Personal Empowerment

Il modello del Servant Leader: cos’è?

Non più solo una guida, ma un leader umano e al servizio dei propri dipendenti. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul modello della servant leadership.

servant leader

Servant Leader si nasce, non si diventa. L’indole e il carisma dei leader sono spesso innati, ma questo non vuol dire che esista un solo tipo di leader né di scegliere che tipo di leader vuoi essere tu!

Il mondo dell’imprenditoria è in costante mutamento e così anche la figura del leader cambia e si adatta. Diventa più umana, tornando a mettere al centro le persone. Perché di persone, d’altronde, sono fatte le aziende e questo è bene non scordarlo MAI.

In questo articolo vedremo cosa contraddistingue un servant leader e quali sono le caratteristiche vincenti del modello della servant leadership. Ma prima…

I modelli di leadership

Per molto tempo, i modelli di leadership applicati alla gestione del personale e delle risorse umane di un’azienda si dividevano fra leadership autocratica, patriarcale, carismatica e burocratica

Oggi, non è più così e, sebbene non esista un unico stile di leadership adatto a tutte le persone – ciascun leader ha una personalità unica – il bagaglio di esperienze individuali e l’ambiente in cui si lavora influenzano non solo lo stile di leadership stesso, ma anche come esso possa cambiare nel tempo.

Tuttavia, in fase teorica, da tempo sono stati individuati (Lewin) più di dieci differenti stili di leadership – senza annoverare quello che è tema di questo articolo.

servant leader vs leader autoritario
  • Leadership autoritaria – I leader autoritari agiscono secondo un approccio top-down secondo il quale le decisioni vengono prese sempre dall’alto, da una sola persona. Di rado coinvolge il resto del team se non per calare su di esso le attività da eseguire. 
  • Leadership partecipativa – I leader partecipativi “fanno parte del team”, ne accolgono le opinioni e incoraggiano la collaborazione. Non rinunciano tuttavia ad avere l’ultima parola. Investono personalmente nella crescita dei colleghi intuendo li vantaggio che otterranno.
  • Leadership delegativa – Questo tipo di leader solitamente dà poche indicazioni e concede libertà totale nel processo decisionale, preferendo non partecipare o non interrompere l’avanzamento di un progetto.
  • Leadership visionaria – Simile a quella autoritaria, questa leadership presuppone che il leader abbia una visione chiara e di lungo termine e che sia capace di ispirare e motivare il team. 
  • Coach Leadership – Un leader coach sa trovare i punti di forza e di debolezza dei membri del team cogliendo in quale modo sfruttare le capacità individuali per raggiungere gli obiettivi aziendale. Inoltre, aiuta il team a migliorare, collabora con esso, fornisce feedback concreto e, quando necessario, sa fare un passo indietro e lasciare che le persone lavorino in autonomia. 
  • Leadership affiliativa – Quersta leadership è costruita sulle relazioni interpersonali allo scopo di creare armonia nel team di lavoro.
  • Leadership democratica – Il leader democratico è simile a quello partecipativo poiché incoraggia i membri del team a condividere le proprie idee, pur tenendo sempre per sé l’ultima parola. 
  • Leadership battistrada – Un leader battistrada è un esempio per gli altri per produttività, prestazioni e qualità, dettando il ritmo, il livello e le aspettative. Qualora il team non riesca a tenere il passo, egli completerà l’attività al posto loro. 
  • Leadership esigente – E’ un leader con chiari obiettivi che condivide con team aspettandosi che lo segua grazie al suo metodo molto strutturato.
  • Leadership trasformazionale – Documentata da Bernard M. Bass, la teoria del leader trasformazionale si basa su un assunto, ossia che “leader e seguaci si aiutano l’un l’altro per raggiungere un livello più alto di morale e motivazione”. Questi leader si guadagnano la fiducia e il rispetto del team tramite la cosiddetta teoria delle quattro i: considerazione individualizzata, stimolazione intellettuale, motivazione ispirazionale e influenza idealizzata.
  • Leadership transazionale – Sempre riconducibile a Bass, rappresenta l’opposto del modello trasformazionale, poiché prevede una chiara catena di comando secondo cui il grippo di lavoro deve eseguire le istruzioni. Ciascun membro è sotto lo scrupoloso controllo dal leader, che imposta anche un sistema di ricompense e punizioni.

Se vuoi approfondire, ti consiglio di leggere gli stili di leadership secondo Daniel Goleman.

Cos’è la Servant Leadership?

Secondo questo principio, essere il leader di un team o di un’azienda non ha a che fare solo con la gerarchia. Nuovi modelli di leadership non ci parlano più solo di fatturato, ma anche di materiale umano. Il servant leader – letteralmente leader servo – è il capo al servizio della sua squadra. 

La servant leadership è un approccio verso gli altri fatto di comportamenti etici e di attenzioni, di gesti e modalità atti a far crescere i propri dipendenti e a migliorarne la produttività.

