Corporate Innovation

L’innovazione è un salto, ma non nel buio

come innovare

Come innovare e facilitare l’innovazione in maniera aperta e collaborativa? Le aziende devono fare un salto, ma non nel buio.

Vivere all’inizio del 2021 significa farlo con una costante sensazione di impotenza, di fronte a grandi sfide e profonde contraddizioni. Ad esempio come società, abbiamo la tecnologia – e la volontà – per scongiurare la catastrofe climatica e passare a un’economia a zero emissioni di carbonio e zero rifiuti. Eppure in molte aree non lo stiamo ancora facendo. Inoltre, la “nuova normalità” sembra racchiuda due cose: primo, come lavoriamo e viviamo sarà diverso; in secondo luogo, questo cambiamento trasformazionale non è temporaneo, è qui per restare.

Oggi, e nel futuro di un mondo post-Covid, l’atteggiamento nei confronti del lavoro, del mercato, del sociale e della società sarà inevitabilmente diverso. Diverso come? Beh, è difficile a dirsi: l’unica certezza che abbiamo ad oggi è l’incertezza.

I leader hanno dinanzi un futuro impegnativo, impossibile da prevedere e difficile da intercettare e, seppure l’unico imperativo è “innovare”, devono esser consapevoli che l’innovazione non è facile da trovare. La ricerca e lo sviluppo di nuove iniziative richiede tempo, esperienza, denaro e, in alcuni casi, anche la Luna a proprio favore. Qualche iniziativa si trasforma in successo, tante non funzioneranno come si sperava.

Quindi, come innovare?

Nel mondo degli investimenti, è risaputo che avere un portafoglio diversificato è il modo migliore per gestire il rischio: alcuni investimenti daranno frutti e altri no, quindi scommettere su più opportunità è il modo migliore per garantire buoni rendimenti complessivi. Lo stesso vale per la strategia di innovazione di un’azienda: affinché questa possa prendere vita, è necessario considerare l’organizzazione come un sistema collettivo e interconnesso in cui la conoscenza, i dati, le idee e le intuizioni si contaminano con l’ambiente esterno in un processo continuo di osmosi.

Quando si tratta di innovazione, una nota best practice si riassume nella regola uno su dieci, ovvero: solo una scommessa su dieci ripagherà gli investimenti e lo sforzo profuso. Ma sebbene questa sia la percentuale di successo media, non deve essere quella per cui la tua azienda si accontenta.

Certo, ci sono diversi fattori che condizionano la riuscita di un progetto di innovazione: il mercato potrebbe rigettare il prodotto, le risorse finanziarie potrebbero essere ridotte, il team poco coeso o ingaggiato e così via. Se questi fattori non devono essere trattati superficialmente, è anche vero che non devono rappresentare un ostacolo all’innovazione: è noto che le aziende più innovative sono quelle che adottano una cultura che accoglie il fallimento per inserirlo in un naturale percorso di apprendimento e crescita. Ogni “fallimento” alimenta proporzionalmente il processo di apprendimento, perché le tue persone diventano più consapevoli e reattive ai cambiamenti e alle opportunità.

In altre parole: se investi in innovazione, vinci sempre.

Attenzione: questo non significa puntare sulla legge dei grandi numeri e presentare il maggior numero possibile di idee per scoprire quali possano trasformarsi in nuovi prodotti o servizi. L’innovazione – seppur non evocabile con alcuna formula magica, come ho già scritto in questo articolo – deve essere adeguatamente gestita sin dall’inizio con un approccio “snello” accompagnato da milestone, metriche di valutazione e team di esperti.

Perché le grandi corporate fanno fatica?

Le organizzazioni più grandi faticano ad abbracciare l’innovazione perché sono lontane anni luce dal modello di pensiero e d’azione delle startup. Le persone hanno una bassa propensione al rischio e poca “dimestichezza” con metodi e strumenti, oltre ad avere grandi aspettative di ritorni finanziari in ogni fase del processo di innovazione. Così l’innovazione muore ancora prima di nascere.

In realtà, quello che ogni azienda dovrebbe fare è smettere di pensare e agire come se fosse “un’istituzione monolitica” con un unico modello di business e iniziare a vedere se stessa come un ecosistema di prodotti e servizi.

Hai mai pensato a quanto sono numerose e diversificate le azioni utili a facilitare l’innovazione in maniera aperta e collaborativa? Provo a farne un elenco (assolutamente non esaustivo):

  • l’interazione con l’ambiente esterno;
  • la creazione di una cultura innovativa;
  • la realizzazione di laboratori di idee e percorsi di accelerazione dell’innovazione;
  • lo studio di tecnologie emergenti;
  • la trasformazione digitale e l’automazione di processi con il fine di usare al meglio tutti i dati generati dall’azienda;
  • l’esplorazione di nuove opportunità e la creazione di startup e partnership con community tech;
  • il coinvolgimento di advisor ed esperti di innovazione;
  • la revisione delle modalità di collaborazione e degli spazi per facilitare la contaminazione tra le persone.

Fare innovazione significa mettere in discussione la propria organizzazione e i propri schemi ed equilibri. Certo, un rischio complesso da metabolizzare, ma l’alternativa qual è?

In Seedble ci siamo sempre fatti ambasciatori dell’importanza dell’innovazione per rispondere ai cambiamenti di contesto, e in questo periodo storico abbiamo deciso di fare un passo in più per supportare le organizzazioni che hanno voglia e necessità di rinnovamento, ma che non sanno come fare per sbloccare l’innovazione al proprio interno. A supporto di queste realtà, abbiamo lanciato Unlock Innovation, un percorso di webinar gratuiti che esplorano l’innovazione da diversi punti di vista con l’ambizione di fornire a tutti i partecipanti gli strumenti e le risorse per diventare innovatori del presente e artefici del proprio futuro.

Le aziende devono fare un salto di paradigma notevole, è vero, ma non è necessario che sia nel buio.

L’innovazione è un salto, ma non nel buio

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