New Ways of Working
Avete presente la scena iniziale del cartone animato “La bella e la bestia“? La scena in cui Belle inizia la giornata, si veste con il suo abito da lavoro azzurro come il cielo terso, esce dalla piccola casetta di campagna dove abita con suo padre e di passo lesto si dirige verso il borgo.
Mentre il piccolo paesino francese si risveglia: “Bonjour!”, “Bonjour!”, “Bonjour Belle!”, “Bonjour!”, incontra il fornaio, il pescivendolo, il libraio, il barbiere, tutto il coro cittadino la osserva, e lei è assorta nei suoi pensieri ed assorbita dai suoi sogni più grandi, mentre si appresta a vivere un altro giorno di quotidiana routine, continuando a sognare.
Le fiabe più famose che tutti conosciamo simboleggiano speranze e sacrifici con cui possiamo facilmente entrare in relazione. Sono dei simboli che parlano al nostro subconscio e ci raccontano la vita vera, quella di tutti i giorni. Ci parlano di cosa ci motiva, cosa ci fa paura e cosa ci fa stare bene come esseri umani. [1]
Per vivere intenzionalmente una giornata qualunque, del quotidiano, mentre ci occupiamo però di coltivare il nostro benessere, la cosa importante a cui prestare attenzione è tenere in considerazione i nostri 6 bisogni emotivi fondamentali.
Non importa se siamo capaci di migliorare il nostro grado di produttività o se impariamo ad organizzare meglio l’agenda e a rispettare i tempi che ci siamo dati, se non diamo il giusto spazio ai bisogni emotivi di base della persona.
La vera chiave per il benessere è ricordarci che anche noi, come Belle, abbiamo bisogno di:
Secondo la teoria del più conosciuto e amato coach americano Tony Robbins, in quanto esseri umani abbiamo 6 bisogni fondamentali, che sono:
I bisogni di Tony Robbins
Nella prima parte dell’articolo abbiamo dato importanza ai primi due bisogni fondamentali dell’uomo per la giornata di benessere dello smart worker: il bisogno di certezza e allo stesso tempo di incertezza, di sentirsi al sicuro e allo stesso tempo rischiare un po’, proprio come ci fa immaginare Belle.
In quest’ultima parte poniamo invece l’accento sugli ultimi due bisogni emotivi sopra elencati, che meritano un’attenzione speciale quando si tratta di lavorare a distanza: il bisogno di contributo e il bisogno di amore/connessione.
Sia che tu sia un lavoratore dipendente che si è trovato da poco alle prese con una nuova modalità di lavoro in remoto, o che tu sia già un navigato smart worker o un freelance che fa della sua partita IVA motivo d’orgoglio, per ciascuno di noi è importante riflettere su quale sia il contributo che stiamo dando al mondo attraverso il nostro lavoro.
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Gli studi più recenti di neuroscienze dimostrano come il piacere sia un circolo continuo nel nostro cervello, che sottostà a meccaniche biologiche e ormonali (e quindi emozionali) ed è il motivatore naturale più forte – insieme alla paura.
Inconsciamente, ricerchiamo piacere tutto il giorno, tutte le nostre azioni sono finalizzate ad evitare una potenziale situazione di sofferenza / noia / dolore.
Spesse volte i piaceri sono legati ad appagamenti momentanei, come il cibo, la sigaretta, un giretto veloce sui social. Siamo abituati ad aspettare che il piacere arrivi da fuori e questi stimoli vanno continuamente rinnovati: per questo continuiamo a mangiare, non smettiamo di fumare e continuiamo a perdere tempo su Facebook o Instagram.
Quando invece capiamo che il piacere può derivare dal nostro contributo (è una cosa che si può imparare e ci sono percorsi di coaching in merito), e quindi comprendiamo che è un moto che va da dentro verso fuori – e non da fuori verso dentro – allora abbiamo insita in noi una riserva infinita di energia, motivazione e concentrazione per eseguire qualsiasi tipo di lavoro, indipendentemente dal luogo in cui ci troviamo.
Infine, qualsiasi smart worker in cerca di benessere a 360° non potrà dimenticarsi che in questo mondo digitale e sempre più digitalizzante dobbiamo volontariamente ritagliare del tempo prezioso per dedicarci alle relazioni vis-a-vis, soprattutto con amici, famiglia e parenti.
Come passare il prezioso tempo insieme? Gurdandosi negli occhi, toccandosi, divertendosi, muovendosi e ballando insieme. Il nostro corpo non è digitale e il diritto alla disconnessione è molto più che una semplice proposta di legge.
Il benessere dello smart worker è direttamente proporzionale alla qualità e profondità delle sue relazioni.
[1] Caroline Myss, Sacred Contracts, Bantam Books, 2001
Un articolo a cura di Sara Francesca Lisot.
Life coach specializzata in Smart Working e Work-Life Balance per privati e aziende. Il Life Coaching Funzionale è un metodo sperimentale per ridurre lo stress, superare i blocchi e migliorare organizzazione e prestazione. Propone percorsi individuali e workshop online e dal vivo. Di prossima pubblicazione il suo primo libro “Soddisfatta & Organizzata”.