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Ransomware, la nuova minaccia del web che fa tremare il mondo

Si calcola che solo nel 2020 il valore dei riscatti pagati dai dirigenti d’azienda abbia superato i 20 miliardi di dollari con un incremento di oltre il 75% di casi rispetto al 2019.

Ransomware, una nuova pratica molto in voga tra gli hacker che consiste nel chiedere dei “riscatti” alle aziende per ridare loro indietro i propri dati sensibili.

In pratica qualcuno viola i server di un’azienda, blocca tutto il contenuto e poi contatta il dirigente chiedendo una cospicua somma di denaro per sbloccare i contenuti e poi sparire nel nulla col malloppo.

Si calcola che solo nel 2020 il valore dei riscatti pagati dai dirigenti d’azienda abbia superato i 20 miliardi di dollari con un incremento di oltre il 75% di casi rispetto al 2019.

Il crescente numero di attacchi è dovuto sia al fatto che sempre più aziende abbiamo deciso di spostare sul cloud i propri archivi e che, molto spesso, non utilizzino adeguate protezioni per mettere al sicuro la propria privacy e i propri materiali.

Ovviamente questo aumento di casi è dovuto anche al fatto che gli hacker hanno individuato in questi ricatti un mercato decisamente redditizio perché le aziende difficilmente si sottrarranno dal pagamento delle somme richieste pur di riavere indietro i propri dati.

Secondo alcuni report sembra, inoltre, che alcune aziende siano arrivate a pagare cifre esorbitanti pur di far cessare gli attacchi. Come non ricordare, a questo proposito, i 4,5 milioni di dollari in bitcoin pagati dalla principale società energetica del Pakistan per avere di nuovo libero accesso al proprio database.

E nessuno sembra essere escluso da questi attacchi che hanno colpito le più importanti realtà economiche del pianeta dal Manchester United fino alla Westech, la società che rifornisce l’esercito americano.

Secondo le statistiche oltre il 70% delle aziende, nel corso degli anni, hanno ceduto ai riscatti. Quei pochi “coraggiosi” che non hanno voluto aprire il portafogli sono andati incontro alla cancellazione o alla divulgazione dei propri dati in rete o alle attività concorrenti.

Comunque per cercare di resistere a questi attacchi il suggerimento è quello di rivolgersi sempre a squadre IT vigili e pronte ad entrare rapidamente in azione per fermare gli attacchi sul nascere o, quantomeno, prima che facciano piazza pulita dei dati sensibili. Ovviamente prevenire è meglio che curare e mantenere sempre alte le difese è, al momento, l’unico modo per non cadere vittima di Ransomware.

Altro suggerimento molto utile è quello di “addestrare” anche i propri dipendenti a non fare “movimenti strani” con i devices e con la rete aziendale. Per cui bisognerà stare attenti a e-mail sospette, siti poco raccomandabili e tutte quelle attività che potrebbero esporre gli account a rischi più o meno gravi.

Ransomware, la nuova minaccia del web che fa tremare il mondo

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