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Ammortizzatori sociali e Fondo Nuove Competenze: il Ristoro del lavoro?

interventi normativi

Dallo smart working all'utilizzo intensivo degli ammortizzatori sociali, sono tanti gli interventi normativi messi in campo per il rilancio aziendale

Se c’è una cosa che il Covid-19 ha cambiato, questo è sicuramente il mondo del lavoro, dall’applicazione dello smart working ad un utilizzo intensivo degli ammortizzatori sociali. La passione per i Dpcm e per i Decreti Legge ha travolto tutti in questa frenetica rincorsa normativa ed in questa continua attesa di un nuovo provvedimento legato a restrizioni o concessioni.
L’attesa verso il nuovo provvedimento legislativo è paragonabile a quella per la nuova puntata di una serie Netflix, con decreti che lasciano finali aperti per le prossime stagioni.

Gli interventi normativi per le imprese, per la sanità e per ripartire

Gli interventi normativi hanno interessato due frangenti, da un lato quello sanitario con misure restrittive che hanno avuto effetto sulla vita e sulle attività delle persone, delle famiglie e in particolare sulle imprese. Dall’altro vi sono state quelle misure che hanno cercato di curare e di far ripartire l’economia Italiana.
Attualmente si sta vivendo la c.d. “seconda ondata epidemiologica” che ha costretto nuovamente un gran numero di esercenti a fermarsi, con la conseguenza di nuovi interventi legislativi.

Tra questi sicuramente il “Decreto Ristori”

Il Decreto Ristori” del 28 ottobre 2020 introduce misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza. Seguito poi dal decreto Ristori-bis, e dal Ristrori Ter che estende ulteriormente il range delle agevolazioni per le attività particolarmente danneggiate dalle restrizioni dall’ultimo DPCM, il quale ha previsto la suddivisione del territorio nazionale in tre aree, distinte a seconda della gravità della situazione epidemiologica, cui si applicano chiusure e limitazioni differenziate.
Tra le principali novità meritevoli di essere richiamate vi sono:

  • La sospensione dei pagamenti relativi all’IVA e all’INPS per il mese di novembre;
  • L’ampliamento dei beneficiari per i contributi a fondo perduto e l’incremento delle agevolazioni del 50%;
  • La conferma del bonus affitti (valido per le mensilità di ottobre, novembre e dicembre) per gli stabili in zona rossa, e il credito d’imposta cedibile al proprietario dell’immobile sarà pari al 60% dell’affitto.
  • La sospensione contributi previdenziali: per le attività che operano nelle zone gialle sono sospesi i contributi previdenziali e assistenziali per il mese di novembre. Per quelle delle zone arancioni e rosse la sospensione è sia per novembre che per dicembre.
  • Il bonus baby-sitter e congedo straordinario:
    • bonus baby-sitter;
    • congedo straordinario con il riconoscimento di un’indennità pari al 50% della retribuzione mensile per i genitori lavoratori dipendenti.
  • Cancellazione seconda rata IMU: alle imprese che rientrano tra i beneficiari del nuovo contributo a fondo perduto e che operano nelle zone rosse è riconosciuta la cancellazione della seconda rata IMU, a condizione che i proprietari degli immobili siano anche gestori delle attività.
  • Il rinvio del secondo acconto Ires e Irap – i soggetti Isa interessati alle nuove limitazioni che operano nelle zone rosse possono beneficiare della proroga al 30 aprile 2021 del pagamento della seconda rata dell’acconto Ires, Irpef e Irap, indipendentemente dall’intervenuta riduzione del fatturato.

L’importo a titolo di “Ristoro” per le attività con penalizzazioni dalle chiusure o restrizioni verrà erogato entro novembre (questa la speranza governativa) direttamente sul conto corrente bancario attraverso l’Agenzia delle Entrate, come fatto per le indennità connesse alle prime fasi dell’emergenza coronavirus.
Per le misure prorogate, a seconda dell’agevolazione, il rinnovo potrà essere automatico per chi ha già fatto domanda, pertanto non occorrerà presentare una nuova richiesta. In tutti gli altri casi bisognerà invece fare domanda.

Il fronte ammortizzatori sociali: il Fondo Nuove Competenze

Sul fronte degli ammortizzatori sociali, non con pochi dubbi e perplessità, sono state introdotte ulteriori 6 settimane di cassa integrazione (ed altri ammortizzatori) per il periodo tra il 16 novembre ed il 31 gennaio, con già l’ipotesi di ulteriori concessioni da parte della legge finanziaria in discussione.
Tra tutte le misure quella che però ha, secondo il giudizio di chi scrive, il maggiore impatto positivo è il fondo nuove competenze.
Possono accedere al Fondo Nuove Competenze tutti i datori di lavoro del settore privato.
Il requisito essenziale per l’accesso è la sottoscrizione di un accordo sindacale entro, ad oggi, il 31 dicembre 2020; tale patto deve prevedere:

  • un progetto formativo;
  • i lavoratori coinvolti nell’intervento;
  • numero di ore dell’orario di lavoro, fino a 250, da destinare a percorsi per lo sviluppo delle competenze.

La formazione può essere erogata anche dall’impresa che, però, deve dimostrare di avere tutti i requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa adeguate allo svolgimento del progetto. Una modalità quindi per ridurre l’orario di lavoro del personale, ma non perdere competenze, anzi guadagnarle attraverso la formazione.
Il costo della parte formativa verrà appunto coperto dal fondo permettendo in tal modo un investimento sul capitale umano.
Gli strumenti messi in campo sono tanti, è necessaria una giusta dose di volontà per sopportare le lacune e le incertezze che questa normativa emergenziale pone, ma è importante pensare alle possibilità fornite in un’ottica di rilancio aziendale.

Ammortizzatori sociali e Fondo Nuove Competenze: il Ristoro del lavoro?

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