Il leader servitore deve rispondere a dei parametri caratteriali precisi, dai quali non si può prescindere: è empatico e sa ascoltare, sa cosa vuole e sa comunicarlo in modo persuasivo e coinvolgente.

per molti, si tratta di un leader illuminato e spesso motivo del successo di un’azienda 5.0. Eppure, il modello di Servant Leadership non è recente come penseresti.

Servant Leadership: le origini

Nonostante sia tornato in voga negli ultimi anni, il concetto di Servant Leadership ha radici profonde e lontane. Il primo a parlarne in questi termini è stato Robert K. Greenleaf, che negli anni ‘70 ha pubblicato un saggio intitolato “The servant as leader”, ispirato dalla lettura de “Il pellegrinaggio in Oriente” di Hermann Hesse, e nello specifico dal personaggio di Leo.

Greenleaf inizialmente non ha teorizzato in modo dettagliato le caratteristiche del servant leader, ma ha tracciato una linea per gli studi successivi. 

Partendo dal concetto diservo perché sono il leader” e “sono il leader perché servo” di Greenleaf, si è arrivati pian piano a delineare una figura di leader più specifica, che risponde a parametri precisi.

Il primo a mettere nero su bianco i dieci principi del leader servo è stato Larry Spears, negli anni ‘90. L’ex presidente del Robert K. Greenleaf Center for Servant Leadership li ha teorizzati nel saggio: “Character and Servant Leadership: Ten Features of Effective Caring Leaders”. Scopriamo quali sono.

Servant Leader - 5 practices of humble leadership.
Dan Rockwell per qaspire.com.

I 10 principi del servant leader

Come abbiamo detto fin qui, la servant leadership è un modello che ruota tutto intorno alle persone, quindi ai dipendenti e al loro benessere in azienda. 

Possiamo facilmente intuire che i capisaldi di questo modello abbiano quindi a che fare con l’ascolto e la cura delle persone. Ma non solo. Le fondamenta della servant leadership sono solide e non danno nulla per scontato.

Ecco i 10 principi teorizzati da Spears e ripresi in seguito in studi successivi.

  1. Ascolto – Dai a ogni dipendente la stessa attenzione quando ti parla. In questo modo tutti si sentiranno importanti e significativi nel tuo team, indipendentemente dalla mansione.
  2. Empatia – Conosci profondamente i membri della tua squadra, non solo a livello lavorativo ma anche personale. Scopri i punti di forza e debolezza di ognuno e usali nel modo giusto per aiutare ogni membro della squadra a dare il meglio.
  3. Guarigione – Alcuni tuoi dipendenti potrebbero venire da esperienze lavorativi tossiche. Guarirli significa farli sentire accolti, valorizzarli, e offrire loro un ambiente lavorativo che permetta loro di bilanciare lavoro e vita privata. Rendili partecipi dell’organizzazione interna e chiedi il loro punto di vista.
  4. Autoconsapevolezza – Un vero servant leader è il primo a mettersi in discussione. Analizzati e comprendi con chiarezza i tuoi pregi e i tuoi punti deboli così da essere la guida consapevole e onesta che i tuoi dipendenti meritano. Mettiti al servizio del tuo team e non porre limiti alla tua crescita professionale e personale. Puoi essere già il leader, ma niente ti impedisce di diventarne uno migliore.
  5. Persuasione – In molti casi il termine persuasione viene usato con accezione negativa. Rimanda a subdole tecniche di marketing e comunicazione. In questo caso però il suo significato è assolutamente positivo. Il leader servo usa la persuasione per coinvolgere, creare e ottenere consenso nel gruppo di lavoro. In questo modo tutti sentono di avere un interesse comune nel portare a termine un progetto con successo.
  6. Concettualizzazione – Sai cosa vuoi e come ottenerlo? Traccia chiaramente la tua strada e guida la tua azienda verso il suo futuro più brillante.
  7. Comunicazione – Una comunicazione sana ed efficace è alla base di un qualsiasi rapporto privato o lavorativo. Assicurati di essere in grado di comunicare nel migliore dei modi ciò che va fatto, i successi, i fallimenti, i feedback. Senza una buona comunicazione tutto il resto è un castello di carte pronto a crollare.
  8. Amministrazione – Gestire un team, un’azienda intera, un reparto, tutto passa dal dare il buon esempio. Un servant leader sa si delegare, ma anche scendere in prima linea se è necessario.
  9. Empowerment – In ambito aziendale, crescere fa rima con investire. Investi nel welfare e nella formazione, una buona pratica per stimolare e dare ai tuoi dipendenti tutti gli strumenti per migliorarsi costantemente.
  10. Fare comunità – Fare gruppo con i colleghi è un passaggio importante e che fa la differenza, non solo a livello umano, ma anche in termini di prestazioni. Investi nel team building, organizza feste e ritrovi aziendali in occasione di ricorrenze e festività. Dai ai tuoi dipendenti degli appuntamenti in cui “fare gruppo” fuori dal contesto lavorativo.

