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Speculative Design: mettere in discussione per immaginare possibili futuri

Il dibattito intorno allo Speculative design si fa sempre più ampio, ma in cosa consiste esattamente questo approccio metodologico? Ripercorriamo insieme la sua storia e le sue evoluzioni.

speculative design

Lo Speculative Design o Critical Design è l'insieme di progettualità, idee e opportunità. Un nuovo modo di immaginare il futuro.

La più completa e autorevole definizione di Speculative Design viene attribuita ad Anthony Dunne e Fiona Raby, ricercatori presso il Royal College of Art di Londra, i primi a formalizzare il concetto di critical design nel volume Speculative Everything e a sostenere il valore di questo approccio nell’individuare le migliori opportunità per “realizzare le forme di futuro più desiderabili e prevenire quelle meno auspicabili”.

Speculative Design: origine e caratteristiche

Let’s call it critical design, that questions the cultural, social and ethical implications of emerging technologies. A form of design that can help us to define the most desirable futures, and avoid the least desirable.

Anthony Dunne, Fiona Raby, Speculative Everything” ,The MIT Press, 2013
immaginare il futuro con creatività è alla base dello speculative design
Lo Speculative Design per immaginare il futuro e individuare le migliori opportunità con creatività.

Utilizzare il design come strumento non solo per creare prodotti o strumenti fisici, ma come metodo strategico per dare vita ai migliori scenari possibili: è questo il principio che anima il dibattito intorno allo Speculative Design e che, secondo Dunne e Raby, invita necessariamente a ripensare al ruolo dei designer.

In Speculative Everything, infatti, i due autori esplorano e analizzano in dettaglio le tipologie di risultati che potrebbero derivare da questa nuova visione, partendo proprio dai limiti della visione tradizionale dei designer, generalmente visti come “risolutori di problemi”, professionisti funzionali a rendere un prodotto esteticamente migliore o un processo più efficiente.

Ma cosa accadrebbe se, invece di risolvere i problemi, li ponessero?

Oggi i designer si concentrano spesso sul rendere la tecnologia quanto più fruibile e adattabile. Per loro, il design è un mezzo per speculare su come potrebbero essere le cose, per immaginare possibili futuri. Questo non è il solito tipo di previsione, individuazione di tendenze ed estrapolazione; questo tipo di predizioni si sono rivelate sbagliate, ancora e ancora. 

Se speculiamo di più, su tutto, la realtà diventerà più malleabile, perché le idee liberate dal design speculativo aumentano le probabilità di raggiungere un futuro desiderabile. 

Anthony Dunne, Fiona Raby, Speculative Everything” ,The MIT Press, 2013

Questa è la premessa alla base di Speculative Everything e dell’intera filosofia che rappresenta: non si tratta più di progettare prodotti potenzialmente utili in uno scenario futuro verosimile, ma al contrario provare ad immaginare tutte le versioni possibili di questo futuro alla ricerca soluzioni alternative in tutti gli aspetti della quotidianità.

immaginare il futuro con gli strumenti del design
Speculative design: immaginare il futuro con gli strumenti del design.

Lo scenario competitivo tra innovazione e schemi

Così come formulato, quello di Speculative Design è un concetto che si ispira alle linee guida del primo “Design progettuale” Italiano consolidatosi negli Anni ’60 del secolo scorso, declinandole, però, in una nuova forma all’interno degli scenari contemporanei. Pur muovendo, infatti, dalla stessa natura disruptive e dalla stessa voglia di creare nuovi orizzonti di dialogo collettivi, lo Speculative Design supera i limiti della progettazione per sperimentare l’immaginazione di mondi alternativi, con l’obiettivo di risolvere problemi reali.

Siamo nell’ambito dei cosiddetti “future studies”:

Per futures studies, o “studio dei futuri” s’intende una meta-disciplina il cui obiettivo è quello di anticipare i grandi cambiamenti sociali, tecnologici, culturali della civiltà, i cosiddetti mega-trend, e prevederne gli sviluppi attraverso l’elaborazione di scenari.

