Corporate Innovation

La RSI per le aziende italiane: benefici e rischi

Perché le RSI sono così importanti per le aziende nostrane e quali benefici reali possono creare per loro stesse e per le comunità in cui operano?‍

Perché le RSI sono così importanti per le aziende nostrane e quali benefici reali possono creare per loro stesse e per le comunità in cui operano?‍

In Italia, nel panorama aziendale le attività di CSR (Corporate Social Responsibility) o, per dirla all’italiana, di RSI (Responsabilità Sociale d’Impresa), possono avere un impatto sociale reale e misurabile.

E il modo in cui le aziende possono incorporarla nelle loro strategie aziendali è fondamentale affinché si generino condizioni favorevoli e risultati positivi.

In questo articolo voglio parlarti dei vantaggi per le aziende italiane di saper combinare le attività di CSR con gli obiettivi aziendali, ma anche il potenziale danno d’immagine per le aziende che implementano politiche di responsabilità sociale solo per scopi di branding. 

Vedremo, inoltre, il profilo di un’azienda ideale che attua politiche di responsabilità sociale reali, concrete ed efficaci.

L’articolo, infine, è arricchito con il prezioso contributo di Eleonora Rocca, Founder & Managing Director di WomenX Impact, evento ricorrente a supporto dei temi di Female Empowerment & Female Entrepreneurship.

La prossima edizione del Summit di  WomenX Impact , l’evento internazionale dedicato alla leadership e all’imprenditoria femminile è attesa a Novembre 2023 e vedrà la partecipazione di oltre 160 speaker provenienti da tutto il mondo che condivideranno casi studio di successo ed esperienze di vita e carriera con l’obiettivo di ispirare le leader di oggi e di domani. Maggiori informazioni qui: https://womenximpact.com/.

L’impatto positivo delle RSI sulle aziende

Oggigiorno, consumatori, dipendenti, investitori e autorità di regolamentazione chiedono sempre più alle aziende di agire in modo etico e responsabile

La RSI è un insieme di politiche e pratiche che le aziende adottano per garantire che le loro attività abbiano un impatto positivo sulla società, sull’ambiente e sull’economia. 

La CSR non si limita, però, a rispettare leggi e regolamenti, ma va oltre, per rispondere alle esigenze degli stakeholder e delle comunità in cui le stesse aziende operano.

Quel che in molti ignorano, tuttavia, è che l’impatto sociale positivo della RSI sul mondo del lavoro è enorme, dal momento che può aiutare le aziende ad attrarre e trattenere i lavoratori, a migliorare la reputazione di brand e a fidelizzare i clienti.

Le aziende che abbracciano la RSI hanno anche maggiori probabilità di innovare, collaborare e creare valore a lungo termine per sé e per i loro stakeholder. Inoltre, l’impatto sociale è misurabile.

Lo stato attuale della CSR in Italia e il suo significato

In Italia, la CSR sta diventando sempre più importante, soprattutto tra le grandi aziende. Secondo uno studio del Global Compact Network Italia, il 67% delle aziende italiane ha una politica di CSR, rispetto al 60% in Europa.

Inoltre, sempre secondo lo studio, le aziende italiane che attuano politiche di CSR hanno maggiori probabilità di attrarre investitori, clienti e dipendenti che condividono i loro valori.

Le attività di CSR più comuni in Italia includono la sostenibilità ambientale, l’inclusione sociale e la governance etica.

L’importanza della CSR in Italia si riflette anche nel quadro giuridico. Nel 2017, l’Italia ha emanato una legge che impone alle grandi aziende di rendere note le loro politiche e i loro impatti sociali e ambientali, nelle relazioni annuali.

La legge richiede inoltre alle aziende di riferire sui loro sforzi per prevenire e affrontare le violazioni dei diritti umani e i danni ambientali nelle loro catene di fornitura.

Questa legge rappresenta indubbiamente un passo significativo verso la promozione della trasparenza, della responsabilità e della sostenibilità nell’ambiente imprenditoriale italiano.

Come le aziende possono incorporare la RSI nella loro strategia

Le aziende possono integrare la CSR nella loro strategia aziendale in diversi modi. 

  1. Istituendo un comitato, o una task force, per la CSR per supervisionare lo sviluppo e l’implementazione delle politiche e delle iniziative di CSR;
  2. Conducend una valutazione di materialità per identificare le questioni sociali, ambientali ed economiche più significative che riguardano i loro stakeholder e le comunità in cui operano;
  3. Stabilendo obiettivi di RSI specifici e misurabili, in linea con gli obiettivi e i valori aziendali;
  4. Impegnandosi con gli stakeholder, come clienti, dipendenti, fornitori e comunità locali, per comprendere le loro esigenze e aspettative e costruire fiducia e partnership;
  5. Integrando la RSI nella gestione della catena di fornitura, assicurandosi che i loro fornitori aderiscano a pratiche etiche e sostenibili;
  6. Misurando e rendicontando le proprie prestazioni sociali, ambientali ed economiche utilizzando standard riconosciuti a livello internazionale, come la Global Reporting Initiative (GRI) e il Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC); 
  7. Collaborando con altre aziende, organizzazioni della società civile e governi per affrontare sfide e opportunità comuni, come il cambiamento climatico, la parità di genere e i diritti umani.

