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Pandemia e modernizzazione, la rotta per il futuro riparte da qui

Spremute Digitali Pubblicato: 4 Agosto 2021

Pandemia modernizzazione

Era la fine di gennaio 2020 quando il mondo ha iniziato a conoscere il Covid-19. Anche se il “problema” era localizzato solo in Cina, molti hanno iniziato a pensare subito al peggio e, col senno di poi, forse non hanno sbagliato del tutto.

Poi c’è stata la diffusione globale e tutti erano preparati a uno stop di due, massimo quattro settimane. Chiaramente non è stato così e le fabbriche, hanno dovuto ripensare completamente la propria produzione, visto anche l’esaurimento delle varie scorte accumulate nel tempo.

Ovviamente in ogni fabbrica nessuno produce miliardi di prodotti al giorno. C’è una linea di produzione specifica e molte scorte da utilizzare gradualmente per non restare senza materiali da vendere. Con l’arrivo della pandemia, in molti hanno bloccato la produzione e dato fondo a queste scorte; trovandosi di colpo senza più nulla da vendere e con la produzione ferma a tempo indeterminato.

Nessuno era pronto a uno stop di mesi (e poi anni) per questo c’è stato bisogno di riprogettare i ritmi e i modi produttivi di tutte le fabbriche del mondo.

Alcuni sono, ovviamente, tornati a lavoro. Altri sono stati catapultati nello Smart Working. Altri ancora hanno riconvertito le fabbriche digitalizzando e automatizzando i flussi di lavoro; tutto questo per non rallentare ancora di più la produzione già fortemente in crisi causa lockdown.

Pandemia e modernizzazione, cosa abbiamo imparato in questi mesi?

Passare al virtuale durante la pandemia ha mostrato a tutti che la stessa qualità del lavoro potrebbe essere ottenuta tramite una videoconferenza. Ovviamente utilizzando gli strumenti adatti che permettono di risparmiare tempo e denaro evitando di inviare le persone in giro per il mondo.

Poi c’è stato tutto il discorso dell’organizzazione del lavoro e della gestione documentale; tutti problemi che, più o meno, sono stati risolti in tempi brevi. C’è stato bisogno di coraggio e di un grande spirito di adattamento, ma alla fine abbiamo avuto la meglio. Alla fine abbiamo capito che pandemia e modernizzazione vanno a braccetto.

Nessuno avrebbe potuto essere preparato a tutti ciò che è successo in questi quasi due anni. Eppure alla fine persone e attività produttive sono riuscire a riorganizzare i  propri processi produttivi e, tutto sommato, ad imparare anche qualcosa di utile per il futuro.

Il discorso è proprio questo: il futuro. tutto ciò che è stato messo in atto in questi mesi continuerà a influenzare e migliorare i flussi di lavoro anche quando la vita tornerà alla “normalità”.

Forse la lezione più grande è stata che l’agilità e la flessibilità sono i tratti distintivi di un team resiliente. Instillare questi valori all’interno della cultura di un’azienda garantisce che, indipendentemente da ciò che il mondo ci riserva, saremo pronti a superarlo.

E nel futuro tutti dovranno fare tesoro di questi mesi di pandemia perché, nonostante tutto, da questi è ripartita la corsa verso il futuro; stiamo parlando di uno slancio epocale che difficilmente si arresterà a beneficio delle vecchie dinamiche produttive che ormai stanno strette a tutti.