Daily Orange Squeeze

Daily Orange Squeeze Episodio 34 – Enrico Mattei

di Spremute Digitali

Quello che ci rimane, oltre ad essere un modello rivoluzionario in campo economico, è un lascito totalmente diverso, è vero che fornì davvero autonomia energetica all’Italia, fino alla sua morte (perché poi in azienda pensarono di ritornare ai contratti per il greggio). Ma una eredità culturale per la sostenibilità e l’ambiente, che anche se solo recentemente si è ridestata, ha ripreso la via lasciata dal suo fondatore.

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Ciao e bentornato su Spremute Digitali.

Oggi voglio ricordarvi di una persona e della sua perforante certezza, sto parlando di Enrico Mattei, AHAH procederò a ridere, hai capito? Ha fondato l’Eni e ha una certezza perforante. Ridi degli scavi nei paesi in via di sviluppo.

Tornando a noi: la storia che vuole essere raccontata, al netto di una ricostruzione storica sintetica e a tratti laconica, ha come protagonista un giovane nato ad Acqualagna, e voi direte, dove sta? E io dirò provincia di Urbino, ma solo perché me lo hanno confessato fuggevolmente dalla regia. Dicevamo, come nella migliore tradizione dei romanzi di formazione intraprende un lungo viaggio fino a diventare il presidente dell’Ente Nazionale Idrocarburi. Va che storia. 

Quello che Mattei fece, fu mettere in mani sicure, pubbliche e italiane una fonte di energia a basso costo e senza la giurisdizione angloamericana, e al contempo fornì una infrastruttura in grado di rendere l’Italia un paese moderno e industrializzato.

Nel processo di sviluppo dell’Eni, infatti, Mattei impiegò ingenti risorse non solo nella ricerca chimica, ma soprattutto nella produzione metalmeccanica e nella costituzione di una fitta rete di gasdotti, distributori, autostrade.

Il vero punto di svolta però arriva quando la società inizia a tessere relazioni con i paesi in via di sviluppo per la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti petroliferi, in cambio di progetti di implementazione in loco di oleodotti e raffinerie.

Una tipologia di accordo economico che ad oggi porta il nome di Formula Mattei, e che consiste in una spartizione del profitto al 75% al paese produttore piuttosto che il 50% come pretendevano le Sette Sorelle della produzione petrolifera mondiale.

Dopo aver messo in discussione il loro Oligopolio, nel 1962, in circostanze totalmente misteriose, Enrico morì in un curioso incidente aereo, va che strane le coincidenze della vita.

Quello che ci rimane, oltre ad essere un modello rivoluzionario in campo economico, è un lascito totalmente diverso, è vero che fornì davvero autonomia energetica all’Italia, fino alla sua morte (perché poi in azienda pensarono di ritornare ai contratti per il greggio). Ma una eredità culturale per la sostenibilità e l’ambiente, che anche se solo recentemente si è ridestata, ha ripreso la via lasciata dal suo fondatore.

Se ti va di saperne di più fai un salto sull’articolo che gli ho dedicato che racconta molto più dettagliatamente di Eni Joule.
Ti piacerebbe che altre aziende facessero altrettanto per l’economia green?

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