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Quanto è importante l’elettronica nei veicoli? Sempre più tecnologia nelle auto del futuro

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Quanto è importante l’elettronica nei veicoli? Le auto del futuro tra nuove tecnologie e costi di manutenzione sempre più elevati

La carenza di semiconduttori ha messo in luce la dipendenza dell’industria automobilistica da queste materie prime che compongono le dozzine di computer “nascosti” nei nostri veicoli. Dieci anni fa, solo le auto di fascia alta contenevano i sistemi elettronici avanzati che conosciamo oggi. Al contrario, negli ultimi anni, anche i veicoli di fascia bassa stanno diventando sempre più dipendenti da tutti questi dispositivi che, ormai, sono praticamente la dotazione base di qualsiasi auto.

La colpa o il merito è delle funzionalità di sicurezza aggiuntive che sono state imposte dal 2010; tra queste il controllo elettronico della stabilità, le telecamere, le chiamate di emergenza automatiche e via dicendo; tutti strumenti che hanno bisogno di sistemi elettronici per funzionare a dovere.

La società di consulenza Deloitte Touche Tohmatsu Limited stima che a partire dal 2017, circa il 40% del costo di una nuova auto possa essere attribuito ai sistemi elettronici. Si stima che questo totale si avvicinerà al 50% entro il 2030.

Le nuove caratteristiche di sicurezza, comfort, prestazioni e intrattenimento, diventano l’imperativo commerciale di chi produce automobili; tutto questo però ha un costo in termini di elettronica e ovviamente semiconduttori che diventano sempre più numerosi all’interno dei moderni veicoli. 

Gradualmente le automobili stanno diventando dei “supercomputer” su ruote, con centinaia di processori e milioni di righe di codice che il nostro veicolo esegue a ogni accensione.

Elettronica nei veicoli, grandi benefici o grandi problemi?

Secondo gli esperti la quantità di software scritti per garantire qualità e sicurezza è in graduale aumento; se dieci anni fa, forse, un terzo di essi era dedicato a questi scopi, ora è più della metà, soprattutto per via dei moderni sistemi di sicurezza e intrattenimento.

Deloitte stima che il 40% del budget di sviluppo di un veicolo, dalla progettazione fino alla produzione, possa essere attribuito all’integrazione dei sistemi, al test, alla verifica e alla loro convalida. Tenere traccia di tutta l’elettronica e dei software attuali in ogni modello prodotto e venduto può essere un compito titanico. Non sorprende che la gestione di queste varianti sia una delle preoccupazioni principali del settore automobilistico.

Altro grande “problema” deriva dal collegare e alimentare tutte le centraline, i sensori e gli altri dispositivi elettronici delle nostre auto. Un lavoro che richiede una grande quantità di cavi e uno sforzo manuale non indifferente per posizione tutto correttamente. Di conseguenza, il cablaggio di rete di un’automobile, può coinvolgere migliaia di componenti per un totale di 5.000 metri di lunghezza e un peso superiore a 68 kg. Ridurre il peso e la complessità dei cablaggi è diventato uno degli obiettivi principali delle case automobilistiche.

Un altro grande problema che riguarda le moderne automobili è quello di testare efficacemente tutti i software e le combinazioni di strumenti elettronici a bordo. Ovviamente dato l’altissimo numero di setup possibili, non è semplice controllare e provare tutto.

A questo proposito le case automobilistiche e i loro fornitori si stanno rendendo conto che devono collaborare di più per mantenere un controllo più stretto sulla gestione delle configurazioni dei veicoli. Ci sono gli accordi, è vero, ma c’è ancora molta strada da fare.

Naturalmente, i produttori devono garantire anche che il software non sia solo sicuro e affidabile, ma anche protetto. Con l’avvento di app mobili e servizi basati su cloud degli ultimi anni, oltre all’elettronica sempre più complessa incorporata nei veicoli stessi, le potenziali superfici di attacco informatico stanno aumentando a dismisura.

Per questo anche i Governi stanno imponendo obblighi sempre più stringenti riguardo la sicurezza informatica ai produttori di automobili. Quello che si chiede alle case produttrici è garantire sicurezza e prevenire eventuali vulnerabilità nei sistemi dei propri veicoli. 

Stesso discorso per gli aggiornamenti dei software delle auto che devono avvenire in modo sicuro sia per i dati degli utenti sia per il funzionamento del veicolo stesso. 

Elettronica e manutenzione dei veicoli: che prezzo ha la tecnologia?

La maggior parte dei conducenti non presta molta attenzione a tutti i componenti elettronici che li circondano; a meno che questi non diano problemi o smettano di funzionare. 

Secondo l‘Automotive Defect and Recall Report 2020, il 2019 è stato un anno record con 15 milioni di veicoli richiamati per difetti di componenti elettronici. La metà dei richiami riguardava difetti basati sul software. 

Molti proprietari di auto si rendono conto della crescente complessità dei loro veicoli quando devono pagare per le riparazioni. Quasi il 60% dei costi di manodopera per riparare un veicolo con caratteristiche di sicurezza avanzate deriva dall’elettronica. 

Altro grave problema che implica costi elevati è quello dei malfunzionamenti nelle linee di codice dei diversi componenti elettronici. Dato che i moderni veicoli hanno milioni e milioni di informazioni “scritte” al loro interno, diventa sempre più complicato (e costoso) andare a riparare il punto preciso, in caso di guasti o malfunzionamenti. 

Secondo gli esperti il software rappresenterà il 90% delle future innovazioni nell’auto. Appare evidente che in questi termini i problemi con il codice diventeranno sempre più frequenti e richiederanno interventi degli specialisti del settore che avranno bisogno di aiuti esterni, magari dalla casa madre.

È chiaro che più diventeranno tecnologicamente avanzati i nostri veicoli e più ci saranno nuovi “difetti” legati a queste tecnologie. E parliamo di dettagli che difficilmente potranno essere risolti nel proprio garage o in una qualsiasi officina non specializzata. 

Questo ovviamente comporterà costi di gestione sempre più alti che, realmente, potrebbero rendere più conveniente dismettere il veicolo piuttosto che ripararlo. 

Il futuro dell’auto è realmente l’elettronica?

Che tutte le moderne tecnologie siano diventate ormai indispensabili nella vita degli automobilisti è cosa certa. Però a fronte di quanto detto fino a questo punto, appare anche evidente che ci siano molti punti a sfavore di queste innovazioni.

Dato che il futuro dell’automobile sarà sempre più elettrico (ed elettronico) occorrerà ripensare molti dettagli al riguardo e, se necessario, intervenire con politiche specifiche per tutelare i consumatori e i loro portafogli.

Molto probabilmente a farne le spese saranno le officine che dovranno assumere personale sempre più specializzato oppure rivolgersi ad altre persone, con conseguente aumento dei costi e della “praticità” nel gestire un lavoro.

Però è anche vero che quando una qualsiasi tecnologia diventa sufficientemente diffusa, a crollare a picco sono anche i prezzi di manutenzione e di gestione. Ottimisticamente parlando, quindi, entro il 2030, quando le auto saranno sempre più simili a dei computer, i prezzi di manutenzione potrebbero diventare più sostenibili; nel frattempo l’unica cosa da fare è sperare che i componenti elettronici facciano il loro dovere perché spegnere e riaccendere potrebbe non essere la soluzione al problema.

Quanto è importante l’elettronica nei veicoli? Sempre più tecnologia nelle auto del futuro

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