Marketing & Communication

Design e Problem solving: sulle contaminazioni della disciplina – parte 2

Problematizzazione e Design

Introdurre problematizzazioni filosofiche attraverso il design. Una nuova concezione che intrude e irrompe nel problem solving aziendale.

Come siamo rimasti?

Ah si. I designer sono molto bravi a risolvere i problemi.

E ora dovremmo domandarci: perché?

Perché i designer sarebbero in grado di porsi le domande proprio esatte per trovare una soluzione efficace?

In effetti tutti siamo capaci di risolvere i problemi, questo è vero, è una delle prime cose che insegnano a scuola. Il trucco è scovare cosa sia un problema o meno.

Generalmente in questo sono bravi gli studiosi di filosofia.

Comprendere non solo la problematica, ma cosa rende un problema tale.

C’è però un problema nella concretizzazione. Trovata una questione, arrivare ad una soluzione pratica non è una cosa altrettanto immediata in quel campo di studi.

Mi spiego. Anche io alle volte ho dificoltà coi concetti di approssimazione e di utile, che generalmente è una cosa che rigetto a livello etico, ma c’è questo discostamento tra le dimensioni pragmatiche e intellettuali che va a definire anche come queste stesse parole che stai leggendo vengono percepite, che porta irrimediabilmente a fare una scelta su cosa fare e in funzione di cosa; insomma il discorso è lungo e non arriveremmo al punto.

Mostrare, chiarire e agire è una proprietà della classe dei designers

Se riesci a immaginare un utilizzo e quale problema risolvi con un prodotto, ecco che hai creato cultura su quel tema.

E quel prodotto verrà associato al bisogno che risolve.

Se riesci ad avere questa visione, riesci ad andare oltre, a livello di costruzione, del prodotto e dei limiti apparenti, alla ricerca delle astringenze più nascoste e le problematiche, quelle sottese a ciò che hai già creato, per poi risolverle.

Se progetti per trovare le domande, lo stai facendo bene.

Bisogna risolvere i problemi giusti.

(Anche questo però ricade nell’utilitarismo)

Andiamo quindi al dunque.

Il design è:

  • Operativo (in quanto ricerca attivamente la bellezza)
  • Tattico
  • Strategico

Quello che è importante è interconnettere e bilanciare questi tre paramentri.

Questi tre livelli devono agire in unità e da soli non sono funzionali pienamente.

Educare a risolvere, risolvere e avere cura per la bellezza.

Questo è progettare.

Design e Problem solving: sulle contaminazioni della disciplina – parte 2

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