Marketing & Communication

Una storia sbagliata: Youtuber contattati per disinformare sotto pagamento

Fazze disinformazione Covid

Fazze è una agenzia di didgital marketing che sta cercando di coinvolgere sempre più influencer a creare disinformazione per ingenti somme.

Una agenzia di marketing particolarmente fumosa è stata messa sotto i riflettori per essersi offerta di pagare somme considerevoli a degli Youtuber di divulgazione scientifica per spargere disinformazione, con video, riguardo all’efficacia dei vaccini Pfizer.

Nel primo caso la proposta è stata fatta a Leo Grasset, per un contenuto posto in una data ben definita che mostrasse, numeri alla mano, quanto la mortalità aumentasse nei vaccinati Pfizer in Francia.

Nel secondo invece, avvenuto sempre nello stesso periodo, all’influencer scientifico Mirko Drotschmann, con richiesta analoga, l’agenzia, che si fa chiamare Fazze, chiede di pubblicare un video sul suo canale da un milione e mezzo di iscritti, in cui esprime una preferenza per il vaccino Astrazeneca rispetto a quello Pfizer, in quanto questo sarebbe molto più pericoloso.

Qual è quindi il piano?

Era, sarebbe meglio dire, ma consiste nel mostrare un articolo uscito su Le Monde che ha per oggetto l’hackeraggio dei server dell’agenzia europea medicinali e di collegare il fatto a tabelle con dati aggregati ad arte da fonti diverse e fuori contesto per suggerire una correlazione tra il data breach che è accaduto realmente e la tabella preparata ad arte, con tutti i suoi dati.

Molti youtuber del settore si sono rifiutati di collaborare e hanno subito denunciato, ma altre due persone sono state indagate per una analoga proposta e trovati con il contenuto effettivamente convalidato.

La compagnia di influencer marketing dietro tutto questo è stata localizzata, nella sede di londra è nell’indirizzo di una corporate mailbox già affiliata a holdings e imprese non proprio raccomandabili, colluse un report di BellingCat per riciclaggio internazionale.

Tutto un programma insomma.

Fazze nelle imprese britanniche, inoltre, non è registrata, e fa capo ad una vecchia impresa del 2014, AdNow llp.

Il vero problema è che il committente di questo colpo basso è ancora ingnoto, ma le pratiche non sono nuove.

Pubblicare contenuti divisivi per distruggere la coesione degli stati è una tattica che viene usata sempre più spesso e questi episodi mettono davvero bene in evidenza i rischi per chi ne è ignaro e quanto siano gravi.

A presto per altri aggiornamenti.

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