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Guida autonoma e assicurazioni, chi avrebbe la colpa in caso di incidente?

Si prevede che entro il 2035 almeno il 40% delle nuove auto in circolazione potrebbe essere a guida autonoma.

Il governo britannico ha annunciato che a breve regolamenterà i veicoli a guida autonoma a bassa velocità su strade e autostrade del Regno Unito.

Il Ministero dei Trasporti inglese, infatti, sta lavorando a nuovi aggiornamenti sul codice della strada che inizierà a tenere conto anche dei questi innovativi veicoli a guida autonoma.

Secondo alcune voci, sembra che gli esperti del Ministero siano già a lavoro su un codice “alternativo” che, anzitutto, regolamenterebbe ufficialmente l’uso della guida autonoma e tutta una serie di nuove norme per la sicurezza dei veicoli “classici” e dei loro conducenti, ovviamente.

Si tratta di un grande passo, ma è opportuno ricordare che questi veicoli non possono ancora sostituire al 100% la guida umana, anche se il progetto di molte case produttrici è proprio quello. Intanto però lo UK si porta in vantaggio e inizia a pensare già a una regolamentazione ad hoc per poi portare queste automobili futuristiche su strada già entro quest’anno.

Verso un nuovo codice della strada?

Per il momento tra le opzioni sul piatto del Ministero dei Trasporti ci sarebbe quello di limitare la velocità di questi veicoli a 37 miglia orarie (60 km/h). Poi se i test e la tecnologia supererà le aspettative si potrebbe pensare all’introduzione di ulteriori modifiche studiate nel dettaglio.

Secondo i progetti del Regno Unito, comunque, si prevede che entro il 2035 almeno il 40% delle nuove auto in circolazione potrebbe essere a guida autonoma. Questo porterebbe, inoltre, alla creazione di oltre 38 mila nuovi posti di lavoro specializzati in tale ambito.

Dall’industria di settore, ovviamente, arriva il plauso alla nazione che per prima ha saputo raccogliere la sfida e diventare un paese all’avanguardia in termini di sicurezza stradale e tecnologia automobilistica.

Ma questo contesto non è sicuramente tutto rose e fiori. Se il governo resta sui propri passi e l’industria automobilistica applaude, non sono dello stesso parere le assicurazioni che non intendono entrare nel merito del discorso fino a che non verranno chiariti tutti i limiti attuali di questa tecnologia e tutti i problemi che ne potrebbero derivare.

Chiaramente la preoccupazione delle assicurazioni parte da una questione di sicurezza e di responsabilità, un problema non da poco se pensiamo che in caso di incidente ad assumersi la colpa dovrebbe essere il veicolo piuttosto che una persona in carne ed ossa.

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