Corporate Innovation

Cross Cultural Management: obiettivo a lungo termine per il successo di organizzazioni multiculturali

Il mondo è bello perché è vario, qualcuno diceva. Ma qual è il modo giusto per farlo funzionare?
Si pongono la stessa domanda i Manager delle multinazionali, i quali devono gestire team e organizzazioni multiculturali.

cross cultural management

Il Cross Cultural Management è strategico per le organizzazioni. E a trarne vantaggio sono sia i dipendenti, sia le tasche dell’azienda.

Il Cross Cultural Management è la disciplina che si occupa di offrire soluzioni ai Manager di multinazionali nella gestione di team e organizzazioni multiculturali. È un fenomeno che sta avendo una crescita costante, effetto della globalizzazione. Infatti sempre più spesso, all’interno dello stesso team, lavorano persone che provengono da diversi paesi e con diversi background culturali.

Valorizzare le diversità per creare un team di lavoro unico e coeso, è l’obiettivo primario.

Cos’è il Cross Cultural Management? Definizione e multidisciplinarietà

cross cultural management
Il Cross Cultural Management è la gestione di team internazionali al fine di collaborare efficacemente per raggiungere gli obiettivi aziendali.

Il Cross Cultural Management consiste nella gestione di team internazionali o global teams al fine di poter collaborare efficacemente al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Comprende lo studio dell’influenza della cultura sociale sui Manager e sulle pratiche di gestione, nonché lo studio degli orientamenti culturali di tutti i membri dell’organizzazione.

A livello individuale, i valori delle persone, così come la loro comprensione e le reazioni al loro contesto culturale ed esperienziale hanno un ruolo di primo piano. Le discipline che troviamo in questo contesto includono la psicologia interculturale, la sociologia e l’antropologia, nonché ambiti più ampi come la gestione del comportamento organizzativo e l’area correlata della gestione internazionale delle risorse umane.

Nancy Elinor Adler
Nancy Elinor Adler

Tra i maggiori esponenti troviamo Nancy Elinor Adler, health psychologist americana e professoressa di psicologia medica presso l’Università della California, San Francisco (UCSF). La Adler è una vera e propria autorità in materia di leadership globale e gestione interculturale e si colloca tra le migliori consulenti per società e organizzazioni governative a livello internazionale.

Ma quindi, perché è importante il Cross Cultural Management? In questo articolo pubblicato da Forbes , Birsen Tomar, presidente presso la The ABS Quarters afferma:

Come leader e manager, dobbiamo riconoscere il potere dei vantaggi della gestione interculturale. Le aziende che impiegano persone di diverse nazionalità, che lavorano insieme sotto lo stesso tetto e che affrontano le stesse sfide e momenti decisionali critici, traggono benefici indiscutibili dalla diversità dei loro approcci variegati.

È importante capire che nelle stesse circostanze, il modo in cui qualcuno affronta le decisioni e la risoluzione dei problemi può variare in base al suo background, esperienza, tradizioni e cultura. Ciò porta una miriade di vantaggi positivi e può anche portare alcuni inconvenienti indipendentemente dal background.

La consapevolezza sui diversi stili di processo decisionale può aiutare a formare il tuo ruolo di Manager.

Birsen Tomar, presidente presso la The ABS Quarters.

Il power of diversity è ancora una volta ribadito. I vantaggi sono molteplici e colpevolizzarsi a vicenda senza capirsi, non presenta alcun tipo di beneficio. Per capire ancora meglio questi concetti e come nella pratica, poi, portino effettivamente i risultati, andiamo a esplorare qualche esempio di Cross Cultural Management di successo.

team multiculturale
I vantaggi della diversità in un’azienda e nel Management sono molteplici.

Clicca qui per approfondire la cultural diversity e il vantaggio dell’inclusione, leggerai un articolo scritto da Silvia de Angeli.

