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“Telma”: Elena Varvello e Cristina Zaia ci raccontano le lezioni di scrittura, a colpi di dirette su Instagram

lezioni di scrittura

Telma è una contaminazione di consolidate competenze con nuove modalità interattive. Lezioni di scrittura libere, in diretta con gli utenti online.

Scrittori si nasce o si diventa? Si può imparare questa sacra arte? Una domanda molto potente, pensando a come oggi questa competenza sia ancora più importante, trovandoci tutti noi a scrivere continuamente parole online, spesso senza quella giusta consapevolezza che servirebbe mettendo nero su bianco i nostri pensieri (tema da me aperto insieme a Edoardo Bellafiore, nella nostra più recente pubblicazione, “Digitaliano. Pratiche di scrittura quotidiana e professionale”, FrancoAngeli, 2019).

Nell’era dell’informazione, in cui si trova tutto in rete, sono semplici i copia e incolla e tutti si avvicinano più facilmente all’esperienza della comunicazione; ciò che rimane invariato, però, è che quando si incontra la competenza vera, si respira una cultura diversa e si percepisce la ricchezza fatta di solidità, ben diversa da quell’apparente capacità, frutto di una volatile dimensione di cose che apprendo per un secondo o di informazioni che disperdo tra i mille stimoli.

Tra il rischio e l’opportunità, la comunicazione e la scrittura vivono nuove possibilità offerte dalla tecnologia. E l’intervista di oggi ne è un esempio: una contaminazione di consolidate competenze, con nuove modalità interattive per farle emergere e condividere generosamente con gli utenti online.

Lezioni di scrittura: Telma per imparare a scrivere su Instagram

Oggi parlo di questa esperienza su Instagram dal nome “Telma”: una bellissima iniziativa che vede coinvolte insieme due donne, professioniste, che hanno fatto della loro diversità un quadro complementare e arricchente per la rete interessata a conoscere, in modo umano e dinamico, la scrittura. Dirette Instagram dove, con allegria e molta serietà, Elena Varvello e Cristina Zaia parlano di libri e di scrittura. Lezioni gratuite, interattive e coinvolgenti, in cui trattare argomenti come la tensione narrativa, la punteggiatura e la scrittura di una scena.

Ho pensato di intervistarle per farmi raccontare meglio questo progetto.

Intervista alle ideatrici di Telma, il laboratorio di scrittura in diretta su Instagram

Q. Ciao Elena e ciao Cristina, vi presentate con un tweet ai lettori, identificando un # distintivo?

Elena Varvello

Elena Varvello

Elena: Direi #semplicità. È una parola bellissima, e molto più ricca e profonda di quanto sembri. Come diceva Pontiggia, la semplicità non è banalità, ed è il punto di arrivo, non quello di partenza. Soprattutto in un mondo come il nostro, in un’epoca così complicata e fatta di mascheramenti, un mondo in cui ci si costruisce un’identità, una figura pubblica.

E invece si dovrebbe parlare di quello che amiamo con semplicità, anche ridendo, anche prendendosi in giro. È questo il senso dei nostri appuntamenti domenicali, di cui parleremo dopo.

Cristina Zaia

Cristina Zaia

 Cristina: #Spontaneità. È una garanzia e un rischio. La prima mi fa sentire di poter donare ciò che sono davvero, la seconda mi rende consapevole che dovrò accettare critiche, feedback negativi magari. Poi è anche sfidante in senso positivo: nella parte rischio mi regala la possibilità che gli altri mi facciano notare le mie zone d’ombra. Che è sempre un bel regalo: proprio attraverso quello che non vedo di me, posso acquisire strumenti per crescere, per imparare “nuovi sguardi”, nuove possibilità di guardare il mondo e di starci, senza certezze.

I feedback sono sempre qualche arnese in più da mettere nella nostra cassetta degli attrezzi interiore.

Q. Cristina, so che è difficile scegliere ma… Tra i tanti libri di Elena quale ci consigli?

Cristina: l’ultimo: “Solo un Ragazzo”. Come ogni essere umano, ognuno di noi “cresce” nel proprio mestiere e nelle proprie passioni, così dentro la vita stessa. Penso sia quello che capita anche ad uno scrittore.

Seguendo la storia dei suoi libri, della sua ricerca nella scrittura, riguardo alla scrittura stessa, l’evoluzione è notevole. Questo non significa che siano meno belli, meno intensi, i romanzi precedenti. Semplicemente, per me, “i libri sono persone”. Ognuno è unico e irripetibile. L’ultimo libro degli scrittori è quello che più li rappresenta nell’adesso. La versione migliore di sé, nel qui e ora.

