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E se un’intelligenza artificiale avesse la voce di Albert Einstein?

Spremute Digitali Pubblicato: 21 Aprile 2021

La voce di Albert Einstein è stata sintetizzata per essere “prestata” a una intelligenza artificiale.

Il celebre scienziato è diventato suo malgrado parte di un esperimento di due aziende che stanno cercando di gettare le basi per l’interazione tra esseri umani e macchine. E quale voce migliore se non quella del padre della Teoria della Relatività?

Le compagnie di cui sopra sono: Aflorithmic che si occupa di contenuti audio, e UneeQ, che lavora nel settore riguardante la realizzazione di piattaforme digitali. Le due società hanno messo insieme le forze per dare vita a questo primo prototipo di intelligenza artificiale. Lo scopo, dicono, è quello di dare agli utenti la possibilità di fare domande pratiche a questo super-computer e ricevere risposte accurate che, in questo caso, avranno la voce di Albert Einstein, che sicuramente avrebbe apprezzato il pensiero.

L’idea è nata dal fatto che, oltre a una voce gentile e riflessiva, lo scienziato tedesco abbia rappresentato per molti un punto di riferimento e una personalità a cui rivolgere moltissime domande. Il candidato ideale, dunque, alla prima interazione vocale tra uomo e macchina che potrebbe cambiare radicalmente il modo di interfacciarsi con i dispositivi del futuro e con le loro intelligenze artificiali.

Una delle maggiori perplessità legata allo sviluppo di queste intelligenze sta nel fatto che potrebbero sorgere problemi di comunicazione con l’uomo. Non tutti, infatti, sono in grado di interfacciarsi con un interlocutore digitale tramite righe di codice e quant’altro, per questo l’idea di un dialogo “faccia a faccia” potrebbe essere davvero rivoluzionaria.

Al momento lo studio è ancora in una fase sperimentale ma sembra già che ci siano i primi promettenti risultati. Se poi aggiungiamo che potremmo avere l’occasione di comunicare direttamente con Albert Einstein, allora l’esperimento acquista tutto un altro valore.

Staremo a vedere come si evolverà la questione, anche se sia Aflorithmic che UneeQ sono ottimisti al riguardo e contano di poter dare ulteriori prove del loro lavoro in tempi brevi e magari, chissà, iniziare a mettere in commercio i primi prototipi di questo Albert Einstein 2.0.