Future Trends & Tech

Boston Dynamic, i nuovi robot Atlas alle prese col parkour

Spremute Digitali Pubblicato: 19 Agosto 2021

Robot Atlas

Boston Dynamics ha pubblicato un video che mostra i suoi robot Atlas che completano un complesso percorso a ostacoli.

Il programma di robotica dell’azienda è una piattaforma progettata per eseguire ricerca e sviluppo su sistemi sensoriali e di percezione.

L’ultimo esperimento consiste in un ambiente sandbox, dove due robot Atlas cercano di effettuare il parkouring attraverso vari ostacoli.

L’esperimento prevedeva che uno dei due robot corresse su una serie di pannelli di compensato inclinati, saltasse un ampio spazio e corresse su e giù per una rampa di scale. Il secondo robot, nel frattempo, è stato programmato per saltare su una trave di equilibrio e seguire gli stessi passaggi del primo robot, ma al contrario. Entrambi hanno quindi dovuto terminare la routine eseguendo salti mortali sincronizzati.

L’esercizio realizzato è molto coreografico, ma ciò che lo rende diverso da tutte le precedenti iterazioni è che i robot dovevano adattare i comportamenti nel loro repertorio in base a ciò che vedevano.

Robot Atlas, nuovi esperimenti di mobilità

Le mosse di Atlas sono praticamente guidate dalla percezione. E, ovviamente, devono adattarsi rapidamente a ciò che vedono.

In precedenza, i robot Atlas erano essenzialmente ciechi durante le dimostrazioni e potevano avere successo solo quando attraversavano ostacoli in ambienti statici.

I due robot, invece, hanno completato l’esercizio adattandosi a ciò che era sul loro percorso; dimostrando che se necessario possono eseguire anche i movimenti più complessi. Certamente, ci sono ancora molti margini di miglioramento, ma gli scienziati si stanno avvicinando a una mobilità senza precedenti.

Nonostante qualche intoppo e qualche caduta, il robot Atlas ha portato a compimento con successo tutto il percorso pensato dagli scienziati; adesso non resta che affinare sempre di più questi test e, magari, tra qualche tempo commercializzare robot molto più agili e dai movimenti più naturali.

Magari è davvero la volta buona che questi androidi arrivino realmente alle prossime Olimpiadi.