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Intelligenza artificiale e riconoscimento facciale, urge una regolamentazione severa

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AI e riconoscimento facciale, urge una regolamentazione severa in tutti i paesi del mondo che segua il modello di quella Europea

Mentre l’UE si sta ancora confrontando con le nuove regole per l’intelligenza artificiale che consentono un uso limitato del riconoscimento facciale; la situazione non è la stessa altrove.

Gruppi per la protezione dei consumatori in tutto il mondo, infatti, stanno chiedendo un divieto globale delle tecnologie di riconoscimento biometrico che consentirebbero una sorveglianza di massa che potrebbe essere discriminatoria sia da parte dei governi che delle società.

In una lettera aperta, 170 firmatari sostengono che l’uso di tali tecnologie nei luoghi pubblici va contro i diritti umani e le libertà civili.

Ciononostante l’uso del riconoscimento facciale si sta diffondendo sempre di più. Ma insieme alle applicazioni quotidiane come lo sblocco dei telefoni, questo sistema viene sempre più utilizzato per sorvegliare le persone e per scansionare luoghi pubblici alla ricerca di criminali ecc.

Nelle sue proposte pubblicate ad aprile, la Commissione europea ha cercato di raggiungere un compromesso tra privacy e sicurezza. Tra chi vuole garantire l’intimità dei cittadini e i governi che affermano di aver bisogno di questa tecnologia per combattere il terrorismo e la criminalità. 

Queste nuove regole vietanoi sistemi di identificazione biometrica come il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici per uso di polizia; a meno che non si tratti di “reati gravi”, che la Commissione ha specificato potrebbe significare casi legati al terrorismo.

Non si fa menzione, però, alle società che utilizzano questa tecnologia in luoghi pubblici.

AI e riconoscimento facciale, quali sono i problemi?

Il problema, è che anche l’UE manterrà le rigorose restrizioni sull’uso della tecnologia di sorveglianza, è improbabile che in altri paesi facciano lo stesso. Gli attivisti di nazioni come il Brasile e l’India stanno lottando duramente per convincere i loro governi che garantire la privacy digitale dei cittadini è importante. 

Questa nuova tecnologia potrebbe, infatti consentire alle autorità preposte un accesso senza precedenti alle attività delle persone; cosa che ovviamente si vuole evitare a tutti i costi.

Inoltre, sembra che i modelli di riconoscimento facciale abbiano difficoltà a riconoscere le persone di colore e quelle asiatiche, portando molto spesso ad errori e “incomprensioni”.

Proprio per questo l’Europa e le sue leggi sull’uso dell’intelligenza artificiale sono prese come modello, nella speranza che tutti seguano l’esempio e si adattino.

Intelligenza artificiale e riconoscimento facciale, urge una regolamentazione severa

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