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Google Page Experience: cos’è e cosa cambia? L’intervista a Marco Maltraversi

Google Page Experience intervista a Marco Maltraversi

Insieme a Marco Maltraversi esploriamo Google Page Experience, update che inserisce nuovi parametri di ranking per i siti web e le pagine.

Quando gli sviluppatori di Google hanno annunciato il Google Page Experience e l’introduzione di nuove metriche per la user experience, la rete ha assistito a un vero e proprio terremoto. A ogni cambiamento annunciato per chi lavora sul web la fine del mondo sembra sempre più vicina; ma poi con lo studio e l’impegno che contraddistinguono un vero professionista, si riesce sempre a venirne a capo e ad “avere la meglio”. 

Al centro delle novità in arrivo la user experience, che verrà valutata secondo nuovi fattori di ranking: i Core Web Vitals che includono al loro interno tutte le metriche relative alla velocità, la stabilità visiva e la reattività di un sito. Questi nuovi requisiti andranno ad unirsi agli oltre già 200 fattori di Google.

Google Page Experience: cosa cambia per i siti?

Bisogna dire anzitutto che i cambiamenti annunciati dal colosso dell’informatica non saranno operativi dall’oggi al domani, ma verrà dato agli utenti un preavviso di almeno sei mesi. Al momento quindi, Google Page Experience è in fase di rodaggio e l’azienda sta effettuando vari test prima di lanciare questo nuovo e temuto update.

Bisogna poi ricordare che Google ha già iniziato a fornire ai proprietari dei siti tutti gli strumenti per iniziare a prendere dimestichezza col nuovo aggiornamento. Non è obbligatorio iniziare a giocare d’anticipo, ma per chi non vuole farsi cogliere impreparato è la soluzione ideale.

Alla domanda “cosa cambia per i siti?”, quindi, bisogna rispondere che Google ha intenzione di dare un’importanza sempre maggiore all’esperienza utente. Per questo tutti devono impegnarsi a garantire che il passaggio delle persone sulle proprie pagine debba essere il più “fluido” possibile.

Le nuove metriche si occupano, infatti, di capire COME l’utente percepisce e interagisce con una pagina web. Verranno quindi presi in considerazione:

  • velocità di caricamento della pagina;
  • ottimizzazione per dispositivi mobile;
  • velocità nella risposte alle azioni degli utenti;
  • eventuali problemi grafici e via dicendo.

Insomma da quello che il colosso del web ci dice, abbiamo capito che una pagina per essere ben vista dal motore di ricerca deve funzionare nella maniera migliore possibile e garantire agli utenti una navigazione “confortevole”

E con Google Page Experience entrano in gioco i Core Web Vitals

A questo punto entrano in gioco i Core Web Vitals. Andiamo a vedere quali sono e a cosa servono:

  • Largest Contentful Paint (LCP): si occupa di misurare il tempo impiegato per caricare il contenuto principale di una pagina.
  • First input delay (FID): si interessa dell’interattività del sito; cioè il tempo necessario affinché un utente possa compiere una qualsiasi azione sulla pagina. 
  • Cumulative Layout Shift (CLS): misura la stabilità visiva di una pagina.

A fronte di questo, è chiaro che Google sta invitando i proprietari dei siti a tenere sempre più in considerazione gli utenti e ciò che “sentono” durante la navigazione. A una maggiore soddisfazione corrisponderà una maggiore visibilità del sito e, quindi, un ulteriore “riconoscimento di attendibilità” da parte di Big G.

Come già detto, stiamo parlando di un lavoro in continua evoluzione che, probabilmente, prevederà di incorporare sempre più metriche basate sulla Page Experience in futuro; per questo le “dovute precauzioni” vanno prese già da adesso e non solo quando l’aggiornamento sarà attivo e funzionante.

Intanto Google ci tiene a ricordare a tutti che migliori esperienze di navigazione porteranno necessariamente a un coinvolgimento più profondo dell’utenza; per questo i nuovi aggiornamenti entreranno a gamba tesa nelle metriche di ranking e, anzi, diventeranno sempre più importanti.

L’azienda ha aggiunto che tutti i programmi pensati per gli sviluppatori saranno aggiornati per aiutarli ad ottimizzare i propri siti in maniera sempre più facile e veloce.

Cosa cambia per i contenuti con Google Page Experience?

La cosa da sottolineare sin da subito è che l’esperienza dell’utente NON avrà la priorità sui contenuti. Quindi, le pagine con le migliori informazioni avranno SEMPRE la precedenza su quelle con contenuti considerati “scadenti”. 

