Corporate Innovation, Personal Empowerment

Come iniziare una carriera nel mondo dell’innovazione: l’esperienza di Diana, partecipante della 1° Innovators Factory di Seedble

Roberta Cammarota Pubblicato: 5 Ottobre 2021

carriera nel mondo dell'innovazione

Anno dopo anno approcciarsi al mondo del lavoro diventa più difficile. Da studente, mentre sei all’Università ti impegni al massimo per rimanere nei tempi mantenendo la media, per fare esperienze extracurriculari che daranno distintività al tuo CV; per imparare almeno due lingue (l’inglese, ormai, è solo la base), per guadagnarti la stima di quel professore che può indirizzarti all’azienda di sua conoscenza che sta cercando giovani neolaureati. Ma allora perché non riesci a trovare il lavoro dei tuoi sogni?

Se hai incasellato a dovere tutte le tessere del tuo CV e della tua preparazione accademica, la verità è che la gran parte delle volte la risposta a questa domanda è: non è colpa tua

Oggi mondo del lavoro e Università viaggiano su binari paralleli che hanno sempre meno occasioni per incrociarsi (per capire come il tema innovazione viene affrontato dalle Università italiane leggi questa intervista). Specialmente a seguito della pandemia – e dei grossi cambiamenti che ha portato con sé – le aziende sono sempre più alla ricerca di chi possa guidarle in percorsi di innovazione a tutto tondo, ergendosi a faro che indica la via in un mare in tempesta di opportunità e nuovi trend.

C’è sempre più bisogno di innovatrici e innovatori, persone curiose, aperte alle novità, naturali problem solver e appassionate di nuove tecnologie. E se le Università forniscono una base di conoscenze e di competenze a chi si approccia a una carriera nel mondo dell’innovazione, percorsi di formazione verticali su questi temi sono indispensabili per fare la differenza sul mercato del lavoro e in azienda.

Ne parliamo con Diana Marie De Jesus, partecipante alla prima edizione della Innovators Factory, la masterclass di Seedble che forma i giovani talenti nel campo Digital & Innovation e li proietta nel mondo del lavoro.

Iniziare una carriera nel mondo dell’innovazione: l’esperienza di Diana

Q. Ciao Diana, grazie di essere qui con noi a Spremute Digitali. Raccontaci un po’ di te: cosa ti ha portato ad unirti alla Innovators Factory di Seedble e come mai hai deciso di intraprendere una carriera nel mondo dell’innovazione? 

A. Ciao a tutti, vi ringrazio ancora per l’opportunità di essere qui con voi a Spremute Digitali! Sono incappata in un post dedicato alla masterclass su Instagram e, incuriosita, ho deciso di informarmi meglio visitando il sito. Sono rimasta piacevolmente colpita della professionalità e della volontà di Seedble di concedere un’opportunità a chiunque volesse mettersi in gioco, dimostrando di essere una persona intraprendente, curiosa ed entusiasta nell’ambito dell’innovazione.

Ho intravisto la potenzialità del corso e ho deciso di candidarmi perché mi ritengo una persona con una costante volontà di imparare e di trovare soluzioni ai problemi. Ho iniziato questo percorso perché voglio lavorare per fare una differenza, per quanto piccola, al fine di generare un cambiamento positivo verso i sistemi tradizionali tale da renderli più efficienti e funzionali a tutte le persone. 

Q. Cosa ti sei portata a casa da questa esperienza? Raccontacelo in 3 parole chiave! 

  1. Creatività: ho compreso quanto è importante per un Innovation Specialist essere creativo per rendere efficiente e funzionale una situazione e per trovare metodi sempre nuovi e innovativi per risolvere una problematica;
  2. Adattabilità: ho scoperto che solo chi è in grado di adattarsi al cambiamento ha la possibilità di crescere e di andare avanti lungo il percorso dell’innovazione;
  3. Proattività: soprattutto attraverso il project work, ho capito quanto è importante riuscire a prevedere un potenziale problema e riuscire a darvi risposta prima ancora che accada.

Q. Sappiamo che la masterclass ti ha aiutata a trovare lavoro (complimenti!). In che modo credi ti abbia valorizzato agli occhi dei recruiter che ti hanno selezionata? 

A. Avendo inserito la mia esperienza della Factory in maniera strategica nel curriculum, ho potuto far valorizzare agli occhi dei recruiter tale esperienza dimostrando l’importanza e l’utilità delle metodologie applicate e dei tool acquisiti durante la fase del corso nel mio attuale ambiente di lavoro.

Nel mio caso particolare, sono emersi, ad esempio, alcuni problemi di organizzazione interna, i quali richiedono l’ausilio di elementi innovativi. Ciò mi ha consentito di valorizzare le mie competenze, permettendomi successivamente di essere selezionata.

Q. Quali sono i tuoi obiettivi professionali per il futuro? 

A. Successivamente a questa esperienza di stage mi piacerebbe crescere in un’azienda di settore che unisce elementi di tecnologia, innovazione e sostenibilità, preferibilmente in un ruolo che mi permetta di poter esprimere al meglio me stessa, di mettere in pratica ogni elemento appreso durante la Factory e di generare un impatto positivo contribuendo al meglio alle esigenze dell’azienda stessa. 

Q. Prima di lasciarci: a chi consiglieresti di lanciarsi in questa avventura della Factory? 

A. Consiglierei di partecipare a tutte le persone che si ritengono entusiaste e curiose, che abbiano voglia di innovare e facilitare la trasformazione digitale, che siano fortemente interessate e determinate a fare una differenza nelle organizzazioni e, sopratutto, disposte a recepire stimoli sempre nuovi per poter affrontare progetti sfidanti per il futuro.

Grazie, Diana.

Per chi volesse seguire l’esempio di Diana e lanciare la propria carriera nel mondo dell’innovazione, segnaliamo che sino al 31 Ottobre è possibile candidarsi alla seconda edizione della Innovators Factory per ambire a diventare un Innovation Specialist pronto a guidare le aziende verso il cambiamento.

Non ci resta che dire: buona fortuna!