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Legislatori UK – Regolamentazione tecnologica e Biden

Spremute Digitali Pubblicato: 13 Aprile 2021

La legislatura britannica negli ultimi giorni sta cercando una dimensione che non interferisca, attraverso la sua regolamentazione delle aziende di Big-Tech, con gli accordi transatlantici post-brexit.

La nuova legge contro i danni delle piattaforme online, infatti, rischia di entrare in conflitto con la legge 230 del Communication Decency act del 1996 americano.

Partendo da quest’estate infatti, il parlamento britannico si aspetta di esaminare delle nuove regole che imporrebbero un obbligo di responsabilità verso i propri utenti a piattaforme come Google e Facebook con enormi multe in caso di fallimento. Il garante americano però genera diversi attriti rispetto a questa nuova politica di controllo.

Si accendono le tensioni

Washington ha precedentemente imposto di rispettare la sezione 230 in altri trattati di scambio, tra i quali quelli col Canada, Messico e Giappone durante l’amministrazione Trump.

Biden non ha ancora fatto sapere se continuerà ad imporre certe condizioni nei futuri patti, ma sforzi simili hanno ricevuto supporto bipartisan al congresso. Nello sforzo di andare oltre ulteriori problemi però, stanno cercando metodi di salvaguardia giuridica per evitare che il 230 rischi di inficiare potenziali accordi US-UK.

Emily Thornberry, Segretaria allo” Shadow International Trade” si è espressa in merito: “Dobbiamo essere chiari con qualunque potenziale partner commerciale che se le loro compagnie internet vogliono fornire servizi nella nostra nazione, dovranno farlo sotto le nostre regole, punto”. (Per questo il Decency act non deve avere voce sugli accordi commerciali).

Del resto, il governo inglese e americano si incontreranno in Cornovaglia per poter parlare dei futuri obiettivi e della possibilità di limitare i problemi che sono associati alle industrie tecnologiche, che stanno diventando sempre più prominenti. E presto si scoprirà se sia interesse di Biden continuare sulla linea del suo predecessore.