Daily Orange Squeeze

Daily Orange Squeeze Episodio 35 – La questione dei rifiuti elettronici

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di Spremute Digitali

Su oltre 300 mila tonnellate sono solamente il 43% dei RAEE complessivi vengono smaltite in maniera corretta mentre il 57% segue ancora un percorso “alternativo” che include il trasporto all’estero o la permanenza in discarica.

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Ciao e bentornato su Spremute Digitali!

Anche oggi parleremo come Spremute Digitali Oscure, della questione dei rifiuti elettronici.

Nelle puntate precedenti abbiamo parlato di obsolescenza e dei numeri delle economie di consumo, oggi per contro parleremo dei numeri del riciclo.

Possiamo dire che garantire nuova vita ai RAEE e ai loro componenti dovrebbe essere una delle sfide più importanti per il futuro, soprattutto in vista di una ripartenza postpandemia. Perché questo? Perché è sia economicamente rilevante, ma anche un imperativo per la sostenibilità e deve essere prioritario se si vuole dare forza al drive dell’economia sostenibile.

Secondo alcuni studi di settore sembra che dal trattamento di 1 tonnellata di schede elettroniche, quelle presenti in tutti i dispositivi come pc, tablet, e smartphone, si recuperano circa: 129 kg di rame, 45 kg di stagno, 14 kg di piombo, 0,35 kg di argento e 0,24 kg d’oro per un valore complessivo di circa 10 mila euro.

Una cifra decisamente importante che potrebbe essere utilizzata per innescare un processo economico più che positivo legato interamente al riciclo di questa tipologia di rifiuti.

Se pensiamo che nel 2019 i nostri RAEE sono stati 343 mila tonnellate, la reale portata di questo sistema è immensa.

Ma queste oltre 300 mila tonnellate sono solamente il 43% dei RAEE complessivi che vengono smaltite in maniera corretta mentre il 57% segue ancora un percorso “alternativo” che include il trasporto all’estero o la permanenza in discarica.

Possibile che pur conoscendo il vero valore ricavabile da un corretto processo di smaltimento ancora si debbano seguire percorsi non convenzionali che, ovviamente, non generano alcun introito?

Con queste cifre sott’occhio diventa evidente la necessità di investire in un sistema dei rifiuti elettronici più sostenibile e virtuoso, soprattutto per generare profitto nel mentre si salvaguarda il pianeta. Del resto abbiamo visto come anche altri colossi si stiano attivando in termini di Green deal, e ogni paese può fare la sua parte non lasciando soltanto alle imprese e alle autorità centralizzate le responsabilità di una economia più attenta all’ambiente, ma che anzi permetta di prendere le redini e guidare la svolta per il bene di tutti.

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