Il vantaggio di combinare le attività di CSR con gli obiettivi aziendali

Se pensi che attuale politiche di RSI in azienda sia solo una doverosa pratica da sbrigare il prima possibile senza farsi distogliere dagli obiettivi di business, sbagli di grosso. 

Le aziende che combinano le attività di CSR con i loro obiettivi aziendali possono creare valore condiviso per i loro stakeholder e per la società

Ad esempio, un’azienda che investe nelle energie rinnovabili può ridurre la propria impronta di carbonio, risparmiare sui costi e migliorare la propria reputazione, contribuendo al contempo al raggiungimento degli SDG (Sustainable Development Goals).

Mentre un’azienda che promuove la diversità, l’inclusione e le pari opportunità può attrarre e trattenere dipendenti di talento provenienti da contesti diversi, migliorare l’innovazione e la creatività e servire meglio i propri clienti e le comunità.

Combinare le attività di RSI con gli obiettivi aziendali può anche creare sinergie ed efficienze

Per esempio, un’organizzazione che investe nella formazione e nello sviluppo dei dipendenti può migliorare la propria produttività, ridurre il turnover e migliorare la propria reputazione, contribuendo al contempo all’abbattimento di eventuali skill gap interni.

RSI solo per fare branding

Le aziende che attuano politiche di responsabilità sociale al solo scopo di fare branding rischiano di danneggiare seriamente la propria reputazione e di perdere la fiducia dei propri stakeholder.

Tuttavia, gli esempi non mancano. Abbiamo già visto il fenomeno del greenwashing, ad esempio, che è la pratica di affermare il falso o di esagerare sulle prestazioni ambientali o sociali al solo scopo di posizionare il marchio aziendale. 

Oltre a costituire un potenziale danno concreto, il greenwashing fuorvia i consumatori, gli investitori e le autorità di regolamentazione andando a minare la credibilità e l’efficacia delle stesse politiche di RSI.

Per evitare il greenwashing, le aziende devono assicurarsi che le loro politiche e iniziative di CSR siano autentiche, concrete e misurabili. 

Inoltre, devono essere trasparenti e responsabili nelle relazioni esterne e impegnarsi con gli stakeholder per capire le loro reali esigenze e aspettative.

Le aziende che utilizzano la RSI come parte integrante della propria strategia commerciale hanno maggiori probabilità di creare valore a lungo termine per i propri stakeholder e per la società.

Com’è un’azienda che attua politiche di RSI reali ed efficaci?

L’azienda ideale che attua politiche di responsabilità sociale reali, concrete ed efficaci è quella che:

  • Integra la CSR nella propria strategia e cultura aziendale e la allinea alla propria visione, missione e valori;
  • Conduce un materiality assessment una valutazione di materialità per identificare le questioni sociali, ambientali ed economiche più significative che riguardano i suoi stakeholder e le comunità in cui opera;
  • Stabilisce obiettivi specifici e misurabili di RSI che affrontano le questioni identificate e si allineano agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite;
  • Si impegna con gli stakeholder, come clienti, dipendenti, fornitori e comunità locali, per comprendere le loro esigenze e aspettative e per costruire fiducia e partnership;
  • Integra la RSI nella gestione della catena di fornitura, assicurandosi che i suoi fornitori aderiscano a pratiche etiche e sostenibili;
  • Misura e rendiconta le proprie prestazioni sociali, ambientali ed economiche utilizzando standard riconosciuti a livello internazionale, come la Global Reporting Initiative (GRI) e il Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC);
  • Collabora con altre aziende, organizzazioni della società civile e governi per affrontare sfide e opportunità comuni, come il cambiamento climatico, la parità di genere e i diritti umani.

In questo modo, le aziende possono contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, migliorare la propria reputazione, attrarre e trattenere i dipendenti e creare fiducia e partnership con i propri stakeholder.

Intervista a Eleonora Rocca, Founder & Managing Director di WomenX Impact

Fra le prime donne a occuparsi di innovazione e strategie digitali in Italia, Eleonora Rocca, romana di origini e londinese d’adozione, ha lavorato nei campi marketing e sales per importanti aziende, ed è stata fondatrice di uno degli eventi di riferimento in Italia in ambito Digital Marketing, Social Media e Innovazione, azienda che ha portato al successo e conclusosi con una exit nel 2020. 

