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Cosa c'è da sapere se vuoi vendere ai Millennials? Il talk di Matteo Aliotta ad IGTconf21

vendere ai millennials

La generazione Y è la più difficile da influenzare nelle vendite. Matteo Aliotta ad IGTconf21 spiega il processo di acquisto e come vendere ai Millennials.

Partendo da un ragionamento generale sulle generazioni, Matteo Aliotta si concentra principalmente sui Millennials e sul loro modo di fare acquisto. Come vendere ai Millennials? Come catturare questa generazione via di mezzo tra digitalizzazione e capacità di acquisto?
I Millennials o Generazione Y è una delle categorie più difficili da “influenzare” in termini di vendita.

Generazioni a confronto

Ci sono molti fraintendimenti sul discorso delle generazioni.
I boomer, nati tra il ‘46 e il ‘64, che prendono il nome dal boom economico hanno comportamenti d’acquisto ricorrenti e alcune fisse che sono abbastanza statiche nel tempo (ad esempio il pagamento in contanti alla consegna).
Vengono molto colpiti dal marketing diretto e hanno la pretesa di voler parlare al telefono con qualcuno per quanto riguarda gli acquisti.
La Generazione X. Quelli nati dal 1965 al 1980. Cannibalizzati spesso dai boomer.
I Millennials sono i nati tra il 1980 ed il 1995, la generazioni che ha visto le persone diventare consumatori verso il 2000. Sono legati ai social, ai brand come Apple ed ai viaggi all’estero.
La Gen Z comprende le persone nate dal 1996 al 2010. È la generazione che vive i social dalla nascita. Non utilizzano il PC e non sono molto attenti alle questioni digital. Sono digitalizzati, ma non conoscono la tecnologia e tutto ciò che c’è dietro. Spendono molto per prodotti tipo videogiochi e simili, ma non hanno spesso una carta di credito propria, si affidano ancora ai genitori per gli acquisti.

Focalizziamoci sui Millennials e come vendere alla Generazione Y

Concentriamoci sui Millennials: rappresentano il 17% della popolazione e sono quelli che hanno visto nascere il web e hanno dovuto imparare a usare la rete e le sue potenzialità.
Le caratteristiche principali dei Millennials sono:

  • Non cliccano sulle ADS;
  • Sono votati al risparmio;
  • Subiscono il fascino degli status (in riferimento al brand);
  • Danno molto valore alle esperienze (viaggi, vacanze, studio all’estero);
  • Poca confidenza con i pagamenti on-line;
  • Sono insicuri (ansia e bisogno di riprova sociale);
  • Sono pochi;
  • Il direct marketing è meno efficace;
  • Sono amanti del design e delle novità.

La tipica customer journey di un boomer è FB ads, landing page e vendita. Il Millennial invece ha una customer journey molto più disordinata che si muove su più canali: cerca recensioni, cerca sui social, cerca sui motori di ricerca e va sempre a caccia di altre info anche su piattaforme diverse.
Per questo è importante capire come vendere ai Millennials e affrontare la vendita muovendosi su mezzi e modalità differenti per creare tante fonti a cui attingere.

Consigli utili per costtuire il journey per vendere ai Millennials

  • Cura la SEO e la SERP. Per i Millennial la SERP va ragionata come una landing page perché cercano molto su Google. Per questo occorre ovviamente curare la SEO.
  • Recensioni sui Social. Bisogna partire subito con recensioni complete e ben fatte. La parte difficile è avere recensioni positive continuative nel tempo.
  • Su Instagram non scordare mai il Tab Tag. La cosa da non trascurare mai sono i tag degli utenti. Partire subito con una campagna di Tag fa risparmiare soldi per gli influencer e aiuta nell’operazione di conferire autenticità e affidabilità al prodotto.
  • Influencer. Cominciare con influencer più piccoli e con gli inconsapevoli, le persone che hanno un seguito e non lo sanno.
  • YouTube. È un canale sottovalutato, ma un video su YouTube continua a portare visualizzazioni nel tempo e gli utenti hanno un coinvolgimento molto ampio. Occorre avere qualche video caricato poiché appare anche nella SERP di Google.
  • Design. Pianificare il look e curare molto il design.
  • Chat. I Millennial non hanno un buon rapporto con le telefonate e preferiscono chat-bot, le conversazioni in chat e le relazioni a distanza.
  • Pensa internazionale. Bisogna iniziare subito a pensare internazionale perché i Millennials hanno sempre un occhio di riguardo per i paesi esteri.

Le tematiche principali di Italia’s Growth Talent: attenzione alle persone e cura della community

A conclusione di Italia’s Growth Talent sono due le cose apparse subito evidenti in questa settimana di talk: l’attenzione verso le persone e l’attenzione verso la creazione il mantenimento di una community.
Queste due caratteristiche sono state riprese più volte durante tutti gli interventi e mostrano una sorta di inversione di tendenza del settore che si sta concentrando in maniera sempre più mirata verso le persone che stanno dietro ai dati e alle interazioni.
Il distanziamento e la digitalizzazione “imposte” dall’emergenza sanitaria hanno, forse, messo ancora più in evidenza queste nuove esigenze che hanno gradualmente riformato buona parte del mondo del Digital Marketing.
L’attenzione verso la community diventa un sintomo evidente dell’attenzione nei confronti delle persone, portando marketers e professionisti del settore a considerare la propria community come una schiera di persone fedeli al brand o al prodotto che non vanno assolutamente deluse.
Per certi versi sembra un ritorno ai forum che hanno caratterizzato la nascita del web e che, soprattutto nel mondo dei primi gamers, erano parte integrante del processo di sviluppo di un prodotto (e di un videogame in quel caso).
Dall’altro lato una conferma arrivata con Italia’s Growth Talent è l’interesse che professionisti e appassionati del settore hanno verso gli aggiornamenti e le novità.
Come detto dall’intervento di Raffaele Gaito, il mondo del marketing sta diventando sempre più affine a porsi domande e a rinunciare alle “certezze” della loro comfort zone.
In un mondo che ancora è in lotta con la pandemia porre l’accento su temi come questi potrebbe essere un buon punto di inizio per la ripartenza di cui tutti dovremo far parte non appena la campagna vaccinale raggiunga i numeri previsti. Per questo seguire i consigli ricevuti dai vari speaker di Italia’s Growth Talent potrebbe essere forse il miglior punto zero da cui ripartire con spirito critico e voglia di rimettersi in gioco.


Ripercorri i giorni di Italia’s Growth Talent con la raccolta di talk della Redazione di Spremute Digitali:
👉 L’intervento di Luca La Mesa http://bit.ly/strategie-per-creare-community-vera
👉 L’intervento di Camilla Bellini http://bit.ly/chi-vuole-essere-influencer
👉 L‘intervista a Yara Paoli http://bit.ly/struttura-il-team-per-crescita-sostenibile
👉 L’intervento di Marco Onorato, Marketing Espresso http://bit.ly/persone-dietro-i-social e la Video Spremuta http://bit.ly/video-spremuta-marco-onorato
👉Contenuti per i social media: come creiamo valore e li utilizziamo per posizionarci?

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