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Pioggia 2.0, gli Emirati Arabi Uniti e la lotta alla siccità

Pioggia 2.0

Pioggia 2.0, una nuova strabiliante invenzione che arriva dagli Emirati Arabi Uniti per aiutare l'uomo nella lotta alla siccità

Gli Emirati Arabi Uniti stanno producendo la propria pioggia completamente artificiale utilizzando droni che volano tra le nuvole per cercare di battere il caldo soffocante. Nel paese infatti, molto spesso le temperature superano i 44°C; perciò gli scienziati hanno bisogno di una soluzione efficace per cercare di portare un po’ di refrigerio.

Secondo le note degli scienziati, la pioggia potenziata viene creata utilizzando dei droni super tecnologici; questi una volta arrivati sulle nuvole producono cariche elettriche al loro interno in modo  da farle raggruppare per dare vita all’acqua.

L’esperimento è parte di uno sforzo comune per frenare la mancanza di precipitazioni nel paese che, in media, raggiungono appena i 100 mm all’anno.

Qualche giorno fa il National Center of Meteorology degli Emirati Arabi Uniti ha rilasciato dei filmati con dei forti acquazzoni, che hanno dimostrato come la tecnologia si è rivelata un successo.

Emirati Arabi Uniti, la pioggia 2.0 può salvare il paese

Gli scienziati a lavoro sul progetto hanno affermato che le precipitazioni sono state prodotte da una tecnica nota come semina delle nuvole.

Alla guida del progetto c’è un team dell’Università di Reading che hanno dichiarato il loro intento di aiutare gli Emirati Arabi Uniti nella “lotta alla pioggia”.

I primi esperimenti hanno dato esito positivo; ma c’è ancora molto da fare per risolvere i problemi di un paese che da sempre soffre la carenza di precipitazioni.

Il successo della tecnologia arriva dopo anni di ricerca e dopo un investimento di oltre 15 milioni di dollari in nove diversi progetti per la produzione di pioggia 2.0.

L’intenzione dei ricercatori è quella di provvedere a precipitazioni più regolari e all’abbassamento della temperatura percepita nel paese. Sono due obiettivi ambiziosi ma le premesse sono buone e, quantomeno, si potrà provvedere alla carenza idrica. 

Se i prossimi test saranno ancora così promettenti, non si esclude che tale tecnologia possa essere usata anche altrove, nei paesi come l’Africa, ad esempio, dove la mancanza d’acqua è uno dei maggiori problemi del continente.

Pioggia 2.0, gli Emirati Arabi Uniti e la lotta alla siccità

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