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Start2Impact: fare pratica oggi sui lavori del futuro?

lavori del futuro

Per non farsi sorprendere dai lavori del futuro occorrerà avere la capacità di reinventarsi negli anni e di affrontare un mercato fluido.

La mission di start2impact è abilitare i giovani a prendere in mano il proprio futuro e sentirsi felici e realizzati lavorando in aziende che migliorano la vita di tutti noi, sfruttando le nuove tecnologie.
Così in un’intervista del 2019 Gherardo sintetizza la realtà di cui è Ceo e Founder: start2impact.
Un posizionamento chiaro che ha permesso alla startup di essere scelta da Facebook per creare posti di lavoro nel digitale e nell’innovazione attraverso il progetto start2work. Selezionata dalla Commissione Europea come Membro della Coalizione per le Competenze Digitali e il Lavoro, e dal programma TV “B Heroes” come una delle migliori 5 startup ad impatto sociale in Italia.
Alla base di tutto una community, tanto ascolto e confronto, e un sistema di gamification che permette ai ragazzi di fare pratica ed entrare in contatto con le aziende partner.
Da qui la volontà di avere un confronto con Gherardo Liguori per capire insieme evoluzioni, approcci e modalità di inserimento nelle nuove dinamiche lavorative.

Il mondo che cambia: le nuove dinamiche lavorative e i lavori del futuro

Insieme a Gherardo siamo partiti da una necessità, che si è evoluta in mission, per poi approdare a quanto c’è di concreto toccando la tematica delle skill e l’importanza di quelle soft.
Ne viene fuori un osservatorio dinamico che si costruisce e si struttura sulla base di un confronto continuo, dove l’empatia e la volontà di aiutare a trovare la propria strada diventa un valore fondante.
Si parla di un modo agile di comunicare e di uno spazio per far venire fuori il proprio talento, di una community alimentata grazie al coinvolgimento e sull’individuazione di esigenze precise. 

Q. Qual è la “necessità” che ha portato alla nascita di start2impact?

A. Viviamo in una realtà in evidente trasformazione. Alcune dinamiche sono già certe, su altre l’evoluzione è dietro l’angolo e ne stiamo discutendo.
Parlando di lavoro: le nuove tecnologie hanno influito sulle dinamiche del mondo del lavoro plasmandolo, in modo tale da creare lo spazio utile per nuovi lavori. Oggi le possibilità sono diverse rispetto a 10 anni fa, ma spesso c’è disorientamento sulla strada da scegliere per inserirsi con le giuste competenze sul mercato.
Tra queste possibilità e la necessità di orientare il potenziale delle nuove generazioni, nasce l’idea di start2impact.


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Q. Qual è la mission e come si è evoluta

A. Per parlarne parto da un presupposto, citando un dato riportato in un articolo del Corriere, dove parlando di lavoro e competenze digitali si dice: in Italia il 22% delle aziende non trova candidati con queste competenze.
Da qui mi è più facile parlare della nostra Mission che è sempre stata quella di aprire gli occhi dei giovani e aiutarli a realizzarsi nel digitale e nell’innovazione.
In quest’ambito a differenza dei settori tradizionali il numero di offerte di lavoro è maggiore rispetto alle persone con le competenze giuste. 1 azienda su 5 non riesce ad assumere personale nel digitale e nell’innovazione: per questo i redditi sono superiori del 25% rispetto a quelli tradizionali.
Inoltre, secondo la Commissione Europea già oggi il 90% dei lavori richiede competenze digitali, che impattano quindi su qualsiasi lavoro.
Viene da sé che chi ha queste competenze ha un grande vantaggio competitivo nel mercato del lavoro, a prescindere che voglia farne una carriera.
L’ho provato io in prima persona, lo è per migliaia di giovani in Italia, a fronte di milioni che continuano invece a seguire esclusivamente percorsi tradizionali. Quindi un modo per uscire da degli standard che ci vanno stretti è un po’ demotivanti c’è…

Q. Il mondo del lavoro ha conosciuto diverse trasformazioni, quale quella più importante? 

A. Penso che uno dei punti alla base, dal quale partono poi tutte le evoluzioni, è constatare come si è invertito il rapporto lavoratore-azienda. 
È ormai noto come oggi, quantomeno nel mondo del digitale e dell’innovazione, siano le persone a valutare e scegliere l’azienda che più risponde ai propri valori e alle proprie ambizioni.
Attrarre e trattenere diventa un must, saper comunicare e raccontarsi diventa quel ponte che permette a un Brand di farsi notare e attirare a sé i talenti di cui ha bisogno per continuare a crescere e svilupparsi.
Dico questo sulla base dell’osservazione e il confronto con oltre 20.000 studenti incontrati online, e durante il tour fatto in scuole superiori e università per raccontare le opportunità del digitale e dell’innovazione.

