente rispetto al ricordo di un successo.

È un concetto legato alla neuroscienza. Il fallimento è un avvenimento negativo, e la nostra mente reagisce più facilmente per non ripetere situazioni negative, che rappresentano un rischio (sopravvivenza), rispetto che a perseguire un eventuale successo.

Un evento negativo – atavicamente – porta conseguenze estremamente più intense di un evento positivo.

Smettere di pensare troppo quando vogliamo il controllo totale

Altro motivo che ci porta all’overthinking è il desiderio di avere il controllo su tutto ciò che succede nella nostra vita. Prevedere ogni situazione che potrebbe verificarsi è semplicemente impossibile. Non accettare la possibilità del mancato controllo, è uno step che piuttosto comunemente porta al pensiero eccessivo.

Il desiderio di controllo, si manifesta in maniera evidente in ambiente lavorativo, dove la necessità di raggiungere obiettivi, è fortemente legata alla capacità di saper organizzare un lavoro sul lungo periodo, il quale si scontra regolarmente con imprevisti e possibili cambi di direzione. L’esigenza di far fronte a queste situazioni, è alla base delle difficoltà riscontrate da chi soffre di pensiero eccessivo.

Ecco quindi riassunte alcune cause dell’overthinking:

  • Ambiente di lavoro competitivo
  • Paura del fallimento
  • Desiderio di controllo

Superare l’overthinking e riprendere il controllo del pensiero

I rimedi all’overthinking permettono di riprendere il controllo del pensiero.

Dopo aver visto alcune dinamiche che portano al pensiero eccessivo, è giunto il momento di vedere come prendere il controllo della situazione e provare a uscire da questa condizione fortemente condizionante. Vedremo 7 punti da applicare alla nostra quotidianità per capire come smettere di pensare troppo.

Leggili fino alla fine e prova nel frattempo a riflettere se ti rispecchi in alcune di queste condizioni.

1) Come smettere di pensare troppo ridisegnando la nostra paura

Il pensiero eccessivo è legato alla paura di non poter controllare l’esito di una situazione. L’abbiamo accennato poche righe sopra. Nel nostro cervello si proiettano immagini di come la situazione si svilupperà, sulla base di esperienze negative passate.

Facciamo una premessa.

Il pensiero eccessivo non è legato alla logica, perché non vi è alcuna logica nel ritenere che, dato che in passato alcune situazioni hanno avuto esito negativo, allora anche in futuro, le medesime condizioni si riproporranno nella stessa maniera.

È importante focalizzare questo concetto, perché l’overthinking, va a minare le nostre consapevolezze e riduce drasticamente la nostra autostima. Ci porta a credere che non saremo in grado di ottenere successo in ciò che faremo.

Che fare quindi? Uno dei primi passi è quello di esercitarsi a riscrivere la nostra paura.

Ogni volta che associamo un progetto lavorativo in essere a un fallimento passato, ripetiamo a noi stessi che un fallimento nel passato non è un motivo per credere che dovrà ripetersi nel futuro. È assolutamente nelle nostre possibilità avere successo.

Non sarà automatico, ma la pratica vale molto più dei talenti naturali e praticando questa forma di riprogrammazione mentale, poco alla volta riusciremo a riscrivere le nostre proiezioni.

2) Smettere di pensare troppo accettando il nostro impegno 

Chi si preoccupa di non avere il controllo cerca la perfezione. Cercare la perfezione ci porterà ad impegnarci a dismisura per ottenere qualcosa che è impossibile.

Impariamo invece il concetto da fare nostro:

Fatto è meglio di perfetto.

La perfezione è una cosa che non possiamo ottenere. Quello che però possiamo ottenere è la consapevolezza di aver fatto del nostro meglio. Il nostro meglio è più che sufficiente per accettare di lasciare andare il controllo.

Anche qui, non è una consapevolezza che arriverà dall’oggi al domani, ma riprogrammando poco alla volta i nostri pensieri, saremo in grado di capire due concetti:

  • siamo competenti
  • non c’è alcun motivo per aver paura di non riuscire nel nostro obiettivo lavorativo.

Fare del nostro meglio, talvolta significa avere chiaro il concetto di formazione. Se sei una persona che ama tenersi aggiornata prova a dare una lettura a questo articolo che riflette l’attuale situazione in ambito formazione.

Se mettiamo tutto il nostro impegno possiamo lasciare andare il desiderio di controllo.

3) Abbandona la sindrome dell’impostore

Questo punto è strettamente legato al precedente, ma è bene fare un distinguo. Viviamo in situazioni lavorative altamente verticalizzate e talvolta è normale non sentirsi all’altezza di un compito. Di pensare che ci sarà sempre qualcuno in grado di svolgerlo meglio di noi.

Sostanzialmente di sentirci degli impostori nel ruolo che ricopriamo in azienda.

Ricordiamoci però di una realtà indiscutibile. Nella nostra società lavorativa, nessuno regala nulla a nessuno. Se ci troviamo in un luogo è quasi sempre perché abbiamo le competenze necessarie per essere li

Abbracciamo senza dubbio alcuno questa consapevolezza. Ripetiamocelo ogni volta che cercheremo di svolgere uno dei due esercizi di riprogrammazione accennati nei primi due punti.

