Corporate Innovation

Risorse umane e sfida generazionale

Spremute Digitali Pubblicato: 31 Marzo 2021

Quattro cluster e un gruppo di età marginali, l’inclusione e la gestione delle nuove e vecchie generazioni è la nuova importante sfida delle risorse umane.

L’insieme di Stakeholders nel processo produttivo viene impattato violentemente dalle politiche e le strategie con cui l’azienda si muove internamente ed esternamente. Determinate scelte possono beneficiare o ledere determinate categorie all’interno del proprio gruppo di lavoro.

Nel periodo corrente è sempre più vicina l’idea di un futuro in cui le imprese dovranno mettere le persone al centro dei sistemi di produzione, e le aziende dovranno essere esempi di mediazione tra società civile e mondo istituzionale.

Se si vuole una crescita sociale oltre che economica le aziende devono farsi anche carico degli interessi e delle necessità delle persone che lavorano o fruiscono della produzione.

Il cambiamento tra lotta e inclusione generazionale

Il progresso tecnologico ha reso palese negli ultimi decenni quanto il personale abbia sempre più difficoltà ad adattarsi, e che l’efficacia sulla produttività risiede nel benessere psicofisico e nell’attitudine nei confronti delle nuove richieste da parte del mondo del lavoro.

La problematica è quella di dover re-immaginare il futuro del lavoro agli occhi degli impiegati, tenendo presente sia la complessità della trasformazione, sia quante persone dovranno ampliare il panorama delle loro skills al netto di una esperienza lavorativa non soltanto-recente ma quindici-decennale.

A venire fuori in maniera evidente è la necessità di un approccio che comprenda e favorisca l’impostazione culturale della persona a livello generazionale, in modo tale che possa massimizzare la sua produttività.

Risulta necessario per le risorse umane, inquadrare e diversificare i task da assegnare ai suoi lavoratori di diversa età e generazione, per non generare rapporti conflittuali ma includere tutti in un processo più dinamico.

Se l’antropologa Margaret Mead, nel suo “Generazioni in conflitto” del 1972, spiegava che “Fino a poco tempo fa gli anziani potevano dire: vedi, io sono stato giovane, ma tu non sei mai stato vecchio”. Oggi però i giovani possono rispondere: “tu non sei mai stato giovane nel mondo in cui io sono giovane e non lo sarai mai”. E questo racchiude perfettamente l’accelerazione assurdamente alta fornita all’impulso alla trasformazione della quarta rivoluzione industriale e della sua ombra sulla mia generazione.

Sarà possibile superare la radicalizzazione culturale della lotta generazionale in un processo che beneficia e fa convivere meglio tutti?