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Cirmis, il futuro della medicina parte dall’Italia

Il Centro Interdipartimentale sta già lavorando a vari progetti tra cui quello che si occupa di misurare il rischio cardiovascolare nella medicina del lavoro; l’Intelligenza Artificiale applicata alla sutura in laparotomia e per diagnosticare delle fratture maxillo-facciali; la Realtà Aumentata applicata alla Chirurgia Generale e le terapie dedicate ai bambini autistici basate su interfacce cervello-computer.

Scienza medica e tecnologie ICT avanzate rappresentano il futuro della medicina e una grande opportunità per migliorare le attività di cura e prevenzione delle malattie.

Il progetto nasce dall’Università Federico II di Napoli che ha dato vita al Cirmis, il Centro Interdipartimentale di Ricerca in Management Sanitario e Innovazione in Sanità, guidato dalla Presidente della Scuola di Medicina della Federico II, Maria Triassi, e diretto da Pasquale Arpaia, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell’Informazione dell’Università di Napoli Federico II e Team Leader al Cern a Ginevra.

Il Centro Interdipartimentale sta già lavorando a vari progetti tra cui quello che si occupa di misurare il rischio cardiovascolare nella medicina del lavoro; l’Intelligenza Artificiale applicata alla sutura in laparotomia e per diagnosticare delle fratture maxillo-facciali; la Realtà Aumentata applicata alla Chirurgia Generale e le terapie dedicate ai bambini autistici basate su interfacce cervello-computer.

Il team di lavoro è nato dagli sforzi congiunti del Dipartimento di Sanità Pubblica e quello di Ingegneria Elettriche e delle Tecnologie dell’Informazione, che hanno come scopo quello di studiare soluzioni innovative per Servizi e Sistemi Sanitari.

Tra le altre attività del Cirmis ci sono anche quelle della condivisione della conoscenza oltre che progetti di alta formazione e collaborazioni con organismi e istituzioni nazionali e internazionali del settore tecnico-scientifico.

I primi incoraggianti risultati delle ricerche sono già stati pubblicati su alcune delle più importante riviste del settore che stanno tenendo sott’occhio con interesse il progetto.

Le attività del centro, per il momento, includono la partecipazione do oltre 40 professori e ricercatori dell’Università Federico II che fanno riferimento a diverse facoltà tra scienza e medicina.

Partendo dal Cirmis si stanno gettando le basi per il futuro della medicina nella prospettiva di poter curare e diagnosticare molte malattie con maggiore efficacia e con sistemi sempre più specifici e all’avanguardia. Ancora una volta l’Italia è protagonista indiscussa dell’innovazione che anche questa volta riparte dall’università.u

Cirmis, il futuro della medicina parte dall’Italia

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