Sembra difficile? Non lo è. Basta davvero mettere al centro le persone, poi tutto verrà da sé. Pensa come una guida, ma anche come un dipendente. Anticipa i loro bisogni e, se ti sembra di non riuscirci, chiedi direttamente ai diretti interessati.

Come funziona la servant leadership

Leading by serving”, ecco il vero motto del servant leader. Ma cosa significa praticamente? È presto detto. A differenza del capo tradizionale che si limita a guidare, il servant leader affianca i propri dipendenti facilitando, mettendosi al loro servizio, supportandoli, al fine di renderli man mano più autonomi.

Come servant leader dovrai assicurarti che ogni membro del tuo team cresca e migliori attraverso esperienze formative. Dovrai mettere tutti in condizioni di comprendere e affrontare le situazioni critiche, rendendo il problem-solving una skill consolidata

Il tuo obiettivo deve essere quello di rendere il tuo gruppo quanto più autonomo e valorizzato possibile, senza però lasciarlo mai solo.

Servant Leader: quale ambiente ne favorisce la crescita?

Ora conosci tutti i requisiti umani che un servant leader deve avere, e sai come relazionarti con la tua squadra. Non ci resta che analizzare un po’ il contesto lavorativo ideale per far emergere la servant leadership.

Affinché questo modello possa esprimersi al meglio, è importante che vengano soddisfatte alcune condizioni anche nell’ambiente lavorativo. Vediamo quali sono.

La prima ha a che fare con i dieci principi di cui abbiamo appena parlato. È importante che vengano applicati quotidianamente, diventando parte integrante del modus operandi.

Un altro aspetto molto importante è senza dubbio la condivisione. Condividere gli ideali, gli obiettivi e quindi le modalità per raggiungerli. Coinvolgere sempre il tuo team nelle decisioni  aiuterà tutti a sentirsi parte attiva e indispensabile della squadra.

Ultimo, ma non per importanza, è il feedback. Dai e richiedi spesso feedback ai tuoi dipendenti. Che siano positivi o negativi, aiutano a consolidare la fiducia in sé stessi e permettono di aggiustare il tiro prima che sia troppo tardi. 

Permetti a tutti di esprimersi e fallo tu per primo, con onestà. Dai sempre feedback costruttivi e mai distruttivi, ma questo, alla fine di tutto questo discorso, non c’è neanche bisogno di dirlo, giusto?

Pro e contro della servant leadership

Fin qui sembra tutto perfetto, ai limiti dell’idealismo, se non dell’utopia. Siamo però sicuri che la servant leadership non nasconda dei punti deboli? Come tutto, anche la medaglia più lucida e luminosa nasconde un lato oscuro. 

In questo caso non possiamo parlare proprio di contro, più che altro di possibili rischi cui potresti andare incontro.

Uno dei più insidiosi, se parliamo di dare quanta più autonomia possibile ai dipendenti, è quello di diventare sfuggente. Non lesinare mai ascolto e consigli. Anche il più navigato dei manager potrebbe ancora aver bisogno di te, di tanto in tanto.

Non fare mai mancare la tua presenza, e, se temi che questo possa diventare un problema per te, organizza un appuntamento settimanale fisso, così da avere sempre una finestra di dialogo aperta.

Un altro punto saldo su cui potresti facilmente inciampare è l’empatia. Predicare bene e razzolare male è un rischio concreto, soprattutto nei momenti più critici

Quando la pressione è alle stelle e le scadenze mettono il fiato sul collo, è facile perdere il controllo delle proprie emozioni e dimenticarsi di ascoltare gli altri. Se pensi che stia accadendo questo, fermati un momento, prendi fiato e poi riprendi. 

Questo è uno dei momenti in cui un feedback costruttivo, dato – o ricevuto – al momento giusto, può fare la differenza!

Servant leader vs. leader tradizionale: tu chi vuoi essere?

servant leader - ethical leadership

Che il mondo dell’imprenditoria sia in una fase di totale cambiamento è sotto gli occhi di molti, se non di tutti. La leadership tradizionale, fatta da un capo-guida che dirige dall’alto, è probabilmente superata da tempo. 

È un modello che funzionava prima del cambiamento culturale e di prospettive introdotto dalla trasformazione digitale e accelerata dal covid. 

Ma allora la servant leadership è il miglior modello perseguibile? Sì, d’accordo, è un modello a misura d’uomo che valorizza risorse e tempo, ma non è per tutti i leader, per tutti i membri di un tema, per alcuni tipi specifici di imprese, né per determinati momento storici che un’azienda sta attraversando.

Non saremo noi a dirti che tipo di leader dovresti essere né vogliamo entrare nel merito della tua indole, della tua formazione e della tua volontà. 

Tutto quello che possiamo dirti è che qualsiasi capo tu voglia essere per la tua azienda, non dimenticare mai che sono le persone a renderla ciò che è. Non le macchine, non il numero di fatture che accumuli, non i like sui social. Sono le persone a rendere possibile la magia.

Il modello del Servant Leader: cos’è?

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