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Aggiornamenti Google e calo di visite sui portali: come intervenire

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Anche il tuo portale è caduto nei meandri più sperduti della SERP in seguito agli aggiornamenti di Google? Come risolvere i cali di traffico?

In seguito agli ultimi aggiornamenti di Google si è registrato un calo di visite, in molti casi anche importante, con riferimento in particolar modo ai siti di notizie. Tra i principali update finiti nel mirino dobbiamo senza dubbio indicarne almeno tre, si tratta cioè di Page Experience Update, Core Update e Google Spam Update.

Vediamo nello specifico che cosa hanno comportato, in modo tale da poter poi fare mente locale sul come far tornare un sito in salute e comprendere cosa debba essere migliorato.

Page Experience, Core e Google Spam Update: cosa cambia

Il Page Experience Update è un aggiornamento che non è affatto giunto come una sorpresa. Big G, ormai da qualche anno, sta scegliendo di investire per spingere i webmaster alla creazione di portali che siano il più possibile ordinati, facili da navigare e soprattutto veloci.

L’obiettivo? La massimizzazione della User Experience, ovvero l’insieme di condizioni che agevolano e rendono fruttuosa l’interazione dell’utente con un sito.

Il Core Update, invece, è un aggiornamento di routine che viene rilasciato più o meno ogni tre mesi. Grazie ad esso, Google riesce a leggere gli intenti di ricerca sempre meglio: l’obiettivo è rendere migliori le proprie performance e generare SERP pertinenti con le query.

Infine uno sguardo anche a Google Spam Update, aggiornamento con intenti anti-spam che non rappresenta un’attività insolita, ma si inserisce nel percorso che Google fa per mantenere alta la qualità dei risultati di ricerca. È importante fare attenzione alle linee guida, controllando le proprie web analytics per evitare brutte sorprese dopo l’aggiornamento: il colosso di Mountain View ha una definizione severa di quello che viene giudicato spam.

Sono in genere siti che contengono tentativi di phishing, poco sicuri e portali che portano l’utente a dare informazioni personali o a installare malware.

Google, durante l’evento Search On l’azienda ha presentato al mondo le novità in arrivo

Al centro bisogna sempre porre i contenuti, una regola d’oro che vale ancora di più anche dopo questi aggiornamenti. Il calo di visite registrato dai siti di notizie può infatti essere in parte legato al loro rilascio – ma non solo.

Cosa fare allora per tornare nelle grazie di Google? Senza dubbio occorre effettuare un’analisi SEO semantica, così come un’analisi SEO tecnica, ricordando quanto la velocità di un sito sia importante per ridurre il tasso di abbandono del portale da parte degli utenti, e di quanto sia essenziale provvedere all’ottimizzazione dei Core Web Vitals e il Largest Contentful Paint (LCP).

Vediamo adesso allora cosa sia più giusto fare per comprendere, grazie all’analisi SEO, se il sito sia sano e cosa invece debba essere migliorato.

Analisi SEO semantica: il contenuto deve essere sempre di valore

L’analisi SEO semantica è necessaria per poter tornare nelle grazie di Google e recuperare il gap accumulato in fatto di riduzione di traffico. In primis si dovrà portare avanti un’attività di keyword research per fare in modo di individuare – e investire poi su di essi – i termini di ricerca che gli utenti inseriscono per trovare informazioni oltre che prodotti e servizi.

Al centro di tutto vengono posti gli intenti di ricerca, in modo tale da condurre poi un’analisi approfondita delle singole pagine, e comprendere se i contenuti offerti sono soddisfacenti. La SEO Audit non a caso è un’attività che si porta avanti nel momento in cui si sperimenta un calo di traffico improvviso.

Occorre determinare gli obiettivi da perseguire a lungo termine per la propria campagna SEO: obiettivi che dovranno essere specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e temporizzabili.

Analisi SEO tecnica: struttura del sito, info e user experience

È chiaro come sia anche necessario comprendere come fare un’analisi SEO tecnica, in modo tale da completare il quadro delle migliorie necessarie a rispondere a questi aggiornamenti che hanno rallentato molti portali di notizie, riducendo il traffico in entrata.

Per quanto riguarda l’indicizzazione dei contenuti, si dovrà determinare la validità della strategia al momento in corso per quanto riguarda il keyword targeting, andando a cercare quali parole chiave non siano ancora sfruttate e grazie alle quali sarebbe agevole tornare a posizionarsi. Una consulenza SEO tecnica con un team di professionisti ovviamente è essenziale per non lasciare niente al caso o peggio ancora improvvisare.

Ricordiamo quanto sia importante soddisfare l’intento di ricerca per il posizionamento su Google, a prescindere dalla lunghezza dei contenuti: conta molto quanto siano in grado di soddisfare gli intenti di ricerca degli utenti. L’esperienza utente nel suo complesso è un altro indicatore chiave, che occorre prendere in considerazione nell’ambito dell’analisi SEO tecnica.

Elementi importanti? Sicuramente la frequenza di rimbalzo, così come anche il tempo di permanenza complessiva sul portale (gli utenti, spesso distratti, passano velocemente da un risultato a un altro). In tal modo sarà anche possibile comprendere quali siano le pagine che gli utenti abbandonano per prime.

Attenzione anche alla pertinenza dei link, aspetto cruciale per organizzare una campagna di backlink. Da contrassegnare i backlink che risultano essere irrilevanti rispetto al tema centrale trattato. E per quanto riguarda le ancore manipolative, andrebbero usate in maniera sporadica, poiché per Google sono un segnale forte di spam.

Un profilo backlink naturale non subisce solitamente cali drastici, in caso contrario il segnale può essere letto con sospetto. L’algoritmo a quel punto si vedrà costretto ad analizzare la natura dei backlink presenti sul portale.

Ascolta l’audiospremuta con Francesco Margherita

Parliamo di Seo, semantica associativa e domanda latente. Ospite: Francesco Margherita

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