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Colours in business: Psicologia dei colori nel marchio – Episodio 2

Colours in Business 2

Che il gelo delle distese permei la nostra percezione.

Nella puntata precedente abbiamo vissuto l’estate torrida dei colori caldi del branding. Oggi l’inverno russo si abbatte su di noi.
Tonalità esplosivamente lugubri prendono forma nel nostro immaginario, ma queste, avranno lo stesso significato nella costruzione di un brand? È tempo di analizzare il pulsante avvento dell’inverno.

I colori freddi arrivano

Il colore Viola

La rovina di ogni teatrante, la paura di ogni spettacolo (superstizione nata nel teatro inglese medievale ed esportata in tutto il mondo. Il viola era colore di quaresima e durante questo periodo i teatri dovevano restare chiusi e le compagnie non potevano lavorare), se invece non siete superstiziosi, il viola rappresenterà il colore della nobiltà e della lussuria, è un colore particolarmente amato da bambini e donne.

Viene utilizzato soprattutto per promuovere il settore tessile per via dell’eleganza che se ne trae.

Pro: Ottimo per settore profumi (soprattutto femminili), creme anti età e prodotti per l’igiene. In tonalità chiare è usato anche per promuovere siti culturali.

Contro: Una class action dalla casta attoriale. Inoltre è un film molto triste.

Il colore blu

Facebook vi ricorda già qualcosa. Questo è il colore della sicurezza. Trasmette tranquillità e fiducia.

No non stiamo parlando di perfect blue. Nessuno vi spia (ok basta citazioni crossmediali).

Pro: se siete una banca avete fatto jackpot, è infatti utilizzato dalla stragrande maggioranza di istituti finanziari e assicurativi, ma anche dalle istituzioni e dalla PA. (Tranne le poste che si devono sentire Gggiovani e attive).
È utile anche per i social e tra i più famosi hanno scelto tonalità più scure.

Contro: rischia di essere talvolta stucchevole e stantio.

Alcuni social come Twitter hanno adoperato tonalità più chiare per risultare più energici.

Il colore Verde

Un tempo significava opulenza. Almeno così risulta negli scritti di Kandinskj, questa è una quiete appagata, compiacimento, appena vira verso il giallo acquista energia, giocosità, col blu diventa pensoso, meno attivo, contemplativo. Basta spiegone!

Il verde nell’accezione moderna significa freschezza, benessere e relax.
Esprime genuinità e natura. Fiducia e crescita. Non di rado viene utilizzato da startup che vogliono scalare.

Pro: siti che si occupano di salute e talvolta istituzionali. Ci si possono pubblicizzare coupon e codici sconto. Nelle tonalità scure può essere utilizzato anche da figure legali e bancarie.

Contro: potrebbe rivelarsi controproducente per interfacciarsi a un pubblico giovane disinteressato alla crescita.

Il Grigio

È l’equilibrio, l’assenza di commitment e di azione, ma è allo stesso tempo è lineare e compatto.

Richiama il colore dell’acciaio e dell’argento. Design, modernità e durevolezza. A più tard mai il sermone polemico sullo sguardo alla condizione della contemporaneità depersonalizzante che ci vuole distaccati da ogni emozione se non quando questa è comoda.

Tornando a noi: il grigio è uno dei colori più puliti ed eleganti per promuoversi.

Pro: è il colore della tecnologia, delle case automobilistiche e di tutti quei siti che vogliono puntare sul loro contenuto.

Contro: rischia di essere visto come una mancanza di personalità. Il logo Ferrari avrebbe bisogno di un logo grigio per promuovere la sua avanguardia?

Il nostro viaggio non termina qui, con questo in mente dovremmo approcciarci al multicolor, e abbiamo ancora da esplorare le potenzialità dell’assenza e della totalità del colore.

Ci vediamo nella prossima puntata.

Colours in business: Psicologia dei colori nel marchio – Episodio 2

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