Startup & Entrepreneurship

Innovazione e sostenibilità per migliorare l’attività aziendale. La parola a Ecomate

innovazione e sostenibilità

Innovazione e sostenibilità sono ormai 2 termini che devono convivere insieme e che, se compresi e integrati, aiutano a creare un vantaggio competitivo per le imprese che decidono di impegnarsi nel migliorare il proprio impatto ambientale, sociale e di buona governance della propria attività aziendale. 

Per monitorare questi impatti sono nate, negli ultimi anni, realtà che si occupano di valutare le imprese e suggerire strategie a supporto. 

Oggi abbiamo intervistato una realtà virtuosa che si occupa proprio di questo; a raccontarci meglio di cosa stiamo parlando c’è Silvia Paganoni, Esg Engineer presso la startup innovativa Ecomate, che ha risposto alle nostre domande per approfondire al meglio il tema.

Environmental, Social e Governance: i 3 pilastri di innovazione e sostenibilità aziendale. La parola a Ecomate

Q. Partiamo subito; parlaci della tua Startup Ecomate, di cosa vi occupate nello specifico? 

Silvia Paganoni, Esg Engineer presso la startup innovativa Ecomate.

A. Per le aziende è difficile orientarsi tra i numerosi criteri in ambito ESG – acronimo che sta per Environmental, Social e Governance – che inquadrano una visione completa della sostenibilità. Questi criteri possono essere utilizzati sia per la valutazione interna di un’azienda per definire la propria strategia di sostenibilità, sia nell’interazione fra diverse realtà.

Ecomate è la piattaforma ESG per tutte le aziende. La piattaforma guida le aziende nel conoscere, misurare e migliorare la sostenibilità, rendendola più facile, veloce ed economica. Allo stesso tempo, consente alle imprese di aumentare la propria profittabilità e il proprio contributo in termini di impatto ambientale e sociale.

Il nostro prodotto core è il primo rating di sostenibilità su misura per le piccole e medie imprese (PMI). Si tratta di un self-assessment che tocca tutti i principali temi ESG suddivisi in 11 moduli, è un rating intuitivo e di semplice compilazione, che offre approfondimenti educativi e spunti di miglioramento. Stiamo sviluppando soluzioni per qualsiasi esigenza in ambito ESG: la nostra gamma parte dalla raccolta dati tramite self-assessment o visura di rischio, erogazione del rating, reportistica di miglioramento e rendicontazione non finanziaria.

Tra i prodotti avanzati troviamo soluzioni per monitorare migliaia di aziende o creare i audit personalizzati tramite il primo RaaS (Rating As A Service).

Q. Dal punto di vista dell’imprenditore fondatore di una startup/azienda perché dovrebbe preoccuparsi di valutare l’impatto della sua realtà?

A. Valutare il proprio impatto significa innanzitutto riconoscere l’importanza della sostenibilità per la propria azienda. Inoltre, ogni realtà imprenditoriale deve essere consapevole del proprio ruolo all’interno di un ecosistema più ampio, la cui salute dipende anche dalle azioni dell’impresa stessa.

Un’azione sostenibile non si limita ai confini dell’ambito in cui viene eseguita, ma genera effetti concatenati che influenzano diversi aspetti della sostenibilità. Un esempio è l’utilizzo di pratiche di coltivazione sostenibili, che è un mezzo per combattere il cambiamento climatico garantendo la capacità del suolo di assorbire carbonio.

Questo è il motivo per cui tutte le aziende dovrebbero essere interessate a valutare il proprio impatto: per misurare gli effetti delle proprie attività e, se necessario, per attuare cambiamenti che creino valore per la comunità in cui operano.

Q. Se ormai per le Corporate è un obbligo, perché è importante che ad oggi anche le Pmi aderiscano?

A. Raggiungere i target di sviluppo sostenibile dell’Europa 2030 richiede il coinvolgimento di stati, imprese e cittadini. Le piccole e medie imprese rappresentano il 99% del tessuto sociale economico europeo, quindi il loro ruolo nella transizione ecologica è fondamentale.