Posso lasciare andare la ricerca di perfezione perché, mi sto impegnando a fondo in un progetto e ho le competenze necessarie per essere lì.

In relazione all’ambito formazione e digitalizzazione è molto interessante questo articolo che riflette sulla necessità di avere un quadro complessivo dell’argomento.

4) Smettere di pensare troppo imparando a riconoscere che pensiamo troppo

Molto spesso, chi è soggetto all’overthinking, non si accorge del circolo vizioso nel quale è caduto.

È fondamentale quindi rendersi conto, prima di ogni altra cosa, che i nostri processi di ragionamento non sono lineari, ma sono imprigionati in un loop che non ha nulla di razionale. Non è difficile accorgersene. Quando ci rendiamo conto che siamo bloccati in una fase di ragionamento che non ci consente di andare avanti e nemmeno di tornare indietro, rassegnamoci al fatto che siamo preda del pensiero eccessivo.

A quel punto ripercorriamo il nostro ragionamento. Cerchiamo di capire in che momento abbiamo iniziato ad offuscare le nostre capacità logiche subordinandole a pensieri sconclusionati senza costrutto.

La consapevolezza unita ai tre step di cui abbiamo parlato precedentemente, è alla base del percorso che ci consentirà di uscire dalla situazione di stasi nella quale ci siamo cacciati.

5) Concediti diversivi

Il modo migliore per uscire da una situazione di overthinking è interromperla. Quando abbiamo acquisito la consapevolezza che abbiamo un problema di pensiero eccessivo, cerchiamo situazioni che ci portino a staccare e a permetterci di ripartire da capo.

Spesso la fatica fisica aiuta a distendere i percorsi cognitivi. Praticare sport ad esempio è un ottima tecnica per riuscire a ridare linearità a tutti i nostri ragionamenti. Anche un hobby che ci rilassi particolarmente potrebbe essere un’ottima soluzione.

Se ti interessa approfondire il concetto in relazione a cosa aiuta il nostro cervello prova a dare una lettura a questo articolo.

6) Smetti di pensare troppo con un timer

Sempre dopo aver ottenuto la consapevolezza che si ha un problema di pensiero eccessivo, impostiamo dei timer. Se stiamo affrontando un progetto complesso, carico di incognite, concediamoci un lasso di tempo ragionevole nel quale impegnarci e giungere ad una conclusione di ragionamento.

Pensare all’infinito ritarderà il progetto e ci porrà sicuramente a rischio overthinking.

Un timer impostato, unito all’accettazione del fatto che stiamo facendo del nostro meglio per ottenere un successo, è un ottimo metodo per porre un freno materiale al tempo che dedichiamo a pensare. Ci aiuterà anche a compartimentare le fasi di lavoro, a gestire le situazioni multitasking a dare una proiezione reale di scadenze e necessità.

Ricordiamoci che siamo lì perché:

  • siamo meritevoli e non impostori
  • stiamo mettendo tutte le nostre capacità per la riuscita
  • ci siamo dati il giusto tempo per giungere a capo di una questione.

7) Il presente è quello che possiamo controllare

Ieri è storia. Domani è un mistero, ma oggi è un dono. Per questo si chiama presente.

Poco da dire. Tutto quello che è in nostro potere e che determina la nostra felicità è il qui e ora. Non abbiamo la possibilità di prevedere il futuro di una questione. Non possiamo fare nulla per cambiare il nostro passato e modificare fallimenti che ci hanno segnato.

Concentriamoci sul fare quello che possiamo fare, adesso. Non ieri. Non domani. Il nostro futuro lavorativo dipende da come impostiamo le azioni ed i nostri pensieri nel presente.

Uniamo questo concetto a tutti i punti visti fino ad ora. Ogni pezzettino si incastrerà alla perfezione e ci darà modo di ottenere i risultati che tanto abbiamo desiderato.

Riflettiamo sul fatto che possiamo controllare solo il nostro presente.

Prova anche tu ad applicare i rimedi all’overthinking

Abbiamo visto sette passi pratici per riuscire ad uscire dal percorso di pensiero eccessivo, dei rimedi per l’overthinking.

Quello che dobbiamo tenere a mente è che l’overthinking è una dinamica di pensiero dalla quale possiamo uscire e che non è detto durerà a lungo. Se non ci sentiamo in grado di affrontarlo senza aiuto, rivolgiamoci a persone qualificate che ci aiutino a diradare le difficoltà di pensiero che ci assillano.

Non perdiamo però mai di vista il fatto che, indipendentemente da quello che possiamo pensare, siamo perfettamente in grado di svolgere il nostro compito ed il nostro lavoro. Con i dovuti accorgimenti riuscire a ridare ordine ai nostri pensieri, sarà un percorso senza dubbio laborioso, ma che ci ridarà le consapevolezze che il pensiero eccessivo ha minato quando lasciato senza controllo.

Come smettere di pensare troppo in 7 passi e vincere l’overthinking

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