Speaker, consulente e formatrice in ambito digital marketing, innovazione, comunicazione efficace, personal branding, imprenditoria e diversity & inclusion, oggi è Fondatrice e Managing Director di WomenX Impact e Co-founder, Vice-President e Chief Marketing Officer di Horizone Group Ltd

“Ritengo che se davvero tutti i grandi brand iniziassero a mettere seriamente i valori prima ancora del profitto, poi la crescita del business arriverebbe comunque.”

Lasciandoti all’intervista, ti ricordo che l’evento si terrà 23 – 24 – 25 Novembre 2023 a Bologna (accessibile anche online) e che il costo del biglietto parte da €59. Per l’acquisto, vai al sito di WomenX Impact e inserisci il codice sconto SPREMUTEDIGITALI15, nel momento del check out!

  • Puoi spiegarci il fenomeno del social washing portandoci un esempio concreto?

Il social washing è un fenomeno in cui un’azienda utilizza la responsabilità sociale come una strategia di marketing per migliorare la propria immagine pubblica, senza effettivamente impegnarsi in azioni significative per portare avanti questi valori. 

È come fare il “lavaggio delle proprie azioni negative con un po’ di vernice a impatto sociale” per apparire più attrattivi nei confronti dei consumatori, ma concretamente senza apportare dei reali cambiamenti. 

Un esempio fittizio, ma molto concreto, è quello di una grande azienda che produce prodotti per il corpo ricchi di sostanze chimiche tossiche, che in pubblico si fa promotrice della sostenibilità. 

Onestamente, a me non sono capitate queste cose in maniera diretta, anzi, devo dire che tutte le aziende che hanno scelto di sostenere WomenX Impact non si sono fermate e/o non si stanno fermando a sponsorizzare l’evento, ma al contrario stanno attivando numerose attività e politiche di comunicazione, divulgazione e formazione interna ed esterna all’azienda stessa, al fine di avere davvero un impatto. 

La nostra missione con WomenX Impact è proprio quella di aiutare le aziende durante questo percorso. 

Un’esperienza molto negativa, però, l’ho avuta di persona, ma non nell’ambito del social washing. Purtroppo, come imprenditrice donna mi sono trovata a essere schiacciata e a subire una grave violenza psicologica da parte di persone senza scrupoli. Tuttavia, proprio a seguito di questa esperienza, ho deciso di creare WomenX Impact, cercando appunto di fare in modo che a sempre meno donne possibile accada quanto accaduto a me.

  • Quale dovrebbe essere la motivazione reale dietro l’attivazione di questo genere di politiche?

La motivazione reale dietro l’attivazione di politiche di responsabilità sociale dovrebbe essere quella di creare un impatto positivo sulla società, non solo  migliorare l’immagine pubblica dell’azienda. 

Le imprese dovrebbero impegnarsi sinceramente per creare valore per le parti interessate, come i dipendenti, i fornitori, i clienti e le comunità locali. 

L’attivazione di politiche di responsabilità sociale dovrebbe essere una scelta volontaria, non una risposta alle pressioni esterne, come la concorrenza o la reputazione negativa. Solo attraverso un impegno sincero è possibile creare valore a lungo termine, anche per gli azionisti

Ritengo che se davvero tutti i grandi brand iniziassero a mettere seriamente i valori prima ancora del profitto, poi la crescita del business arriverebbe comunque, ma allo stesso tempo contribuendo a creare un mondo migliore. Forse, sono troppo idealista e visionaria, ma questo è quello che penso davvero. 

  • Come dovrebbe agire un’azienda seriamente interessata ad attivare politiche sociali?

Innanzitutto, dovrebbe partecipare al WomenX Impact Summit! Scherzo (ma anche no!). Dovrebbe attivarsi in azioni che siano veramente volte al cambiamento ed entrare in contatto con realtà come la nostra sicuramente è un inizio. 

Le aziende hanno bisogno di essere formate, i loro dipendenti hanno bisogno di essere formati e per questo le community innovative, in cui il confronto e la crescita continua sono valori centrali, diventano sempre più essenziali.

La D&I non è un acronimo difficile. Scritto in qualche report, è un valore fondamentale, anche dal punto di vista economico. Ormai, i dati lo dimostrano: i team eterogenei sono quelli che performano meglio e allora perché non attivarsi concretamente? Andando un po’ più nel concreto:

1. Potrebbero creare delle community interne alle aziende (le grandi multinazionali lo fanno già – ma l’Italia non è fatta di multinazionali) che vadano a creare momenti di networking e sensibilizzazione su questi temi a impatto sociale, magari facendo interagire sempre più questi gruppi di persone con community esterne come la nostra, al fine di permettere ai dipendenti di guardare all’esterno, di essere contaminati/e con storie e ispirazioni che arrivino dall’esterno e che non si esauriscano con meri scambi tra colleghi della stessa azienda. Aprire la mente è fondamentale. 

