Corporate Innovation

Cultura innovativa: animale mitologico o evoluzione darwiniana? Quando le idee ci sono, ma nessuno lo sa

cultura innovativa

Come si sviluppa una cultura innovativa? E come può un’azienda trasformarsi in una realtà innovativa e raggiungere il successo, partendo dalla cultura?

Come può un’azienda riuscire a trasformarsi in una realtà innovativa e raggiungere il successo, partendo dalla cultura? Come può diventare una realtà così attraente per investitori, clienti e lavoratori da non aver più bisogno del biglietto da visita?

Sono alcune delle domande che in Seedble abbiamo deciso di affrontare durante il webinar dello scorso 18 marzo sul tema della Innovation Culture all’interno del percorso Unlock Innovation, un format in più appuntamenti online ideato per diffondere l’innovazione in un periodo in cui le organizzazioni hanno più bisogno che mai di cambiare per adattarsi ai nuovi scenari (se hai perso il primo appuntamento, puoi trovarne una sintesi qui).

Le organizzazioni si stanno evolvendo, passando da sistemi gerarchici a forme di organizzazione sempre più partecipate e, per stare al passo con i trend che cambiano continuamente, devono costantemente aggiornare il proprio sistema operativo, proprio come avviene con i nostri smartphone. Sicuramente si tratta di un percorso lungo e tutt’altro che semplice, ma da qualche parte bisogna pur iniziare – ed il punto di partenza, forse a grande sorpresa, sono le persone: esatto, le persone che compongono l’azienda e che respirano ogni giorno la cultura della tua organizzazione. Coltivare una cultura che faccia crescere le persone in azienda, ingaggiandole e facendole sentire libere di esprimere le proprie idee, diventa fondamentale.

Ma come si sviluppa davvero una cultura innovativa?

Partiamo dalle definizioni: possiamo definire cultura innovativa (o cultura dell’innovazione) un ambiente lavorativo in grado di favorire (ed anzi, stimolare) lo sviluppo di idee innovative e, soprattutto, di valutarne la relativa implementazione.

Lo ripetiamo spesso: per guidare il cambiamento dobbiamo essere pronti ad innovare, ma per innovare ci servono idee. Tante idee.

E come si può facilitare lo sviluppo e la condivisione delle idee all’interno dell’azienda? Durante il webinar abbiamo analizzato gli elementi fondamentali per farlo: ecco quindi un elenco di quello che non può mancare in un’organizzazione che voglia implementare la cultura dell’innovazione.

Cosa non deve mancare per implementare la cultura dell’innovazione

  • Commitment del Management: sicuramente non si può generare innovazione in azienda se il CEO ed il board non sono i primi a volerla fare. Anche con l’avvento del mondo digitale, della realtà virtuale e dello smart working, infatti, la lotta contro i mulini a vento resta difficile. Se quindi il management è già a bordo (e non è assolutamente scontato!), siamo quasi a metà dell’opera.
  • Learning organization: per sviluppare una cultura innovativa è fondamentale diventare una learning organization, capace di promuovere l’apprendimento in tutte le sue forme ed implicazioni, sia quindi come aggiornamento continuo, sia come coltivazione di una cultura aperta e disposta anche a seguire una vision nuova, qualora permetta di adattarsi al cambiamento. Insomma, bisogna essere un’azienda che ammette ed accoglie la possibilità di sbagliare e che è consapevole della necessità di adattarsi ed innovare per riuscire ad essere resiliente.
  • Leadership & mindset: altra caratteristica chiave è coltivare in azienda un mindest aperto, orientato al futuro – e l’esempio dovrà ovviamente venire dai leader. Ma attenzione: essere una leadership aperta vuol dire anche essere aperta alla possibilità di sbagliare (altrimenti non saremmo in una learning organization!). Questo non solo perché errare è umano, ma anche perché – mediamente – solo 1 idea su 10 fa rientrare l’azienda degli investimenti (di sforzi, tempo e denaro) fatti, e quindi (se la matematica non è un’opinione) va da sé che delle tante idee che possono nascere in azienda, solo poche saranno effettivamente innovative: tutte le altre saranno comunque servite a far sì che si generassero quelle più meritevoli.
    Dato che ci saranno sempre idee meno buone di altre – per fortuna! – avere una leadership in grado di gestire gli “errori” diventa fondamentale. Basti pensare che, secondo l’Harvard Business Review, spesso è la stessa incertezza (dovuta al timore di non raggiungere l’obiettivo) il primo ostacolo della creatività – incertezza che porta quindi i leader a rigettare le idee innovative!
  • Spread decision: per stimolare le 100 idee che ne faranno scaturire 10 davvero innovative, è indispensabile costruire un sistema che permetta di raccogliere quanti più spunti possibili. Diventa, così, fondamentale distribuire il processo creativo attraverso tutta l’organizzazione: tutti dovrebbero poter segnalare un’idea innovativa – così come tutti dovrebbero poter decidere insieme al resto dell’organizzazione quale sia l’idea più meritevole.
    Solo in questo modo, infatti, si potranno raccogliere molte idee diversificate tra di loro, evitando che siano bloccate sul nascere dal timore dei leader (vd sopra). Va da sé che, per poter sostenere questo tipo di approccio, sarà anche necessaria una politica trasparente nei confronti dell’organizzazione.
  • Trust, not control: con l’avvento del Covid-19 le aziende sono state spinte a reinventarsi, permettendo alle persone di lavorare da remoto e sviluppando, in alcuni virtuosi casi, anche progetti strutturati di Smart Working (quello vero, inteso come “lavoro intelligente” e non come semplice remote working!), basati su una cultura della fiducia piuttosto che del controllo. Allora, già che abbiamo fatto 30, dobbiamo fare 31.
    Tutti questi progetti di empowerment, infatti, non possono e non devono andare persi, ma anzi devono essere cavalcati e sfruttati in quanto vero carburante di un ambiente lavorativo aperto ed inclusivo, in cui tutti siano veramente liberi di dire la propria opinione: questo favorirà i processi mentali di creazione di idee!
  • Cross-pollination: favorire la contaminazione tra persone di team diversi (e con background differenti) è un elemento essenziale per creare una cultura innovativa in grado non solo di raccogliere ed analizzare le idee delle persone, ma di stimolarle in primis.
    Come disse George Bernard Shaw:

    Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

  • Purpose: le tue persone sanno qual è la missione dell’azienda? Se non sanno per quale scopo stanno “combattendo” ogni giorno con il loro contributo lavorativo, le persone non potranno mai essere motivate a pedalare tutte nella stessa direzione. Parteciperesti mai ad un contest in cui non sai cosa devi realizzare o quali siano i criteri che definiranno il vincitore? Probabilmente no… o forse sì, ma senza impegno. Lo stesso accade ogni giorno nelle aziende quando il purpose manca o non è condiviso.
  • Employee Experience = Customer Experience: impariamo dal marketing. Se negli ultimi anni avessimo creato piani di employee experience con la stessa dedizione che abbiamo posto nel costruire la customer experience per i clienti, non sarebbero nati i vari happiness officer aziendali.
    Per citare il titolo di un famoso libro di Vineet Nayard “Employees first, customers second”.
  • Technologies: il processo creativo è troppo spesso ostacolato da mere problematiche operative: “troppo tempo per caricare quella pagina”, “non ricordo come si arriva a quella piattaforma”, “la VPN non funziona” ecc. Ma le tecnologie sono nostre amiche, quindi sfruttiamole a nostro vantaggio. Se poi le tecnologie venissero anche usate per offrire alle persone un posto dove condividere le idee creative con i colleghi, avremmo fatto bingo.

Leggi anche Tecnologia come fattore abilitante dello smart working


Ricorda: le tecnologie sono nostre amiche

Nel webinar sulla Innovation Culture ci siamo proprio soffermati sul come le tecnologie possano in particolare essere un alleato fondamentale per sviluppare una cultura innovativa.

Creare un ambiente digitale rapido e semplice, oggi, è uno step propedeutico al cambiamento culturale: ormai infatti i team lavorano da remoto e la distanza non è più un ostacolo. L’innovazione e la cultura innovativa devono quindi obbligatoriamente passare dal digitale. 

Ma attenzione: digitale non vuol dire solamente tecnologico, vuol dire anche rapido e intuitivo. Dobbiamo dire basta ai tool che ci consumano il tempo (e la pazienza) e alle aziende che di “digital” hanno solo l’intenzione: è ora di innovare, anche in questo campo, sfruttando al meglio le tecnologie (che sono già a disposizione!), in modo da mettere le persone in condizione di esprimere tutto il loro potenziale.

A questo riguardo, capire come snellire i processi in uso e come far interagire tra di loro non solo le persone ma anche i tool aziendali, integrandoli tra di loro, è oggi probabilmente la sfida più grande: è per questo che, nel mare dei tool che le aziende implementano per soddisfare tutti i bisogni, giocano oggi un ruolo fondamentale le piattaforme per la comunicazione interna.

Queste piattaforme funzionano come employee hub, in grado di mettere a disposizione delle persone tutto ciò di cui possono aver bisogno nella loro vita lavorativa, comprendendo ed integrando al loro interno le piattaforme (come tool, intranet ed app) già in uso presso l’azienda: immagina di arrivare a lavoro (o di collegarti da remoto) ed avere solo una piattaforma dove andare per qualsiasi bisogno tu abbia. Lo so, sembra un sogno – ma non è così! – ricordi quando dicevo che le tecnologie sono nostre amiche?

Nel selezionare la piattaforma migliore per la propria organizzazione, si dovrà comunque fare sempre attenzione al crescente tema della protezione dei dati: essere in linea con il GDPR, infatti, deve essere un elemento caratteristico fondante di queste realtà digitali. Ma il mercato, anche in questo caso, ci viene incontro con piattaforme di comunicazione interna come Lumapps – in grado di garantire la piena compliance agli standard europei di data privacy. Lumapps, poi, si caratterizza anche per il fatto di permettere alle persone di avere un unico punto di “comunicazione” con i tool aziendali e di averlo accessibile da qualunque device – ma questa, è un’altra storia.

Se il tema della cultura aziendale innovativa è riuscito a conquistarti, ti consiglio di non perdere il prossimo webinar di Unlock Innovation! Continueremo, infatti, il nostro percorso volto a trasformare l’azienda in una realtà innovativa affrontando il tema della Corporate Intrapreneurship, per capire come stimolare questo tipo di mindest trasformando l’azienda in un laboratorio di idee.

Hai seguito il webinar o vuoi farmi sapere cosa ne pensi della cultura aziendale innovativa? Scrivilo nei commenti!

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