Q. Come start2impact interagisce con le trasformazioni del mondo del lavoro?

A. Abbiamo ideato percorsi formativi basati sulle richieste delle aziende più innovative: Digital Marketing, UX/UI Design, Programmazione, Intelligenza Artificiale e in beta abbiamo Blockchain e Startup (quest’ultimo per validare le proprie idee di business).
Sono percorsi per i quali ci sarà sempre più richiesta nei prossimi anni e li abbiamo pensati con un prezzo accessibile a tutti i giovani.
La teoria viene sostituita dalla pratica. L’incastro utile che secondo noi manca al mercato è proprio questo: scoprire le proprie attitudini, passioni e il proprio talento, facendo.
Quindi abbiamo esternalizzato la teoria a favore di progetti pratici. 
Su internet, se sai selezionare, puoi acquisire competenze con contenuti gratuiti di alta qualità (es. le Academy di Google e Facebook). I migliori professionisti di oggi lo fanno già. Motivo per cui orientiamo il tutto su progetti pratici. 
Ogni Progetto è corretto da un Coach specializzato nel settore di riferimento, che risponde con feedback personalizzati per aiutare lo studente nella propria crescita, le verifiche diventano lo strumento concreto per testare e migliorare le proprie competenze.
I ragazzi in questo modo si sentono coinvolti, seguiti e stimolati. Molto probabilmente è questo il successo che porta centinaia di recensioni positive.
E noi siamo orgogliosi perché ad oggi tutti gli studenti che hanno completato uno dei nostri percorsi hanno trovato lavoro, anche partendo da zero.

Q. Si parla di nuove professioni: a vostro avviso che forma avrà il lavoro del futuro? Sarebbe interessante capire anche quali sono gli elementi che vi permettono di dirlo 

A. Pensiamo che dovremmo parlare di lavori del futuro, più che di lavoro, dato che ognuno di noi dovrà avere la capacità di reinventarsi negli anni, alcuni dicono almeno ogni 10 anni.
Quindi più che parlare di una professione precisa ci piace far riferimento alle capacità utili per affrontare un mercato fluido.
Ci sarà bisogno di flessibilità, ma anche di consapevolezza, dei propri punti di forza e dei punti di debolezza, sviluppando non solo le hard skill, ma soprattutto le soft skill: ad esempio creatività, capacità di risolvere problemi complessi e lavorare in team, saranno cruciali.
Per questo su start2impact, tramite i progetti pratici, mappiamo anche le soft skill della nostra community per aiutare chi ne fa parte, a conoscere e sviluppare queste competenze.
[…] Sarebbe interessante capire anche quali sono gli elementi che vi permettono di dirlo…
Gli elementi con cui basiamo queste considerazioni sono ad esempio le analisi del World Economic Forum.


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Q. Cosa sta facendo di concreto start2impact per esplorare le nuove dinamiche lavorative?

A.Teniamo un contatto diretto e costante con i membri della community e con le aziende, dando priorità ai primi dato che saranno loro a scegliere le aziende in cui lavorare.
Ad esempio in un recente sondaggio a cui hanno risposto oltre 600 persone, è emerso che il 59% dei giovani alla prima esperienza lavorativa vorrebbe lavorare in startup (27% in grandi aziende e 14% in agenzia) e che fra 2 anni il 54% di loro pensa che starà creando la propria azienda, percentuale che sale al 77% con una visione a 5 anni.
In questo senso le nuove generazioni, spinte forse da una situazione economica peggiore di quella delle vecchie generazioni, hanno una mentalità imprenditoriale più forte.
Starà alle aziende riuscire a permettere ai giovani di sviluppare questa mentalità all’interno dell’azienda, ad esempio dandogli la responsabilità di creare nuove linee di business grazie alle nuove tecnologie. 
O saranno in grado di crescere insieme alle persone o le persone cresceranno altrove.


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