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Il supercomputer cinese, il primo passo verso l’informatica quantistica di massa

informatica quantistica

Il supercomputer sviluppato dai ricercatori cinesi potrebbe essere il primo passo dell'uomo verso l’informatica quantistica di massa

I ricercatori cinesi hanno recentemente svelato un supercomputer quantistico avanzato da 66 qubit chiamato Zuchongzhi; sembra che questa sia la macchina più potente del suo genere mai inventata fino ad oggi.

Le prestazioni di questo computer sono senza dubbio impressionanti: ha completato un’attività di benchmark quantistico designata in circa 70 minuti; i suoi creatori affermano che il supercomputer “classico” (non quantistico) più potente del mondo avrebbe bisogno di circa otto anni per eseguire lo stesso set di calcoli.

Ciò significa che Zuchongzhi può rivendicare, al momento, la supremazia quantistica; uno stato nell’informatica quantistica che indica che una macchina può completare attività oltre i migliori computer classici.

Informatica quantistica, i grandi passi avanti del settore

I qubit o bit quantistici hanno un vantaggio fondamentale rispetto ai bit di calcolo classici in quanto non sono solo fissati come 1 o 0. Questi infatti possono anche funzionare efficacemente come entrambi contemporaneamente, attraverso un “trucco” chiamato sovrapposizione, che aumenta esponenzialmente la potenza di calcolo.

Sebbene il numero di qubit non sia l’unico fattore determinante per la potenza di un computer quantistico, è tra i più importanti. In questa fase della ricerca, Zuchongzhi ha usato 56 dei 66 disponibili per affrontare un problema di calcolo molto complesso: campionare la distribuzione dell’uscita di circuiti quantistici casuali.

Il compito è stato considerato da 100 a 1000 volte più difficile di quello precedentemente completato dal computer quantistico Google, Sycamore.

Zuchongzhi utilizza circuiti ottici e fotoni per gestire ed elaborare i suoi qubit; Sycamore si basa su elettroni e superconduttori. 

Anche la versatilità è una condizione fondamentale: la questione è se un computer quantistico può eseguire più attività o solo una per cui è stato specificamente progettato. In questi termini sembra che Zuchongzhi appartenga alla prima categoria, cosa che lo rende decisamente migliore rispetto ad altri esperimenti.

A oggi, quello della Cina è un altro passo in avanti cruciale per l’informatica quantistica. Secondo gli scienziati con lo sviluppo di tanti computer del genere, il futuro dell’informatica potrebbe virare in questa direzione, permettendo agli studiosi di sviluppare soluzioni per l’utilizzo di tutti i giorni in tempi brevi. In pratica, in tempi relativamente brevi l’informatica che noi oggi conosciamo potrebbe “trasformarsi” in informatica quantistica.

Ci sono ancora molti studi da fare ma indubbiamente il settore sta facendo passi da gigante e con un po’ di fortuna le cose potrebbero cambiare presto.

Il supercomputer cinese, il primo passo verso l’informatica quantistica di massa

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