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Cosa vuol dire essere digital innovator? La parola a Catobi

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Cosa vuol dire essere digital innovator nel 2021? Per scoprirlo abbiamo intervistato Catobi, una community coalescente.

Cosa vuol dire essere digital innovator nel 2021? Per scoprirlo abbiamo intervistato Catobi, una community coalescente che ambisce a connettere persone, idee e opinioni differenti in un unico hub digitale multidisciplinare.

Essere digital innovator cosa vuol dire? La visione di CatobiStrategy

[…] I Digital Innovators sono coloro che interpretano l’innovazione come un processo, perché è l’unica ricetta per creare nuove regole del gioco.

Q. Cosa vuol dire per Catobi essere un digital innovator nel 2021?

A. In Catobi essere un Digital Innovator significa prima di tutto riuscire a crescere e progredire attraverso la crescita e il progresso degli altri. Crediamo che si possano costruire gruppi di individui di grande talento che elevano le reciproche prestazioni grazie alla contaminazione e cerchiamo di promuovere questo mindset attraverso una cultura dell’abilitazione che consente all’individuo di mostrare i propri talenti in sincronia con il gruppo.

In secondo luogo, è un Digital Innovator chi smette di difendere il passato e inizia a costruire per il futuro, facendosi portavoce del messaggio che il digitale non è più da concepirsi (solo) come fulcro della trasformazione delle Operations, ma come parte integrante della Strategia, dell’Innovazione e della Digital Transformation in senso ampio. C’è un vero innovatore digitale dove alla cultura del controllo viene sostituito un programma in grado di creare fiducia attraverso il coinvolgimento; dove si coltiva il talento; dove la commistione tra obiettivi strategici e risultati di breve periodo genera metodologie innovative, nuove forme di lavoro e di collaborazione; dove l’operatività non è concepita come un freno al cambiamento e vengono sostenute le idee relative alle nuove forme del fare impresa.

Come terzo e ultimo punto, per noi i Digital Innovators sono coloro che interpretano l’innovazione come un processo, perché è l’unica ricetta per creare nuove regole del gioco. Per farlo, c’è bisogno di una mentalità innovativa disposta a smettere di utilizzare un approccio all’innovazione basato sulle idee per adottare un approccio basato sulle esigenze. E l’unica cosa che possiamo fare per favorirla è eliminare le congetture dalla nostra innovazione. Ma per farlo, dobbiamo essere disposti ad uccidere il nostro progetto. Chi ci riesce è, per noi, un digital innovator.

Q. Avete creato CatobiStrategy, una community coalescente che ambisce a connettere persone, idee e opinioni differenti in un unico hub digitale multidisciplinare. Ci raccontate com’è nata questa idea e cosa rappresenta per voi ad oggi CatobiStrategy?

A. Ci piace dire che siamo nati da un’idea semplice, la condivisione. Siamo convinti che la condivisione sia quell’intreccio di conoscenze e passioni che si sviluppa in un incredibile potenziale multidisciplinare. Un valore unico e difficilmente sostituibile.

Oggi le organizzazioni di tutto il mondo sono sedute su una miniera d’oro di talento non sfruttato, valore perso e idee sprecate, perché troppo spesso subentra la paura di tramandare o condividere Know-how e non si percepisce che condividere il proprio bagaglio di conoscenze può portare ad un valore più ampio in quanto contaminato da saperi multidisciplinari: una strada alternativa più ibrida e veloce.

Da qui, l’idea: umanizzare ciò che nasce umano e muore monetizzato.
E cosa è la cosa più facile da fare? Dare consigli agli altri.

Abbiamo iniziato facendo informazione orientata all’innovazione. E così, dopo meno di 1 anno, siamo cresciuti tanto, sia come team che come community. Ogni giorno condividiamo strategie, consigli e aneddoti delle nostre vite professionali. Ci piace considerarci un dopo lavoro che lascia spazio alle passioni.

Oggi connettiamo le persone con idee innovative alle metodologie e alla tecnologia in grado di trasformare quelle idee in realtà, cercando di colmare il gap che c’è tra la trasformazione digitale intesa come mero fulcro delle operations e l’innovazione digitale che attraverso le persone, influisce e affluisce nei processi. Siamo un Hub di professionisti che che ha adottato un processo di lavoro e un processo decisionale orizzontale, una vera e propria Holacracy , che viene trainata da una economia circolare interna.

Ci piace definirci come un luogo dove la condivisione è il core, dove la propensione al rischio è la task e dove sperimentare è il workflow.

Dalla community è nata anche Catobi come Startup innovativa, riconosciuta tale in quanto abbiamo creato un nuovo processo di Governance, inedito nel panorama giuslavorativo italiano e messo a cantiere un prodotto orientato all’IoB, disruptive nel contesto odierno.

Q. Cosa vorreste dire a chi fa ancora dell’innovazione un processo lineare e secretato tra le mura dell’azienda?

A. Che mai come oggi c’è il bisogno e c’è l’urgenza di innovare. E non è facile, ma se c’è una strada da seguire è proprio quella del fare le cose difficili. Ma fare le cose difficili, significa avere paura di sbagliare.
Abbiamo paura di perdere il rispetto dei nostri coetanei, una promozione o persino il nostro lavoro. Abbiamo paura dell’ignoto, di cosa succede dopo.

Ma non dobbiamo stare fermi, bisogna vivere l’inerzia. Alla fine “Il coraggio è definito come agire nonostante la paura.”

E quando decidiamo di uccidere il nostro progetto o la nostra azienda, abbiamo bisogno di molto coraggio. In Catobi cerchiamo di abbattere le nostre paura per settare un nuovo standard di rischio aziendale e queste sono alcune “regole” che riassumono questa cultura e che spero possano risultare utili come stimolo per chi ci legge:

  • Prova sempre qualcosa di nuovo, anche se non sai se ne sarai in grado.
  • Metti in dubbio qualsiasi ipotesi, poni riflessioni continue.
  • Condividi il tuo lavoro prima che sia finito: la perfezione è noiosa.
  • Difendi la tua opinione, anche se sei 5 Vs 1.
  • Uccidi il tuo stesso progetto, invitando altri a farlo.

Q. Che consiglio dareste alle organizzazioni che vogliono fare della trasformazione digitale un vantaggio competitivo? 

A. La semplice creazione di prodotti e servizi migliori per i clienti non è più sufficiente: L’R&D deve cercare di costruire ecosistemi per i prodotti e considerare modelli di business alternativi. 

Solo definendo una cultura dell’innovazione all’interno delle nostre organizzazioni, possiamo sperare di migliorarle. Ed è solo attraverso il coinvolgimento dell’intero team che le nostre aziende saranno in grado di raggiungere la migliore versione della propria strategia e fare della propria trasformazione digitale un vantaggio competitivo.

Secondo noi, tra gli unici veri 4 vantaggi competitivi di oggi, in pole position c’è proprio la Cultura, seguita da Innovazione, Customer Affinity e Analisi Predittiva.

Cosa vuol dire essere digital innovator? La parola a Catobi

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