Il principale elemento per definire il ranking, quindi, resterà sempre la qualità di ciò che riportano i siti, che dovranno necessariamente essere interessanti, pertinenti e verificati. La user experience entrerà in gioco quando più pagine con contenuti simili dovranno “combattere” per il posizionamento nelle SERP.

Altra modifica importante che sarà legata alla page experience saranno i criteri per far rientrare le pagine nelle “Notizie in Evidenza” delle SERP da mobile. 

Anche in questo caso la user experience avrà un fattore determinante per inserire un sito tra quelli in evidenza. Inoltre, sembra che le cose non cambieranno per i contenuti di Google News.

A fronte di questo appare evidente che i creatori di contenuti possono essere (parzialmente) tranquillizzati. Per il motore di ricerca i contenuti saranno SEMPRE in primo piano e nessun altro requisito potrà mai cambiare questa cosa.

La qualità e l’attendibilità che da sempre sono al centro della politica del colosso del web resteranno, quindi, dei fattori predominanti nella questione del ranking. Nonostante l’esperienza di navigazione diventerà un requisito importante, il dare risposte soddisfacenti ai dubbi dell’utenza rimane il più grande obiettivo di Google, adesso e per sempre.

Marco Maltraversi, Google cambia di nuovo?

Google Update spiegato da Marco Maltraversi, founder di YourDigitalWeb ed esperto di SEO & Digital Marketing

Già un anno fa Google ha detto che i Core Web Vitals sarebbero diventati un fattore di ranking; la cosa ovviamente ha portato scompiglio in tutta la community e si è corsi ai ripari per sistemare quanto più possibile i propri siti.

Oggi il tema caldo è quello dell’esperienza degli utenti, per questo Google Page Experience inizia a tenere conto di diversi aspetti, come ad esempio la velocità di caricamento, il mobile friendly… Il tutto pensato per dare agli utenti un’esperienza di navigazione ottimale.

Probabilmente a giugno con l’introduzione di questi parametri ci potrebbero essere dei cambiamenti sulle SERP di Google, ma in realtà ci sono tanti altri aspetti da tenere a mente. Diciamo che questo aggiornamento è un tassello in più a fronte di tutta una serie di accorgimenti da tenere in considerazione. Insomma non sarà una catastrofe, ma solo un altro degli aggiornamenti di Google che andranno snocciolati gradualmente e implementati.

Google di solito non lascia gli utenti in mezzo a una strada, ma cerca di testare gradualmente le novità, in modo da rendere i siti sempre più friendly grazie anche all’intelligenza artificiale. Così facendo si potranno dare delle risposte più efficienti agli utenti del web, e lo stesso motore di ricerca sarà in grado di capire sempre meglio quello che gli viene chiesto e le azioni che vengono svolte sui siti. I cambiamenti sono graduali proprio perché anche l’azienda deve capire le potenzialità di queste nuove tecnologie.

Stesso discorso vale per la SEO, da quando si è iniziato a lavorare sul concetto stesso è cambiata radicalmente. All’inizio si parlava dell’argomento, ma senza sapere bene a cosa ci si riferisse. Diciamo che inizialmente c’erano molti dei concetti basilari che poi gradualmente sono stati ampliati con i diversi aggiornamenti e le continue implementazioni.

C’erano regole che una volta determinate e comprese potevano dare alle aziende un vantaggio competitivo. Poi le cose sono cambiate completamente e sono entrate in gioco moltissime competenze che si devono avere; oppure ci si deve rivolgere ai professionisti del settore.

Il mondo della SEO si è evoluto in una multicanalità che mette a dura prova le capacità di un professionista; per questo bisogna sviluppare competenze su più ambiti e seguire di continuo quelli che sono gli aggiornamenti di Google e quant’altro.

Corso DeepSEO

La cosa fondamentale è quella di essere sempre aggiornati e cercare di continuo di snocciolare le novità e tutto ciò che cambierà nello sviluppo di Google. Parliamo di un mondo che varia e non è possibile adagiarsi sui risultati ottenuti. Le cose possono cambiare rapidamente e c’è sempre bisogno di mantenere alta la guardia. 

Se volete saperne di più su Marco Maltraversi e il suo lavoro, guardate la nostra Video Spremuta.

Google Page Experience: cos’è e cosa cambia? L’intervista a Marco Maltraversi

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