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Cloud computing, un settore in crescita che cambia le regole del gioco

Spremute Digitali Pubblicato: 26 Ottobre 2021

Cloud

Durante il 2020 e il 2021, il cloud computing è cresciuto a dismisura, soprattutto quando il lavoro è diventato “virtuale” a fronte di una pandemia globale.

I servizi sono diventati sempre più digitali e anche nel 2022 assisteremo senza dubbio a una crescita rapida e capillare.

È probabile che l’attenzione si sposterà dall’implementazione di nuovi strumenti e piattaforme cloud, per garantire strumenti di lavoro sempre più efficienti.

L’aumento delle capacità della forza lavoro remota e ibrida rimarrà una tendenza chiave, ma assisteremo a continue innovazioni anche nell’infrastruttura cloud e dei data center. 

Secondo le previsioni di Gartner, la spesa globale per i servizi cloud raggiungerà oltre 482 miliardi  di dollari il prossimo anno. Una crescita imponente rispetto ai $ 313 miliardi nel 2020. 

L’infrastruttura di cloud computing è già la spina dorsale della pipeline di consegna di quasi tutti i servizi digitali, dai social media allo streaming intrattenimento per le auto connesse e l’infrastruttura autonoma dell’Internet delle cose (IoT). 

Col progredire di queste infrastrutture e con dati da trasmettere sempre più grandi è chiaro che ci sarà bisogno di soluzioni più performanti e sempre più efficaci.

Allo stesso modo, però, ci saranno anche ripercussioni che riguarderanno i settori più disparati.

La sostenibilità e l’innovazione cloud

Ogni azienda responsabile sa di avere un ruolo chiave nell’affrontare le sfide del cambiamento climatico. A livello tecnologico, questo si concentra spesso sulla riduzione del consumo energetico, anche a fronte di dati e servizi attivi h24.

 La maggior parte dei giganti della tecnologia spenderà il 2022 per implementare misure e innovazioni volte ad aiutarli a raggiungere le loro aspirazioni a zero emissioni di carbonio. Non sarà un percorso facile, soprattutto per via di un utilizzo continuo di dati e servizi da parte dei clienti, ma è uno sforzo che deve essere fatto per il bene di tutti.

Il cloud ibrido 

Da quando le aziende hanno iniziato a migrare al cloud, hanno avuto due opzioni. Possono utilizzare soluzioni cloud pubbliche con pagamento in base al consumo. Oppure soluzioni cloud private più personalizzate e flessibili. 

Però, aziende come Microsoft, Amazon e IBM stanno espandendo il lancio di modelli “ibridi” che adottano un approccio al meglio dei due mondi. I dati a cui è necessario accedere rapidamente e frequentemente possono essere conservati su server AWS o Azure pubblici. 

I dati più sensibili possono essere conservati su server privati ​​dove è possibile monitorare l’accesso in qualsiasi momento. 

Stiamo parlando di una soluzione pensata sia per i clienti che per le aziende, che semplifica non poco la fruizione dei dati e, allo stesso tempo, garantisce sicurezza e privacy.

AI nel cloud computing

Il cloud computing svolge un ruolo chiave nella fornitura di servizi di intelligenza artificiale. Le piattaforme di apprendimento automatico, infatti, richiedono un’enorme potenza di elaborazione e larghezza di banda dei dati che richiede necessariamente l’utilizzo di piattaforme del genere.

La maggior parte dell’intelligenza artificiale “quotidiana” che vediamo intorno a noi, dalla Ricerca Google ai filtri di Instagram, vive nel cloud; così come le tecnologie più avanzate per il monitoraggio del traffico, ad esempio, e via dicendo.

Lo sviluppo e l’evoluzione del cloud e dell’intelligenza artificiale sono inestricabilmente intrecciati e questo diventerà sempre più vero nei prossimi anni. 

 Cloud serverless

Il cloud serverless è un concetto abbastanza nuovo che sta guadagnando terreno sul mercato. A volte indicato come “funzioni come servizio”, significa che le organizzazioni non sono vincolate al noleggio di server o al pagamento di quantità fisse di spazio di archiviazione o larghezza di banda. Si parla di un vero servizio pay-as-you-go in cui l’infrastruttura si ridimensiona in modo invisibile quando un’applicazione lo richiede.

Ovviamente i server sono ancora lì,  ma si parla di un altro livello di astrazione tra l’utente e la piattaforma. Questo significa che l’utente non deve essere coinvolto con configurazioni e tecnicismi. Il serverless all’interno del cloud computing avrà il ruolo importante di creare nuove esperienze utente che rendano l’innovazione sempre più accessibile.