2. Potrebbero attivare percorsi di mentoring e orientamento costanti durante il percorso di carriera per far sì che i talenti e le skill acquisite di ciascuno/a vengano valorizzati in ogni fase della crescita personale e professionale di un individuo 

3. Potrebbero formare tutte le persone coinvolte nei processi di selezione affinché siano sempre più liberi da stereotipi e discriminazioni

4. Potrebbero formare il senior management e i leadership team delle aziende su come le dinamiche di team debbano seguire certi pattern al fine di permettere all’azienda di rispettare e valorizzare al meglio i principi che sono alla base delle politiche di Diversity, Equity & Inclusion. 

  • Hai consigli su come possono attivarsi le aziende realmente interessate?

Pochi semplici consigli:

  1. Adottare una visione a lungo termine: l’impegno per la responsabilità sociale dovrebbe essere una scelta strategica a lungo termine. L’azienda dovrebbe adottare una visione chiara e ambiziosa per la propria impronta ambientale e sociale, e definire obiettivi realistici e misurabili.
  2. Coinvolgere tutte le parti interessate: l’impegno per la responsabilità sociale dovrebbe coinvolgere tutte le parti interessate dell’azienda, dai dipendenti ai fornitori, ai clienti e alle comunità locali. L’azienda dovrebbe ascoltare attentamente le esigenze e le preoccupazioni delle parti interessate e integrarle nelle proprie politiche e pratiche.
  3. Essere trasparenti: l’azienda dovrebbe essere trasparente sulle proprie politiche e pratiche di responsabilità sociale, pubblicando report regolari sulla propria performance e sull’impatto delle proprie attività sulla società e sull’ambiente.
  4. Non fare tutto da soli: ci sono realtà pronte a sostenerle nel percorso di crescita e confronto che vogliono affrontare. Un percorso appunto, non un evento spot. Solo con azioni a lungo termine è possibile fare veramente la differenza!

Parliamo di WomanX Impact. Com’è nata questa iniziativa e di cosa tratta?

WomenX Impact nasce nel dicembre 2020 da un’idea che ho sviluppato durante la mia carriera professionale nel settore tech, ancora oggi dominato da uomini, presso grandi aziende tra Roma, Milano e Londra, dove risiedo da oltre 10 anni. 

Nel 2014, ho deciso di iniziare il mio percorso da imprenditrice fondando una mia azienda, che ho fatto nascere e crescere fino all’exit. A quel punto, ho sentito la necessità di creare qualcosa che potesse aiutare le donne a superare le discriminazioni, anche al fine di vedere sempre più donne imprenditrici, che credono nei propri sogni e che quantomeno provano a fare questo passo. 

Terminata quell’esperienza, ho sentito il bisogno di fare qualcosa per evitare che altre donne vivessero ciò che avevo vissuto io. Negli anni, ho partecipato a molte attività di divulgazione attraverso docenze e talk rivolti alle donne e, dalle domande che mi ponevano – e mi continuano a porre adesso –, ho capito che, purtroppo, manca ancora oggi un percorso di mentoring che accompagni le donne dopo gli studi e durante la loro carriera professionale. 

Ancora oggi mi scrivono in tante per chiedermi consigli sulla loro carriera. A questa esigenza vuole rispondere Women XImpact.

  1. Quando sarà il prossimo Summit e perché partecipare?

L’evento di quest’anno si terrà dal 23 al 25 novembre 2023 al FICO Eataly World di Bologna. Quest’anno, un occhio di riguardo verrà dato al settore del benessere mentale in ambito lavorativo, grazie anche alla presenza di aziende come Antsy e Unbravo Coach.

Speech, workshop, talk, interviste si alterneranno nelle quattro sale in contemporanea, che andranno a raccontare le storie di vita e carriera di professionisti e professioniste che possano ispirare e formare il pubblico su tanti temi di ultima generazione quali: il futuro del mondo del lavoro, la diversity and inclusion come motore per il business e come strumento di cambiamento socio-culturale importante, la generazione Z e i nuovi assetti interni alle aziende che possano contribuire alla crescita del Paese, i nuovi strumenti di leadership e molto altro.

Non mancheranno workshop pratici: divisi in due diverse sale, vi saranno incontri a tema marketing, leadership e imprenditoria, in cui sarà possibile lavorare suddivisi in gruppi e sperimentare strumenti di teamwork innovativi.

Anche quest’anno, inoltre, si svolgerà la StartUp Competition, un concorso rivolto a startup fondate da donne o nel cui consiglio di amministrazione è presente almeno una donna.

Insomma, sarà un’ottima occasione di crescita, networking e tanta innovazione. Impossibile mancare!

  • Noi di Spremute Digitali ci saremo in qualità di media partner!

La RSI per le aziende italiane: benefici e rischi

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