Le PMI rilasciano complessivamente ogni anno nell’atmosfera dei gas ad effetto serra equivalenti a circa 2.250 milioni di tonnellate di CO2. Andando oltre il tema della responsabilità collettiva, le PMI non devono rimanere escluse dal vantaggio competitivo legato alla sostenibilità. Infatti, i costi di acquisizione delle competenze o di supporto consulenziale in questo ambito possono essere significativi.

Al tempo stesso, la sostenibilità, e in particolare la sua valutazione tramite criteri ESG, assume un ruolo sempre maggiore nel garantire la competitività di un’azienda. In particolare, questi criteri vengono utilizzati in ambito finanziario e di supply chain: le performance di sostenibilità, monitorate tramite indicatori ESG, consentono alle aziende l’accesso al credito e alle catene di fornitura. Come punto di svolta in questa prospettiva, lo sviluppo della Tassonomia Europea sta rivoluzionando gli investimenti sostenibili e convoglierà capitali verso le imprese che possono dimostrare la riduzione dell’impatto ambientale.

Q. Quali sono i principali rischi che avete affrontato il durante percorso di nascita e lancio della vostra startup?

A. Ecomate è una startup ad altissimo contenuto tecnologico, quindi è caratterizzata da una forte complessità nella ricerca e sviluppo. Abbiamo sviluppato la prima piattaforma specifica per rating di sostenibilità. Questo ha richiesto un’interazione continua tra lo sviluppo software e le necessità della misurazione di performance non finanziarie richieste dagli esperti tecnico-scientifici.

In questo modo siamo riusciti a sviluppare una piattaforma flessibile per qualsiasi esigenza di Ecomate e dei nostri clienti. 

Un’altra challenge è stata posizionarsi nel contesto globale di misurazione e reporting della sostenibilità, che è frammentato e caratterizzato da moltissimi standard e certificazioni. Abbiamo deciso di sviluppare un sistema basato sugli obiettivi e linee guida contenuti nelle Strategie dell’Unione Europea per il 2030/2050 e nella Tassonomia Europea, e abbiamo creato un open standard per una valutazione della sostenibilità trasparente e neutrale. Infatti, gli esperti tecnico-scientifici esterni che aderiscono al comitato scientifico possono proporre il proprio contributo allo sviluppo delle logiche e dei contenuti dei rating.

Q. Quale è il valore aggiunto nell’utilizzare una piattaforma digitale rispetto ad un professionista interno o esterno all’azienda per questo tipo di valutazioni?

A. L’utilizzo di una piattaforma ha evidenti vantaggi in termini di tempi e costi. La piattaforma di Ecomate è stata studiata per essere estremamente user-friendly, e il rating per le PMI è arricchito da tantissimi contenuti educativi che supportano l’azienda sia nell’autovalutazione che nell’intraprendere delle azioni di miglioramento.

Inoltre, utilizzare una piattaforma consente all’azienda di avere l’ownership delle proprie performance di sostenibilità. Altri vantaggi evidenti sono nella facilità della raccolta dati e nella loro accessibilità, così come la comparazione dei propri risultati con benchmark e performance dei competitor o altre aziende del settore.

Ecomate, tuttavia, non si pone come un’alternativa alla consulenza da parte di un professionista, ma anzi può diventare uno strumento a disposizione del professionista per accompagnare l’azienda in un percorso di miglioramento.

Nell’era dell’Open Innovation proporsi e dare supporto a realtà che vogliono impegnarsi su questi temi è decisamente un segnale importante; tendenzialmente ci consideriamo bravi a fare del bene, ma siamo sicuramente più bravi se aiutiamo anche gli altri a fare del bene.

La strada è decisamente quella giusta, grazie Silvia per il tuo tempo dedicato!

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