Q. Elena, ti va di presentare Cristina con le tue parole?

A. Elena: Cristina è una grande amica, prima di tutto, e ora è anche la compagna di viaggio in questa “piccola”, ma per niente piccola avventura che è #telma. Anzi, a dire la verità, #telma in fondo è nata da lei. Mi ha stanata, diciamo, aiutandomi a dare forma a qualcosa che immaginavo soltanto, ma che non avrei mai saputo realizzare.

Q. Come vi siete conosciute?

Elena: Ci siamo conosciute alla Scuola Holden di Torino, la scuola in cui lavoro da vent’anni. Era una mia allieva, anche se questa parola è troppo rigida. Era, ed è, una persona innamorata della scrittura, che voleva mettersi in gioco. E io ero lì: è stato quello l’incontro.

Cristina: Elena è stata una meravigliosa insegnante. È un’amica preziosa. È una persona con la quale sorrido e rido molto, che stimo e con la quale non ho alcuna ritrosia a raccontare di me, a rendermi vulnerabile. L’ironia ci unisce.

Q. Cos’è per voi la scrittura?

Elena: Non è facile rispondere a questa domanda. Ci provo. Per me la scrittura è tutta la vita ed è il mio mestiere. È forse l’unico modo in cui conosco davvero il mondo: provando a raccontarlo. È ciò che custodisce e rivela il grande mistero dell’esistenza, il mistero di ciascuno di noi.

Cristina: Per me la scrittura è una delle modalità della vita per cercarmi, riconoscermi, riconoscere, crescere, provare a risolvermi. Come lo è, da 30 anni, il mio viaggiare ovunque. Anche scrivere è un viaggio. Un percorso di possibilità, incontri, fatiche, difficoltà, gioie, nostalgie, nuovi panorami, salite, discese. Esattamente come approdare in un altro paese e passarci un po’ di tempo.

Q. Libro o Kindle? E, soprattutto, dal vostro punto di vista, che tipo di impatto ha avuto il digitale sul settore.

Elena: Libro, per me, sempre e per sempre. Non ho mai usato Kindle, ma non per una sorta di pregiudizio. Forse è perché sono un po’ antica, o perché sono rimasta sempre quella bambina che si faceva comprare dalla madre i libri a peso (quanto più erano spessi, e dunque pesavano, tanto più valevano, secondo me). Per questo non saprei neppure dire esattamente quale impatto abbia avuto il digitale. Però so per certo che, se la cosa essenziale è leggere – e lo è – qualunque supporto è quello giusto.

Cristina: Libro in ogni forma, a me basta poter leggere.

Per motivi ecologici e di spazio domestico ho però scelto Kindle e il Kobo. Ovunque nel quotidiano e quando viaggio posso portami tutti i miei libri appresso, che occupano spazio irrisorio. È come avere un amico con tanti consigli utili sempre accanto.

La svolta digitale degli ebook, per me, col mio sguardo da informatica, e come lettrice, è stata una delle più grandi rivoluzioni dell’essere umano. Così come lo sono gli audio libri che agevolano la lettura in qualsiasi momento (in auto, mentre si fa la spesa, ad esempio), dando la possibilità a persone con diverse “abilità” ad accedere in autonomia ai libri. Una rivoluzione per tutti quindi. Davvero non esclude nessuno dal poterne avere accesso.


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Q. Se vi chiedessi un testo che secondo voi tutti dovrebbero leggere, quale mi direste e perché?

Cristina: I romanzi sarebbero troppi. Posso consigliare un saggio (genere che io amo molto): “Intelligenza Emotiva” di Daniel Goleman. Credo sia il testo dal quale ho imparato di più in assoluto e in tutta la mia esistenza fino a qui. Dovrebbe essere un libro scolastico inserito nelle scuole, con l’educazione civica dovrebbe esserci anche l’educazione emozionale.

Elena: Ce ne sarebbero troppi, come dice Cristina. Dovendo proprio scegliere, direi uno dei romanzi di Kent Haruf o uno dei libri di Elizabeth Strout. Sono libri che mostrano il valore insostituibile della compassione, l’importanza degli altri nelle nostre vite, il fatto che nessuno di noi è mai “comune”, perché siamo tutti speciali, eccezionali e irripetibili.

Q. Avete avviato, quasi per caso, lasciatemelo dire, il vostro progetto di dirette Instagram #telma. Com’è nata l’idea e di cosa si tratta?

