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Digital detox: disintossicarsi dalla tecnologia e riappropriarsi della realtà

Spremute Digitali Pubblicato: 5 Maggio 2021

fare digital detox

Passiamo sempre più tempo attaccati a un telefono o ai nostri dispositivi elettronici. Che sia per lavoro o per divertimento negli ultimi anni il tempo che le persone passano davanti a uno schermo è aumentato a dismisura fino a diventare un serio problema sia per la nostra salute psico-fisica, sia con le relazioni con il prossimo. Ed è diventato talmente importante che, addirittura, è stato coniato il termine “digital detox” che si riferisce al tempo che decidiamo VOLONTARIAMENTE di passare lontani dai nostri dispositivi elettronici e, fondamentalmente, disconnessi.

L’obiettivo di questa disintossicazione non è quello di fare chissà quale prova di forza o cercare di andare contro corrente; il digital detox nasce per avere un rapporto più sano con la tecnologia e riappropriarsi di quegli “spazi disconnessi” in momenti ben precisi della nostra vita.

Il rapporto con i nostri dispositivi elettronici, essenzialmente, nasce da alcune cattive abitudini. Secondo uno studio di settore, in media, le persone controllano lo schermo del proprio smartphone circa 2600 volte, fino ad arrivare a 5400 volte per i casi di maggiore dipendenza.

Entro i primi cinque minuti dal risveglio abbiamo già controllato almeno una volta il telefono in cerca di messaggi, e-mail, notizie e via dicendo. Un giovane su due, nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni si alza di notte per controllare il cellulare, mentre nella fascia d’età più giovane, dai 12 anni fino ai 17, la statistica è ancora più alta.

Tutti questi comportamenti sono il chiaro e inequivocabile segno che abbiamo una dipendenza da internet e dalla tecnologia.

Forse, però, parlare di dipendenza può essere non del tutto corretto. In questi casi dovremmo più parlare della “paura di perdere qualcosa” che viene chiamata anche Nomofobia e ci fa percepire il nostro dispositivo elettronico con un qualcosa che fa ormai parte del nostro modo di percepire il mondo. Quindi accade che, così come quando perdiamo una frase o un’immagine nella vita reale, perdere qualche news dalla rete ci lascia una sorta di insoddisfazione e di morbosa curiosità al punto da proiettare tutto noi stessi nel tentativo di recuperare quella foto, quella storia o quel meme che ci è sfuggito, in quel preciso istante.

Potenzialmente è come se vita digitale e vita reale si siano intrecciate in maniera irreversibile facendoci perdere il confine netto tra l’uno e l’altro.

Il crescente bisogno di disconnessione: tutta colpa dei social network?

Senza girarci troppo attorno, la causa scatenante di questa assuefazione dalla tecnologia è dovuta in buona parte ai social media. Una notifica, un commento, un like, un messaggio sono tutti impulsi che possono distrarci e far fermare qualsiasi altra attività in cui siamo impegnati. Questo perché il cervello reagisce più in fretta alle cose che cambiano rapidamente, come se il suo funzionamento fosse legato alla sua capacità di trovare una risposta immediata a qualsiasi cambiamento repentino a cui si trova di fronte.

Per questo non possiamo che passare le nostre giornate scrollando le bacheche, guardando stories altrui e leggendo commenti a destra e a sinistra, proprio per avere il modo di “farci trovare pronti” a questi cambiamenti a quella che è diventata la nostra quotidianità.

Comunque la nomofobia può portare a diversi disturbi fisici che sono ovviamente legati a tutto il tempo che passiamo davanti a uno schermo. Ovviamente affaticamento della vista, emicrania, cicli di sonno-veglia sfasati, fatica ad addormentarsi e tutta una serie di conseguenze dovute al rilascio di dopamina.

La dopamina ha molte funzioni e influenza il comportamento, la cognizione, la motivazione, il sonno, l’umore l’attenzione, e via dicendo. Agisce anche sull’organismo alzando la pressione sanguigna e accelerando il battito cardiaco.

Le notifiche sui social come likes, commenti… creano un senso di appagamento e di soddisfazione mentre, al contrario, la lontananza da queste dinamiche provoca ansia, stress e nervosismo; come se stando lontani dallo schermo potessimo perdere una parte importante della vita (degli altri) che va avanti senza di noi.

Poi chiaramente c’è tutta una serie di studi che confermano che più tempo passiamo sui social e più siamo infelici. Questo avviene perché controllare compulsivamente lo schermo tende a farci isolare, generando ansia e facendoci perdere la cognizione della vita e delle persone reali. Nei casi più gravi si può arrivare addirittura al burnout e ai problemi psico-fisici anche molto gravi.

Perché fare digital detox è importante?

Fare digital detox è importante perché porta le persone a migliorare il proprio rapporto con la tecnologia. Ovviamente la cosa porta anche a un benessere psico-fisico portandoci a vivere la vita in maniera meno frenetica e meno stressante.

Chiaramente per chi utilizza questi strumenti digitali per lavoro non sempre è possibile auto-imporsi un limite e decidere di “chiudere tutto” a beneficio della vita reale.

Parliamo anche di una cosa decisamente complicata perché, come abbiamo già detto, siamo sempre più connessi e sempre più legati al mondo digital da non riuscire più quasi ad avere la percezione di cosa è reale e cosa è digitale, proprio perché queste due prospettive tendono sempre più ad unificarsi .

Fare digital detox è importante e con un po’ di buona volontà tutti possono riuscire a staccare la spina dai propri dispositivi elettronici.

Andiamo intanto a vedere qualche utile consiglio per staccare la spina:

Ovviamente non si vuole riportare le persone alla preistoria distruggendo ogni schermo elettronico presente in casa. Questi vogliono essere solo dei suggerimenti per staccare la spina e riappropriarci gradualmente dei nostri spazi disconnessi godendo di tutte quelle attività che non ci tengono con la testa bassa su una tastiera.

Così facendo si ripenserà anche il proprio rapporto con la tecnologia che diventerà non più morboso e stressante, ma semplicemente un passatempo per ingannare le attese o scambiare due chiacchiere digitali con qualche persona lontana.

Certo è un processo che richiede tempo e costanza, ma alla fine a trarne beneficio sarà la nostra vita non lavorativa, i rapporti umani e la nostra produttività non più intaccata da continue distrazioni.

Benefici immediati del fare digital detox

Come appena detto disintossicarsi dal digitale porterà a tanti benefici a voi e alle persone che avete intorno e non solo a livello psicologico, ma gradualmente sarà possibile notare tutta una serie di segni del vostro ritrovato benessere.

Come avete potuto capire disintossicarsi dalla tecnologia vi porterà moltissimi benefici a breve e lungo termine che vi consentiranno di vivere una vita più sana. Riappropriarsi dei propri spazi e delle proprie abitudini, coltivare i rapporti reali con le persone che abbiamo vicino, riscoprire le proprie passioni e fare pace con la propria vita offline, non saranno che punti a favore del vostro equilibrio psicofisico segno di un rinnovato bilanciamento con se stessi.

Ricordiamo che qui non si vuole imporre alle persone di vivere completamente disconnessi dal mondo come dei moderni eremiti. L’unico intento è quello di allontanarci da abitudini malsane che non fanno che incrinare la vita delle persone facendo perdere loro il gusto per le piccole cose per colpa del compulsivo scorrere col dito su uno schermo, senza più accorgersi ciò che le circonda.