Esempi di Cross Cultural Management di successo: Cola Cola, Alibaba e Rakuten

In questa sezione vediamo come aziende veramente big quali Coca Cola, Alibaba e Rakuten hanno tratto vantaggio dal bilanciamento delle differenze culturali, valoriali e pratiche per il raggiungimento dei loro obiettivi aziendali. 

La strategia di distribuzione di The Coca-Cola Company nei paesi africani basata sui micro-imprenditori

Un esempio di successo di espansione in nuovi territori attraverso la gestione interculturale, si deve al conglomerato multinazionale The Coca-Cola Company. Naturalmente, Coca-Cola è rinomata in tutto il mondo e ha esteso la sua portata a quasi tutti i paesi della Terra. Questo successo non è dipeso dalla fortuna, ma piuttosto da un Cross Cultural Management creativo e magistrale.

Quando la Coca-Cola entrò nel mercato africano nel 1929, era evidente che sarebbero stati necessari molti adattamenti. Soprattutto quando si trattava di distribuzione, le stesse tattiche e canali che funzionavano in altri mercati non avrebbero funzionato nei paesi africani. Erano evidenti due grandi sfide:

  • la maggior parte della vendita al dettaglio costituita principalmente da micro-imprese
  • infrastrutture sottosviluppate (strade, aree urbane, ecc.)

La soluzione? Il modello Micro Distribution Center (MDC). Coca-Cola ha provveduto al reclutamento di imprenditori per gestire questi centri di distribuzione, che a loro volta hanno assunto venditori dedicati ai responsabili dell’assistenza ai rivenditori nell’area.

rivenditore coca cola in africa
Il modello Micro Distribution Center (MDC) di Coca-Cola reclutava micro-imprenditori locali per gestire i centri di distribuzione sul territorio.

Insomma tutta la catena basata sui micro-imprenditori, venditori del posto con un know-how cruciale e soprattutto con la fiducia della comunità.

Il successo quindi è derivato dalla volontà di Coca-Cola di adattarsi e di incorporare nuove pratiche di gestione in linea con le esigenze del territorio, riuscendo ad affermarsi come un marchio forte anche nei mercati apparentemente più difficili.

La cultura aziendale mista di Alibaba

Alibaba, e chi non ne ha sentito mai parlare? Questo gigante dell’e-commerce è una delle prime 10 aziende di maggior valore al mondo. Alibaba è stata fondata da Jack Ma nel 2001 a Hangzhou, in Cina. I sei valori fondamentali dell’azienda sono radicati nella cultura cinese e incarnano gli ideali che hanno guidato i temi nella lunga storia del paese. I 6 valori sono i seguenti:

  • il cliente prima di tutto
  • lavoro di squadra
  • abbraccia il cambiamento
  • integrità
  • passione
  • impegno

Jack Ma e il suo team hanno persino soprannominato questi valori “Spada spirituale a sei vene“, un termine tratto da un romanzo di kung-fu cinese con forti influenze della filosofia buddista.

Alibaba è una multinazionale che opera a livello globale ed esporta in oltre 240 paesi. Nonostante le forti sfumature culturali cinesi, l’azienda ha raggiunto il successo grazie alla sua capacità di adattarsi, incorporando le influenze “esterne” nella propria cultura aziendale.

Jack Ma, Alibaba
Andrew Teoh, un ex dirigente dell’azienda, spiega: “Alibaba non è come un’azienda cinese, è una miscela delle parti buone dell’est e dell’ovest“.

Savio Kwan, ex dirigente di General Electric, è l’artefice di aver introdotto un sistema di premi in stile occidentale presso Alibaba. Strano, ma vero: la metà della revisione annuale dei dipendenti doveva essere determinata dalle prestazioni, mentre l’altra metà dipendeva da quanto bene incarnasse i sei valori fondamentali.

L’approccio di gestione misto ha incoraggiato l’innovazione nell’azienda e ha permesso ad Alibaba di eccellere in tutto il mondo. 

