New Ways of Working

Come sarà il futuro del lavoro? Competenze e New Ways of Working

futuro del lavoro

Il futuro del lavoro per Silvia Zanella sarebbe guidato da tre principi: la visione, l’elemento umano, i new ways of working. Una Video Spremuta ti aspetta.

Il futuro del lavoro vorrei tenesse conto di una serie di dimensioni soft che fino a un annetto fa non erano neanche percepite tra le urgenze aziendali. Tutte quelle competenze trasversali dette soft o human che possono aiutare a far crescere persone più capaci di gestire con agilità il cambiamento di confrontarsi con gli altri, di condividere invece di accentrare e di saper ascoltare…” Inizio questo articolo con un bellissimo estratto della Video Spremuta di Silvia Zanella sul futuro del lavoro.

Ho scelto questo passaggio perché mai come quest’anno trascorso, abbiamo capito come le cosiddette soft skills e l’elemento umano, che prima potevano sembrare un difetto di professionalità, sono indispensabili alle aziende. Prima tra tutte la vulnerabilità che diventa una dote di leadership nel momento in cui aiuta a costruire la resilienza, competenza necessaria per poter essere adattivi e cangianti, sapersi trasformare rispetto a qualsiasi esigenza ed evenienza.

Questo è la prima cosa che ha risposto Silvia Zanella quando le abbiamo chiesto come avrebbe immaginato l’evoluzione del futuro del lavoro.

Come sarà il futuro del lavoro? La visione di Silvia Zanella tra Skills e New ways of Working 

Oltre all’elemento umano, ci sono i modi di lavorare. New ways of working ti dice qualcosa?

I New Ways of Working prevedono una ridefinizione dei tempi degli spazi. Significa quindi non pensare più ad un orario 9-18 o al focus sulla singola task o attività, ma sul valore aggiunto che ognuno apporta.

Ed è proprio questo che dobbiamo iniziare a capire, quale valore vogliamo dare al lavoro oggi. 

L’orizzonte temporale e spaziale che ha accompagnato il worker fino ad ora, con una logica del cartellino strascico di una cultura del lavoro novecentesca, non esiste più. E non esisterà più. Probabilmente non si vorrà più tornare indietro, perché abbiamo scoperto che altre modalità lavorative possono esistere, altro che “there is no alternative” (per citare lo splendido articolo di Alessandro Baricco), l’alternativa c’è eccome.

Anche per i lavori tradizionali – ti ho sentito che hai detto “nel mio lavoro non funziona…” – non legati a contesti come servizi, subiranno comunque l’influenza di queste evoluzioni poiché siamo destinati a concentrarci sul valore. Il valore aggiunto lo dai nel momento in cui esprimi senso critico, qualità prettamente umane, oppure tecniche, ma ad altissimo impatto.

E poi speriamo in un futuro del lavoro guidato da una visione orientata al domani, anche dal punto di vista politico. In questi anni è prevalsa una visione molto assistenzialista, legata ad un approccio poco proattivo del singolo e delle singole imprese. 

Sarebbe bello un futuro del lavoro liberato e quindi fermo restando le necessarie tutele, che dia empowerment alle persone e alle organizzazioni. Si deve adottare un approccio legato alla crescita, come suggerisce il libro “Mindset” di Carol Dweck perché anche l’attitudine può essere allenata, e può diventare un elemento abilitante del cambiamento.

Il futuro del lavoro non sapremo come sarà, ma per Silvia Zanella sarebbe guidato da questi tre principi: la visione, l’elemento umano, i new ways of working. Un futuro del lavoro femmina, non come genere, ma come approccio di discontinuità dal precedente.

Come sarà il futuro del lavoro? Competenze e New Ways of Working

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