Gloria Puppi, Co-direttrice dello Speculative Design Hub, Italian Institute for the Future. 

Secondo questa linea di pensiero, siamo in grado di individuare tre principali modalità di analisi e costruzione del futuro, cui corrispondono tre diversi strumenti di “design”: 

  1. Estrapolare il futuro: forecast. In questo caso parliamo di un approccio quantitativo, che si basa sulla raccolta di dati per interpretare il futuro, identificandolo come ripetizione di schemi e processi già avvenuti in passato e, di conseguenza, prevedibile.
  2. Interpretare il futuro: foresight. Questo approccio ambisce a essere innovativo in quanto muove dal passato come punto di partenza in fase di analisi, ma riconosce come inevitabilmente il futuro contiene anche forme di discontinuità e potenziali variabili differenzianti. In questo secondo caso il futuro diventa una somma di scenari possibili, e solo in parte prevedibile. 
  • Creare futuri: backcasting. Nella sua essenza più profonda, quindi, lo Speculative Design si identifica con uno strumento qualitativo che, individuati gli scenari più desiderabili e quei passaggi che li collegano al presente, lavora per ottimizzarli. Si tratta di inventare il futuro, immaginandolo a partire da tutte le conseguenze possibili nella realtà quotidiana che ci circonda.
principali modalità di analisi e costruzione del futuro:  Forecast, Scenari, Backcast
Le tre principali modalità di analisi e costruzione del futuro: Forecast, Scenari, Backcast (https://snov.io)

Speculative Design vs Design tradizionale

In che modo, allora, il design può essere in grado di costruire e descrivere il miglior futuro possibile? Diventa sempre più evidente che siamo di fronte a uno switch rivoluzionario che da una filosofia basata sul problem solving punta ora a un metodo fondato sul problem finding. 

Una domanda ben posta è mezza risolta, le vere invenzioni, infatti, derivano dal porsi domande. C’è qualcosa di meccanico nel trovare soluzioni, ed è per questo che le menti veramente originali sono quelle che trovano problemi.

Paul Souriau, Théorie de l’invention, 1881

La prima grande differenza con il design tradizionale, dunque, è che lo Speculative Design non risolve problemi, ma utilizzando il design come un mezzo, cerca problemi da discutere, creando narrazioni di possibili realtà future che ci aiutino a interrogarci sulle implicazioni per il nostro presente. 

Lo speculative è l’utilizzo del design per creare artefatti che vivono in uno scenario futuro, alimentato dai trend attuali, per innescare dibattito e riflessione critica. Non è un tentativo di predire il futuro ma una ricerca di possibili realtà future per interrogarci sulle implicazioni nel presente.

Debora Bottà, “User eXperience Design”, Hoepli 2018
mappare speculative design
Le declinazioni del design nella mappa a cura di Epmid.com. Il Critical Design è ciò da cui tutto ha avuto inizio. Elliott P. Montgomery, ricercatore, stratega e formatore, ha creato questo diagramma come punto di partenza per mappare lo Speculative Design, noto anche come Critical Design, appunto, e Design Fiction, difficile da tracciare.

Siamo ben lontani dalla pura pura fantascienza cui questo modello viene continuamente associato in maniera acritica: al contrario, per comprendere al meglio il valore e le opportunità di questo metodo bisogna riconoscere il link diretto che c’è tra i principi dello Speculative Design e i contesti sociali e tecnologici in cui si esprimono. Da questo punto di vista lo Speculative Design diventa un’attitudine che, come sottolineato da Debora Bottà, “affronta la questione di come tradurre i modelli in decisioni e azioni, evitando che si avverino quelle proiezioni di futuro maggiormente pericolose e indesiderate.

Le caratteristiche dello Speculative Design

caratteristiche Speculative Design
Le caratteristiche dello Speculative Design.