Elena: Come dicevo prima, l’idea è partita da Cristina. Tutto è nato con un’intervista che avrebbe voluto farmi sul mio ultimo libro e sulla scrittura. Ma abbiamo capito subito che c’erano moltissime cose di cui parlare, moltissime cose da raccontare sulla scrittura, e sentivamo che avremmo dovuto farlo per come siamo: con leggerezza e autoironia, senza prenderci troppo sul serio, senza mai salire in cattedra.

Il nostro è un dialogo libero, fatto delle sue insostituibili introduzioni, della mia visione dello scrivere storie, e delle nostre esperienze.

Cristina: Qualche mese fa avevo proposto a Elena una diretta insieme. Delle domande che io avrei rivolto a lei, per parlare del suo libro, e poi anche di scrittura. Dopo quel primo incontro, Elena ha proposto di andare avanti, insieme, parlando di scrittura molto seriamente e con leggerezza. Il nostro è un viaggio insieme.

Per quanto mi riguarda sto imparando un sacco di cose. Ripasso lezioni di scrittura creativa. Si parla anche di libri, e mi porto a casa sempre qualche suggerimento di lettura che Elena ci regala.

Fra i vari feedback molto interessanti che riceviamo: molti dicono che stanno imparando a leggere, e scegliere, libri in modo più approfondito. Il fatto di fare qualcosa che sa creare nuovi punti di vista nelle persone, credo sia una delle cose più belle che sta accadendo in questo percorso insieme.

Avere più strumenti per scegliere, anche se si tratta solo di un libro, è parte di ciò che chiamiamo “libertà”. Che è proporzionale al “senso critico” che ci dona studiare, istruirci, essere in formazione continua (per me è così da sempre), tutto questo è possibilità di scelta e quindi libertà.

Q. Perché avete scelto di farlo su Instagram; vi provoco; non stona il “social per immagini e filtri” con il mondo della parola e della cultura?

Cristina: Instagram è immediato secondo me, sia le storie, sia i post, sia le dirette. Semplice. Leggero (la leggerezza di Calvino che non è superficialità bensì sintesi utile e precisa). Diretto (appunto). Secondo me non stona, anzi. Ogni contrasto che sembra estremo e distante, avvicina, incuriosisce.

Il mondo della scrittura finalmente, e grazie a Elena e questi nostri appuntamenti domenicali, si apre. Si dona. Crea bellezza e vicinanza in modalità gratuita e fruibile a tutti. Non esiste altra esperienza così in rete. Quello che è, esattamente, ciò che racconta il filosofo Luciano Floridi e che Elena sa fare, e offrire, molto bene:

…È un modo in cui si dice “l’importante non sono io, l’importante sei tu” e allora tu che sei importante ti metto al centro e in questo mio “mettermi al servizio di…” cioè un momento di umiltà che però è rinfrescante, dà senso alla mia vita non perché sono al centro della festa ma perché sto organizzando la festa per te.

Elena: Ha ragione Cristina: Instagram è immediato, semplice e leggero, di quella leggerezza calviniana. È diretto. Può essere eccome il luogo delle parole e della cultura, se viene inteso come un luogo aperto, libero e accessibile a tutti, di condivisione.

È una specie di casa in cui ciascuno può entrare semplicemente. È il modo in cui è fatta la casa che fa differenza. La nostra speranza è che #telma sia una casa accogliente, in cui si parla con serietà, ma sempre anche con leggerezza, di quello che amiamo di più.

Q. Ci regalate un consiglio di scrittura “a portata di tutti”?

Elena: Potrebbe essere questo: scrivere vuol dire scegliere. Scegliere ogni parola, perfino ogni segno di punteggiatura. E la bussola, in questo continuo processo di scelta, dovrebbe essere la necessità. Insomma: quale parola è davvero necessaria (ed è quindi l’unica e la sola) per dire davvero ciò che vorrei dire?

Cristina: Mi viene in mente una frase di Alice McDermott, che Elena Varvello un giorno in classe ci ha detto, “se volete parlare di una cosa, parlatene il meno possibile”.

La sintesi quindi. Il mio punto di vista: trovare “la parola giusta per dire cose”, non “troppe parole, magari a caso, per dire una sola cosa”.

Elena e Cristina, vi ringrazio per il tempo che mi avete regalato e per questa iniziativa che diffonde cultura. Invito gli interessati a seguire le vostre prossime iniziative sui loro profili Instagram:

Elena Varvello https://www.instagram.com/elenavarvello/?hl=it

Cristina Zaia https://www.instagram.com/zacrys/?hl=it

“Telma”: Elena Varvello e Cristina Zaia ci raccontano le lezioni di scrittura, a colpi di dirette su Instagram

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