L’esempio del colosso cinese evidenza come una cultura organizzativa forte, coesa ed inclusiva porta solo a dei vantaggi nel lungo termine. 

Rakuten adotta una politica linguistica globale

Originaria del Giappone, Rakuten, Inc. è una società di servizi web e di vendita al dettaglio online che opera in 29 regioni e paesi.

Alcune pratiche aziendali come il keiretsu o il kanban, sono molto efficaci e rispettate, ma ad esempio il fatto che prevalga uno stile gerarchizzante crea diverse barriere, come la burocrazia che può rallentare i processi e disincentivare la flessibilità di adattamento al cambiamento.

Hiroshi Mikitani, CEO Rakuten.

C’è però anche chi si ribella, e questo è il caso di Rakuten che nel 2010 ha stupito tutti quando il suo CEO, Hiroshi Mikitani, ha dichiarato il discostamento dalle rigide norme giapponesi cambiando la lingua ufficiale dell’azienda dal giapponese all’inglese.

La decisione ha suscitato resistenza da parte dei dipendenti e critiche da parte di altre società giapponesi. Ma Mikitani era fiducioso e determinato nella scelta di imporre un linguaggio operativo globale.

Il motivo alla base dell’adozione dell’inglese come lingua ufficiale faceva parte della strategia a lungo termine di Rakuten che puntava all’espansione a livello globale. Per crescere rapidamente, l’azienda sperava di reclutare i migliori talenti a livello internazionale e aveva bisogno di rendere più agevoli le comunicazioni interne tra i team multiculturali.

Nonostante le complicate sfide che questa presa di posizione ha comportato, Rakuten ha ottenuto buoni risultati. L’azienda ora ha una forza lavoro più diversificata, con un rapporto tra la metà dei dirigenti internazionali e la metà dei dirigenti giapponesi.

Perché la diversità conta? I numeri parlano chiaro

diversity e cross cultural management

Uno degli obiettivi di questo articolo è far capire che la diversità conta e porta letteralmente profitto, sia a livello personale che professionale. Questo articolo di McKinsey mette in evidenza il fatto che le aziende con una forza lavoro più diversificata ottengono risultati finanziari migliori

Questo rapporto incentrato proprio sulle performance delle aziende rispetto alla variabile della diversità del lavoro ha esaminato set di dati proprietari per 366 società pubbliche in una vasta gamma di settori in Canada, America Latina, Regno Unito e Stati Uniti. I parametri presi di riferimento sono stati principalmente i risultati finanziari e la composizione del top management e dei consigli di amministrazione.

I risultati parlano chiaro:

  • le aziende nel quartile (i quartili sono quei valori/modalità che ripartiscono la popolazione in quattro parti di uguale numerosità) superiore per diversità razziale ed etnica, hanno il 35% di probabilità in più di ottenere rendimenti finanziari superiori alle rispettive medie nazionali del settore.
  • le aziende nel quartile superiore per la diversità di genere hanno il 15% di probabilità in più di ottenere rendimenti finanziari superiori alle rispettive medie nazionali del settore (figura).
cross cultural management migliora le prestazioni finanziarie
Le aziende che valorizzano le diversità e i valori dell’individuo hanno una performance finanziaria migliore.

Ricapitolando, strategicamente il Cross Cultural Management è proficuo, e a trarne vantaggio sono sia i dipendenti, sia le tasche dell’azienda. Quindi saper gestire al meglio la diversità culturale è un investimento dal ROI interessante.

Tuttavia è doveroso dire che raggiungere questi risultati richiede tempo e sforzi. L’obiettivo da prefissare è certamente a lungo termine, ma tenendo in considerazione il valore che ne deriva è quasi ridondante dire che ne vale la pena. 

Viviamo in un mondo profondamente connesso e globale. Non dovrebbe sorprenderci che aziende e istituzioni più diversificate stiano ottenendo prestazioni migliori.

Cross Cultural Management: obiettivo a lungo termine per il successo di organizzazioni multiculturali

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