Sono quindi, tre, gli aspetti distintivi dello Speculative Design:

  1. Inclusività: ricorrere al Design Fiction e ai suoi strumenti significa passare da un design per l’uomo a un design per l’umanità (humanity centred design) perché non si limita allo sviluppo di un prototipo, ma punta a una maggiore consapevolezza dell’impatto che esso può avere, esplorando tutte le possibili conseguenze.
  2. Tangibilità: per essere praticato correttamente, lo Speculative Design deve avere una dimensione controfattuale , ovvero essere fondato su una profonda conoscenza delle tecnologie e dei trend esistenti oggi che si intendono esplorare. Emerge una vera dimensione c: l’immaginazione di una realtà diversa da quella che abbiamo vissuto.
  3. Scientificità: l’immaginazione speculativa utilizza la scienza per rappresentare il futuro più auspicabile. Tutte le tattiche e le strategie della Design Fiction hanno una base tecnologica e scientifica che ne supporta l’eventuale esistenza immaginaria. 

Speculative design: contesti applicativi e best practice

Le caratteristiche endemiche dello Speculative Design ci restituiscono, quindi, il quadro di un metodo versatile e universalmente applicabile, che definito un contesto di partenza, individua tutti gli scenari possibili, definisce quelli più probabili e sceglie quelli maggiormente preferibili. Esempi di Speculative Design si possono, quindi, ritrovare in qualsiasi ambito della struttura sociale pubblico, governativo, accademico, imprenditoriale.

Una best practice interessante viene dall‘Institut For The Future americano che nel 2008 ha dato vita a un vero e proprio gioco in cui i vari team coinvolti rappresentassero i futuri scenari mondiali nel caso di una pandemia mondiale per sensibilizzare le istituzioni sul tema. I risultati ottenuti da quel gioco, a oggi, coincidono in gran parte con la realtà che stiamo vivendo, dalla precarietà dei sistemi sanitari e di settori correlati, all’incremento di smart working e remote working. 

Leggi il nostro approfondimento qui.

brainstorming
Brainstorming, relazioni sociali, team building.

Particolarmente interessante è anche l’esperimento sociale condotto da Google nel 2016 che ha tradotto il proprio esercizio di Speculative Design nel video The Selfish Ledger, creato da Nick Foster, cofondatore del Near Future Laboratory. Il concept dell’iniziativa è sviluppato intorno al tema per cui la nostra costante registrazione digitale, in particolare l’uso di social e piattaforme stream, diventerà l’elemento distintivo che influenzerà le generazioni future dell’intera specie umana, arrivando in extremis ad alterarne la composizione genetica. 

Un secondo contenuto video esemplificativo è quello realizzato da Superflux e commissionato da Think Tank: “Uninvited Guest”. Il video racconta e analizza tutti i possibili rischi, le implicazioni e le relazioni che possono innescarsi tra un uomo anziano e gli “oggetti intelligenti” nella sua casa, lasciando presagire uno scenario, non così irrealistico, in cui questo genere di dispositivi possano diventare un limite e prendere il sopravvento sulla vita delle persone, specialmente se anziane.

Il futuro è già qui, solo non è equamente distribuito.

William Gibson

Perché, quindi, lo Speculative Design dovrebbe essere una strada non solo percorribile, ma necessaria? Da questi pochi esempi emerge, forse in maniera ancora più concreta, il fulcro del dibattito sul tema del ricorso alla “finzione speculazione”, ovvero il ruolo sociale che ambisce ad avere in qualità di “catalizzatore” di eventi possibili.

In che modo? Diventando una piattaforma abilitante alla discussione della società. Del resto, non esiste innovazione senza progettazione, e non esiste progettazione senza quell’assunzione di responsabilità che comporta il rompere gli schemi sociali più consolidati.

Speculative Design: mettere in discussione per immaginare possibili futuri

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